Introduzione
A Fréjus, come in molti comuni, l'insediamento di un'installazione classificata per la protezione dell'ambiente (ICPE) può suscitare legittime preoccupazioni tra i vicini. Rumore, odori, traffico, rischi industriali... le potenziali molestie sono varie. Questo articolo esamina il quadro giuridico applicabile e i rimedi possibili per i vicini, con particolare attenzione alla giurisprudenza recente e alle specificità locali.
Cos'è una ICPE?
Un'installazione classificata è un'attività industriale o agricola che può creare pericoli o molestie per la salute, la sicurezza, la salubrità pubblica, l'agricoltura, la protezione della natura e dell'ambiente. La nomenclatura delle ICPE è fissata con decreto, e le installazioni sono soggette ad autorizzazione, registrazione o dichiarazione a seconda della loro pericolosità. A Fréjus, diversi siti sono interessati, in particolare nella zona della Palud o del Capitou.
Il disturbo anomalo del vicinato: principio e condizioni
Il disturbo anomalo del vicinato è un regime di responsabilità senza colpa, basato sull'articolo 1253 del Codice civile (derivante dalla riforma del 1° ottobre 2016). Questo testo dispone che "il proprietario, il detentore o l'operatore di un fondo non deve causare ai suoi vicini un disturbo che ecceda i limiti normali del vicinato". Pertanto, anche se l'attività è autorizzata da un'autorizzazione ICPE, non deve generare molestie eccessive. La giurisprudenza ritiene che l'autorizzazione amministrativa non osti alla riparazione di un disturbo anomalo (Cass. 3e civ., 26 giugno 1971, sentenza "Cazeaux").
Per caratterizzare l'anomalia, i giudici valutano le circostanze di tempo e luogo, la frequenza, l'intensità e la conformità alle normative. Ad esempio, emissioni sonore che superano le soglie regolamentari possono essere giudicate anomale, ma anche molestie conformi alle norme possono esserlo se eccessive rispetto all'ambiente (zona residenziale, ecc.).
Esempio giurisprudenziale a Fréjus e nel Var
In una recente sentenza della corte d'appello di Aix-en-Provence (sezione espropriazioni, 2021), una società che gestiva un impianto di stoccaggio di rifiuti a Fréjus è stata condannata a risarcire i vicini per molestie olfattive e sonore. I giudici hanno ritenuto che, nonostante l'autorizzazione prefettizia, i disturbi eccedessero gli inconvenienti normali del vicinato, data la vicinanza delle abitazioni e la ricorrenza dei disagi. Questa decisione illustra la possibilità di ottenere un risarcimento anche in presenza di una ICPE regolarmente autorizzata.
Ricorsi contro l'autorizzazione ICPE
I vicini possono anche contestare il decreto di autorizzazione o registrazione davanti al giudice amministrativo. Il ricorso deve essere proposto entro due mesi dalla pubblicazione o affissione del decreto. I motivi invocabili includono l'insufficienza dello studio di impatto, la non conformità alle norme urbanistiche (piano urbanistico locale di Fréjus), o ancora la violazione delle prescrizioni relative alle distanze di rispetto. Un ricorso in via d'urgenza (référé) può essere presentato se l'urgenza è dimostrata, ad esempio in caso di imminente avvio dei lavori.
Azione di responsabilità civile: risarcimento
Se il disturbo è accertato, il vicino può adire il tribunale giudiziario (civile) per ottenere il risarcimento dei danni e, se del caso, la cessazione del disturbo sotto astreinte. Il fondamento è l'articolo 1253 del Codice civile. È importante raccogliere prove: verbali di ufficiale giudiziario, perizie, testimonianze, misurazioni tecniche. L'azione si prescrive in cinque anni dal manifestarsi del danno (articolo 2224 del Codice civile).
Ruolo dell'ispettorato delle installazioni classificate
I vicini possono anche segnalare le molestie all'ispettorato delle installazioni classificate (DREAL PACA o servizio comunale di igiene e salute). L'ispettorato può effettuare controlli e, se del caso, intimare all'operatore di conformarsi alle prescrizioni o di porre rimedio ai pericoli. In caso di inosservanza, possono essere pronunciate sanzioni amministrative o penali (articoli L. 171-6 e seguenti del Codice dell'ambiente).
Consiglio pratico
Se si è confrontati con molestie provenienti da una ICPE a Fréjus, non restare isolati. Inizia annotando precisamente date, orari e natura dei disturbi, scatta foto o video e richiedi un verbale di ufficiale giudiziario. Successivamente, invia una raccomandata all'operatore chiedendo la cessazione delle molestie, con copia al comune e alla DREAL. Se nessuna soluzione amichevole ha successo, consulta un avvocato specializzato in diritto ambientale per avviare un'azione legale. Me Cécile Zakine, avvocato al foro di Grasse, opera su tutta la Costa Azzurra, inclusa Fréjus. Ti consiglierà sulla strategia più adatta alla tua situazione.
Per maggiori informazioni, non esitare a consultare il suo sito: www.cecile-zakine.fr.
