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Il principio della separazione delle autorità amministrative e giudiziarie
Droit Immobilier

Il principio della separazione delle autorità amministrative e giudiziarie

📅 Decisione del 09 settembre 2020🔄 Updated on 16 October 2026⚖️ Cour de cassation👁️ 33 visualizzazioni📖 2 min di lettura

Il principio della separazione delle autorità amministrative e giudiziarie si oppone a che il giudice civile ordini misure che contrastino con le prescrizioni che l'autorità amministrativa ha emanato, nell'esercizio dei suoi poteri di polizia delle acque e degli ambienti acquatici, a seguito dell'inosservanza delle disposizioni applicabili agli impianti, opere, lavori e attività realizzati a fini non domestici da qualsiasi persona fisica o giuridica, pubblica o privata, e che comportino prelievi dalle acque superficiali o sotterranee, restituiti o meno, una modifica del livello o del modo di scorrimento delle acque, la distruzione di zone di frega, di aree di crescita o di alimentazione della fauna ittica o scarichi, sversamenti, rilasci o depositi diretti o indiretti, cronici o episodici, anche non inquinanti. Pertanto, non dà base legale alla sua decisione una corte d'appello che, per ordinare al gestore di un impianto di trattamento e depurazione di cessare lo scarico di effluenti che superano le prescrizioni regolamentari, afferma che tale inquinamento costituisce un turbamento manifestamente illecito che spetta al giudice del cautelare far cessare, senza verificare, come era suo dovere, se tale ingiunzione non contrastasse con le prescrizioni del decreto prefettizio che diffidava il consorzio intercomunale proprietario dell'impianto in questione ad adottare varie misure volte a far cessare l'inquinamento, secondo un calendario determinato.

Decisione di riferimento : cc • N° 19-17.271 • 2020-09-09 • Consulta la decisione →

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La situazione

Il principio della separazione delle autorità amministrative e giudiziarie si oppone a che il giudice civile ordini misure che contrastino con le prescrizioni che l'autorità amministrativa ha emanato, nell'esercizio dei suoi poteri di polizia delle acque e degli ambienti acquatici, a seguito dell'inosservanza delle disposizioni applicabili agli impianti, opere, lavori e attività realizzati a fini non domestici da qualsiasi persona fisica o giuridica, pubblica o privata, e che comportino prelievi dalle acque superficiali o sotterranee, restituiti o meno, una modifica del livello o del modo di scorrimento delle acque, la distruzione di zone di frega, di aree di crescita o di alimentazione della fauna ittica o scarichi, sversamenti, rilasci o depositi diretti o indiretti, cronici o episodici, anche non inquinanti. Pertanto, non dà base legale alla sua decisione una corte d'appello che, per ordinare al gestore di un impianto di trattamento e depurazione di cessare lo scarico di effluenti che superano le prescrizioni regolamentari, afferma che tale inquinamento costituisce un turbamento manifestamente illecito che spetta al giudice del cautelare far cessare, senza verificare, come era suo dovere, se tale ingiunzione non contrastasse con le prescrizioni del decreto prefettizio che diffidava il consorzio intercomunale proprietario dell'impianto in questione ad adottare varie misure volte a far cessare l'inquinamento, secondo un calendario determinato.

Cosa dice la legge

Questa decisione conferma i principi fondamentali del diritto di proprietà.

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Informazioni legali

  • Numero: 19-17.271
  • Tribunale: Cour de cassation
  • Decisione del: 09 settembre 2020

Parole chiave

droit immobilierjurisprudenceimmobilier
Maître Cécile Zakine

Informazioni sull'autrice

Maître Cécile Zakine — Avvocata del Foro delle Alpi Marittime, Dottore in Giurisprudenza. Ogni articolo di questa rivista nasce dall'analisi di una decisione giurisprudenziale reale, commentata e contestualizzata dal team di Maître Zakine.

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