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Perenzione del procedimento in cassazione: il termine decorre dall'ordinanza del primo presidente
Droit-immobilier

Perenzione del procedimento in cassazione: il termine decorre dall'ordinanza del primo presidente

📅 Decisione del 20 gennaio 1999🔄 Updated on 14 October 2026⚖️ Cour de cassation👁️ 14 visualizzazioni📖 4 min di lettura

La Corte di cassazione precisa che il termine di perenzione del procedimento in cassazione inizia a decorrere dall'ordinanza del primo presidente, e non dopo un'eventuale reiscrizione. Una decisione chiave per i litiganti che devono agire rapidamente per non perdere il loro ricorso.

Decisione di riferimento : cc • N° 94-12.652 • 1999-01-20 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un terreno a Nuits-Saint-Georges e, dopo anni di procedura, ottenete finalmente una sentenza favorevole in appello. Ma la controparte propone ricorso in cassazione. Tirare un sospiro di sollievo, credendo la causa sepolta. Tuttavia, se non seguite il calendario, la vostra vittoria potrebbe crollare. Una questione cruciale si pone: quando inizia a decorrere il termine di perenzione del procedimento in cassazione?

Per un proprietario o un professionista immobiliare, la risposta può fare la differenza tra un ricorso che va a buon fine e una causa che si estingue. La Corte di cassazione, con un'ordinanza emessa il 20 gennaio 1999 (n. 94-12.652), risolve questo punto con una chiarezza che merita di essere conosciuta.

Questa decisione stabilisce che l'ordinanza del primo presidente, emessa in applicazione dell'articolo 1009-1 del nuovo Codice di procedura civile (CPC), fa decorrere il termine di perenzione del procedimento in cassazione. In concreto, il ricorrente deve compiere le necessarie diligenze (come la reiscrizione a ruolo) a partire da tale ordinanza, pena l'estinzione del procedimento. Una regola semplice, ma dalle conseguenze spesso ignorate.

I fatti: una storia come tante

La causa coinvolge una società civile immobiliare (SCI) Cabassut e un certo signor X (il cui nome è taciuto per discrezione). Nel 1974, la SCI Cabassut era stata costituita per costruire e gestire un bene immobile, sotto la copertura di due società. Il 21 maggio 1974, un'assemblea generale della SCI constatava la cessione di quote da parte del signor X ad altre due persone. In contropartita, i cessionari si impegnavano a retrocedere 800 quote della SCI al signor X. Ma era stato concesso un prestito alla SCI, garantito da ipoteca su un bene, e il rimborso creava problemi.

Scoppia una lite. Il signor X contesta la validità della cessione. Cita in giudizio i cessionari e la SCI. Il tribunale di grande istanza (TGI) di Digione lo respinge. Propone appello, ma la corte d'appello di Digione conferma la sentenza. Il signor X ricorre quindi in cassazione. La causa è iscritta al numero 94-12.652.

Ma il ricorso non progredisce. Il primo presidente della Corte di cassazione, constatando che il ricorrente non ha compiuto le necessarie diligenze (come chiedere la reiscrizione a ruolo dopo una cancellazione), emette un'ordinanza il 20 gennaio 1999. Questa ordinanza, emessa ai sensi dell'articolo 1009-1 del CPC, fissa un termine entro il quale il signor X deve compiere tali diligenze. Egli non lo fa nei tempi. Risultato: il procedimento in cassazione è dichiarato perento. Il signor X perde il suo ricorso.

Ciò che è interessante è che il signor X ha tentato di contestare questa perenzione, sostenendo che il termine poteva decorrere solo dalla notifica dell'ordinanza o da un atto successivo. Ma la Corte di cassazione non lo ha seguito. Ha chiaramente indicato che il termine decorre dall'ordinanza del primo presidente, indipendentemente dal fatto che il ricorrente abbia o meno ricevuto una notifica formale.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Per comprendere la decisione, occorre esaminare l'articolo 1009-1 del Codice di procedura civile (che non è più "nuovo" oggi, ma lo era nel 1999). Questo testo prevede che, se il ricorrente in cassazione non giustifica di aver compiuto le necessarie diligenze (come il deposito del memoriale ampliativo o la richiesta di reiscrizione a ruolo), il primo presidente può ordinare la cancellazione della causa e fissare un termine entro il quale tali diligenze devono essere compiute. Scaduto tale termine, il procedimento può essere dichiarato perento (estinto per decorso del tempo).

La questione che la Corte doveva risolvere era: da quando decorre questo termine? Dal momento dell'ordinanza del primo presidente, oppure dalla notifica di tale ordinanza al ricorrente?

La Corte di cassazione risponde: è l'ordinanza stessa a far decorrere il termine. Perché? Perché l'ordinanza è un atto giurisdizionale (una decisione emessa da un giudice) che produce i suoi effetti dal momento della sua pronuncia. Il ricorrente è tenuto a conoscere la procedura e deve informarsi sullo stato della sua causa. Non ha bisogno di attendere una notifica ufficiale per agire.

Questa soluzione è severa, ma logica. Si inserisce nella volontà della Corte di cassazione di accelerare le procedure ed evitare che i ricorsi rimangano sospesi indefinitamente. In parole povere (ma non dovrei dirlo), è una misura di buona amministrazione della giustizia. I giudici vogliono che le parti siano diligenti.

Gli argomenti del signor X erano tuttavia comprensibili: sosteneva che, senza notifica, non poteva sapere che un termine era in corso. Ma la Corte ha ritenuto che il ricorrente, una volta proposto il ricorso, abbia l'obbligo di seguire la causa e di informarsi. È un obbligo di diligenza (di rapidità e serietà).

Notiamo che la decisione si limita a chiarire un punto procedurale: non cambia il diritto sostanziale, ma ne chiarisce l'applicazione. Conferma una costante tendenza giurisprudenziale: il formalismo in cassazione è rigoroso e i termini sono perentori.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete proprietari di un bene a Talant e siete coinvolti in una lite immobiliare, questa decisione vi riguarda direttamente. Immaginate di aver ottenuto ragione in appello, ma il vostro avversario propone ricorso in cassazione. Dovete seguire da vicino la procedura. Se il primo presidente emette un'ordinanza di cancellazione (perché il ricorrente non ha depositato il suo memoriale), dovete sorvegliare il termine concesso. Se il d

Informazioni legali

  • Numero: 94-12.652
  • Tribunale: Cour de cassation
  • Decisione del: 20 gennaio 1999

Parole chiave

péremption d'instancepourvoi en cassationdélai de procédureordonnance premier présidentarticle 1009-1 CPC
Maître Cécile Zakine

Informazioni sull'autrice

Maître Cécile Zakine — Avvocata del Foro delle Alpi Marittime, Dottore in Giurisprudenza. Ogni articolo di questa rivista nasce dall'analisi di una decisione giurisprudenziale reale, commentata e contestualizzata dal team di Maître Zakine.

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