Decisione di riferimento : cc • N° 14-85.548 • 2015-12-08 • Consulta la decisione →
Avete intrapreso dei lavori a casa vostra, a Liévin, senza cattive intenzioni. Un ampliamento di 20 m², qualche modifica interna… Ed ecco che l'amministrazione vi notifica un verbale per costruzione senza permesso di costruire. Rischiate una multa, persino una demolizione. Ma non è tutto: vi si rimprovera anche di aver violato il Piano di Occupazione del Suolo (POS, il vecchio nome del Piano Urbanistico Locale). Due infrazioni per gli stessi lavori? Non è contrario al principio "ne bis in idem" (non due volte per la stessa cosa)?
È esattamente la questione che ha deciso la Corte di Cassazione nella sua sentenza dell'8 dicembre 2015. Un proprietario aveva realizzato lavori senza permesso e in violazione del POS. Perseguito per entrambe le infrazioni, invocava il principio secondo cui non si può essere puniti due volte per gli stessi fatti. Ma l'alta giurisdizione ha convalidato la doppia condanna, motivando che questi due testi tutelano interessi giuridicamente distinti: l'uno controlla il rilascio delle autorizzazioni urbanistiche, l'altro garantisce la conformità delle costruzioni alle regole urbanistiche locali.
Cosa significa concretamente questa sentenza per voi, proprietario a Lens o altrove? Che potete essere condannati per due infrazioni contemporaneamente, ma verrà pronunciata una sola pena. Nessuna doppia pena, quindi, ma un cumulo di qualificazioni che rafforza la repressione delle costruzioni illegali. Analisi di una decisione che fa chiarezza tra le regole.
I fatti: una storia come tante
Il Sig. X, proprietario di una casa a Liévin, decide nel 2010 di realizzare lavori di ampliamento e modifica della facciata. Pensa di essere in regola, ma non ha richiesto un permesso di costruire modificativo, sebbene i lavori superino le soglie regolamentari. Peggio, questi lavori non rispettano le prescrizioni del Piano di Occupazione del Suolo del comune. Il servizio urbanistico comunale constata le infrazioni e redige un verbale.
Il Sig. X viene quindi perseguito davanti al tribunale correzionale di Béthune per due infrazioni: costruzione senza permesso di costruire (in violazione degli articoli L. 421-1 e seguenti del Codice dell'urbanistica) e violazione del POS (mancato rispetto delle regole di altezza, impianto, ecc.). Riconosce i fatti ma contesta il cumulo dei procedimenti: secondo lui, si tratta degli stessi lavori, quindi non lo si può condannare due volte.
Il tribunale lo condanna a un'unica ammenda di 10 000 € per entrambe le infrazioni. Il Sig. X fa appello, sostenendo una violazione del principio ne bis in idem. La corte d'appello di Douai conferma la condanna, ma precisando che le due infrazioni sono distinte. Il Sig. X ricorre in cassazione. La Corte di Cassazione respinge il suo ricorso l'8 dicembre 2015, sancendo così la possibilità di cumulare le qualificazioni, a condizione che venga inflitta una sola pena.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di Cassazione richiama innanzitutto il principio ne bis in idem, derivante dall'articolo 4 del Protocollo n. 7 alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (che vieta di giudicare o punire due volte una stessa persona per gli stessi fatti). Ma questo principio non è assoluto: ammette eccezioni quando le infrazioni tutelano interessi giuridici diversi.
Nel caso di specie, la Corte distingue nettamente due obiettivi. Da un lato, le regole relative al permesso di costruire (articoli L. 421-1, R. 421-1, R. 421-14 del Codice dell'urbanistica) mirano a controllare il rilascio delle autorizzazioni preliminari a qualsiasi costruzione. Dall'altro lato, le regole del POS (oggi PLU) hanno lo scopo di garantire che le costruzioni rispettino gli orientamenti di assetto e le servitù locali. Questi due corpi di regole non perseguono la stessa finalità: l'uno è procedurale, l'altro è sostanziale.
La Corte si basa anche sul fatto che i giudici di merito hanno esaminato in dettaglio il contenuto del permesso di costruire iniziale, la natura dei lavori realizzati, e hanno constatato che il Sig. X avrebbe dovuto presentare una domanda di permesso modificativo. Hanno anche rilevato che l'autorità che rilascia il permesso verifica la sua conformità al POS, ma che questa verifica preliminare non impedisce di sanzionare separatamente la violazione del POS se si verifica. Pertanto, il cumulo delle qualificazioni è possibile a condizione che venga pronunciata una sola pena, come nel caso di specie con un'ammenda unica di 10 000 €.
Questa sentenza è una conferma della giurisprudenza anteriore (Crim., 12 marzo 2013, n. 12-80.033) e non un revirement. Si inserisce in una tendenza alla maggiore severità contro le costruzioni illegali.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete proprietari e realizzate lavori senza permesso o in violazione del PLU, potete essere perseguiti per due infrazioni distinte. Tuttavia, sarete condannati a una sola pena. Ciò significa che il rischio penale rimane limitato a un'ammenda, ma l'importo può essere più elevato perché il giudice tiene conto della doppia qualificazione.
Facciamo un esempio: a Lens, un proprietario costruisce una veranda di 30 m² senza permesso e senza rispettare le regole di altezza. Rischia un'ammenda da 1 200 € a 300 000 € (articolo L. 480-4 del Codice dell'urbanistica). Se vengono contestate entrambe le infrazioni, il giudice potrà fissare un'ammenda unica più vicina al massimo. In pratica, i tribunali di Béthune o Douai pronunciano spesso ammende da 5 000 a 20 000 € per casi simili.
Per un locatario che effettua lavori senza autorizzazione, il rischio è doppio: può essere perseguito penalmente e vedere il suo