L'acquisto immobiliare può avvenire in nome proprio o tramite una Società Civile Immobiliare (SCI). Questa scelta incide sulla fiscalità, sulla responsabilità, sulla trasmissione e sui costi. Ecco un confronto per aiutarvi.
Fiscalità
Acquisto diretto: i redditi fondiari sono tassati con l'imposta sul reddito (IR) nella categoria dei redditi fondiari, con possibilità di deduzione delle spese. La plusvalenza è tassata al 19% + contributi previdenziali (17,2%).
SCI: la SCI è soggetta all'IR per default (trasparenza fiscale), ma può optare per l'IS (imposta sulle società). Con l'IS, gli utili sono tassati al 15% fino a 38.120 €, poi al 25%. La plusvalenza è tassata con l'IS. L'avv. Zakine vi aiuta a scegliere il regime adatto.
Responsabilità
Acquisto diretto: responsabilità personale e illimitata sul patrimonio personale.
SCI: responsabilità limitata ai conferimenti (salvo garanzia personale dei soci). La SCI protegge il patrimonio personale dei soci.
Trasmissione
Acquisto diretto: trasmissione per donazione o successione, con abbattimenti (100.000 € per genitore e per figlio ogni 15 anni).
SCI: trasmissione facilitata mediante cessione di quote sociali (imposta di registro del 3% dopo abbattimento di 23.000 € per socio). La SCI consente di scindere la proprietà (usufrutto/nuda proprietà). Leggete il nostro articolo sulla trasmissione del patrimonio.
Costi
- Acquisto diretto: spese notarili (7-8% per l'usato), nessun costo di costituzione della società.
- SCI: costi di costituzione (redazione dello statuto, iscrizione, circa 1.500 €), costi di gestione (contabilità, assemblee).
Quando scegliere la SCI?
La SCI è adatta per: acquistare in più persone, proteggere il proprio patrimonio, facilitare la trasmissione. L'acquisto diretto è adatto per un unico bene, senza un progetto di trasmissione complesso.
Consultate un avvocato per un'analisi personalizzata.

