Decisione di riferimento : cc • N° 20-12.604 • 2021-11-10 • Consulta la decisione →
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La situazione
Il contratto di lavoro del dipendente protetto, licenziato sulla base di un'autorizzazione amministrativa successivamente annullata, e che non chiede la reintegrazione, è risolto per effetto del licenziamento. Quando l'annullamento è divenuto definitivo, il dipendente ha diritto, da un lato, in applicazione dell'articolo L. 2422-4 del codice del lavoro, al pagamento di un'indennità pari alla totalità del pregiudizio subito nel corso del periodo trascorso tra il suo licenziamento e la scadenza del termine di due mesi successivi alla notifica della decisione di annullamento, dall'altro, al pagamento delle indennità di risoluzione, se non ne ha beneficiato al momento del licenziamento e se soddisfa le condizioni per pretenderle, e dell'indennità prevista dall'articolo L. 1235-3 del codice del lavoro, se è stabilito che il suo licenziamento era, al momento in cui è stato pronunciato, privo di causa reale e seria. Queste disposizioni impediscono che la giurisdizione prud'homale si pronunci sulla domanda di risoluzione giudiziale presentata dal dipendente protetto, anche se la sua istanza è anteriore alla risoluzione.
Cosa dice la legge
Questa decisione conferma i principi fondamentali del diritto di proprietà.
Punti da ricordare
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