Decisione di riferimento : cc • N° 95-20.482 • 1997-06-25 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a Saint-Cyprien. Firmate una locazione di 23 mesi con un artigiano, in piena fiducia. Il contratto prevede che alla scadenza, gli proporrete una locazione commerciale classica di 9 anni. Solo che il locatario non firma, rimane nei locali, non paga più. Voi lo considerate occupante senza diritto né titolo. La giustizia vi dà ragione. Ma la Corte di cassazione annulla tutto: secondo lei, lasciandolo in possesso, avete creato una nuova locazione commerciale. Com'è possibile?
Questa domanda tormenta molti proprietari e locatari sulla Costa Vermeille, da Canet-en-Roussillon ad Argelès. La locazione derogatoria (articolo L. 145-5 del Codice del commercio) permette di affittare per una durata massima di 3 anni senza applicare lo statuto delle locazioni commerciali. Ma se lasciate che il conduttore rimanga dopo la scadenza, la legge prevede una trasformazione automatica in locazione soggetta allo statuto protettivo. La sentenza del 25 giugno 1997 della Corte di cassazione illustra perfettamente questa trappola.
Cosa bisogna ricordare di questa decisione? Che il comportamento del locatore dopo la scadenza della locazione derogatoria è determinante. Proporre una locazione 3-6-9 non basta a evitare la tacita proroga: occorre anche non lasciare il locatario in possesso. Decifrazione di un caso esemplare, con consigli concreti per non cadere in questo errore.
I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno
Nel settembre 1987, un proprietario (il sig. A., commerciante a Saint-Cyprien) concede in locazione un locale a un artigiano, il sig. B., per una durata di 23 mesi, fino al 31 luglio 1989. Il contratto precisa che deroga allo statuto delle locazioni commerciali (decreto del 30 settembre 1953, oggi codificato negli articoli L. 145-1 e seguenti del Codice del commercio). Entrambe le parti sono d'accordo: si tratta di una locazione di breve durata, senza le garanzie di una locazione 3-6-9 (locazione commerciale di 9 anni con diritto al rinnovo).
In prossimità della scadenza, il proprietario propone al suo locatario di firmare una locazione commerciale classica. Ma il sig. B. rifiuta. Tuttavia rimane nei locali, continua a esercitare la sua attività di riparazione di barche, ma cessa di pagare i canoni a partire dal 31 luglio 1989. Il proprietario, ritenendo che il suo locatario sia diventato occupante senza diritto né titolo, lo cita in giudizio per far constatare la fine della locazione e ottenere lo sfratto.
La corte d'appello dà ragione al proprietario: ritiene che il locatario non abbia accettato la nuova locazione proposta e che non paghi più il canone. Ma la Corte di cassazione censura questo ragionamento. Ricorda che, secondo l'articolo 3-2 del decreto del 30 settembre 1953 (oggi L. 145-5 del Codice del commercio), se il conduttore rimane ed è lasciato in possesso alla scadenza della locazione derogatoria, si produce una nuova locazione soggetta allo statuto delle locazioni commerciali. Poco importa che il locatario non abbia firmato la locazione proposta o che non paghi più: il semplice fatto di lasciarlo in possesso basta a creare una locazione protetta.
Il ragionamento della giurisdizione — decifrato
La posta in gioco giuridica è semplice: a quali condizioni una locazione derogatoria si trasforma in locazione commerciale di diritto comune? L'articolo 3-2 del decreto del 1953 (ripreso nell'articolo L. 145-5 del Codice del commercio) dispone che, alla scadenza della durata derogatoria, se il conduttore rimane ed è lasciato in possesso, si produce una nuova locazione soggetta allo statuto. Questa regola è di ordine pubblico: le parti non possono derogarvi contrattualmente.
Nel nostro caso, la corte d'appello aveva ritenuto che il rifiuto di firmare la nuova locazione e il mancato pagamento dei canoni impedissero la tacita proroga. Ma la Corte di cassazione (terza sezione civile) non è di questo avviso. Considera che i giudici di merito hanno constatato che il locatario si era mantenuto nei locali dove esercitava la sua attività professionale ed era stato lasciato in possesso. Di conseguenza, tutte le condizioni della tacita proroga erano soddisfatte, indipendentemente dall'accettazione o meno di una nuova locazione scritta.
In altre parole, il comportamento del locatore è determinante: non facendo nulla per sfrattare il locatario o per far cessare il possesso, accetta implicitamente la prosecuzione della locazione. La legge protegge allora il locatario concedendogli una locazione commerciale di 9 anni, con tutte le sue garanzie (diritto al rinnovo, indennità di avviamento, plafonamento del canone...).
Questa decisione si inserisce in una giurisprudenza costante della Corte di cassazione, che vigila a proteggere l'avviamento commerciale del locatario. Ricorda ai proprietari che devono essere vigili alla scadenza di una locazione derogatoria: lasciare il locatario in possesso, anche un solo giorno, può avere conseguenze irreversibili.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per i proprietari locatori: se avete concesso una locazione derogatoria, non lasciate mai che il locatario rimanga nei locali senza aver firmato una nuova locazione o senza aver lasciato i locali. A Canet-en-Roussillon, un proprietario ha recentemente perso 18 mesi di canoni non pagati perché aveva lasciato il suo locatario in possesso dopo una locazione di 2 anni: la tacita proroga ha dato vita a una locazione 3-6-9, e il locatario ha potuto richiedere dilazioni di pagamento. Verificate imperativamente la data di scadenza e, il giorno dopo, fate notificare un'intimazione di lasciare i locali o un'ordinanza in via d'urgenza.
Per i locatari: se siete in possesso dopo la scadenza di una locazione derogatoria, forse beneficiate già di una locazione commerciale di 9 anni, anche senza contratto scritto.

