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Parere dell'esperto tecnico in infortunio sul lavoro: una decisione che si impone al giudice (Cass., 1978)
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Parere dell'esperto tecnico in infortunio sul lavoro: una decisione che si impone al giudice (Cass., 1978)

📅 Decisione del 11 luglio 2026🔄 Updated on 18 October 2026⚖️ Cour de cassation👁️ 23 visualizzazioni📖 4 min di lettura

Una sentenza della Corte di cassazione del 1978 ricorda che il parere chiaro e preciso di un esperto tecnico sull'origine di un infortunio sul lavoro si impone al giudice. Analisi e consigli pratici per lavoratori e datori di lavoro.

Decisione di riferimento: Cass. • N. 77-12.570 • 1978-10-27 • Consulta la decisione →

Immaginatevi, a Pontarlier, nel Doubs, un impiegato di segheria che, dopo una giornata di lavoro, avverte acufeni persistenti. Diversi mesi dopo, consulta il suo medico curante, che stabilisce un collegamento con un rumore intenso verificatosi sul lavoro. Sorge la domanda: questo infortunio sul lavoro è davvero all'origine della sua sindrome auricolare? È esattamente il caso deciso dalla Corte di cassazione nel 1978, una decisione che, sebbene datata, continua a influenzare il diritto degli infortuni sul lavoro.

Per un imprenditore a Ornans o un lavoratore a Besançon, questa vicenda solleva un interrogativo cruciale: a chi spetta la decisione finale sul nesso tra un infortunio e una malattia? Il giudice può liberamente ignorare il parere di un esperto tecnico? La risposta è no, se l'esperto è chiaro e preciso.

In questo articolo, analizzeremo questa decisione poco conosciuta, ne comprenderemo il ragionamento e, soprattutto, vedremo cosa cambia concretamente per voi, siate datori di lavoro o lavoratori. Pronti a saperne di più?

I fatti: una storia come se ne verificano ogni giorno

La vicenda inizia a Besançon, nella circoscrizione della corte d'appello. Un lavoratore, chiamiamolo Sig. D., lavora in un'azienda metallurgica. Il 5 febbraio 1975, consulta il suo medico curante per disturbi uditivi: fischi e calo dell'udito all'orecchio destro. Il medico redige un certificato medico iniziale che collega questi sintomi a un infortunio sul lavoro verificatosi diversi mesi prima, che ha comportato traumi sonori. Il Sig. D. denuncia l'infortunio al suo datore di lavoro, che contesta il nesso. La cassa primaria di assicurazione malattia (CPAM) dispone una perizia tecnica.

L'esperto tecnico, un medico specialista, rende un parere chiaro e preciso: è impossibile affermare che i disturbi auricolari abbiano un'origine traumatica (legata all'infortunio) o meno. In altre parole, l'esperto non può concludere per un nesso di causalità certo. Sulla base di questo parere, la CPAM rifiuta di prendere in carico l'infortunio ai sensi della legislazione professionale.

Il Sig. D. adisce quindi il tribunale delle questioni di sicurezza sociale (TASS) di Besançon, che gli dà ragione e ordina un'inchiesta sulla materialità dei fatti (la realtà dell'infortunio). La CPAM e il datore di lavoro ricorrono in cassazione. La Corte di cassazione, con sentenza del 27 ottobre 1978, cassa la decisione del TASS. Perché? Perché l'esperto era stato chiaro: impossibile pronunciarsi. Ora, il giudice non può ignorare un parere tecnico chiaro e preciso per ordinare un'inchiesta. Avrebbe dovuto, o richiedere una nuova perizia, o seguire il parere.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione, in questa sentenza, ricorda un principio fondamentale: il parere chiaro e preciso dell'esperto tecnico si impone alla giurisdizione competente. Concretamente, ciò significa che quando l'esperto dice «è certo», o «non è certo», il giudice non può contraddirlo senza una nuova perizia. Il fondamento legale? Si tratta dell'articolo L. 141-2 del Codice della sicurezza sociale (nella versione allora in vigore, oggi articolo L. 141-1 e seguenti), che disciplina la perizia tecnica in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali. Ma la Corte va oltre: applica un ragionamento logico. Se l'esperto emette un parere chiaro e preciso, il giudice non può ordinare un'inchiesta per verificare la materialità dei fatti, perché ciò equivarrebbe a eludere la perizia. In altre parole, il giudice non è libero di ignorare il parere tecnico.

Questa decisione è una conferma della giurisprudenza anteriore. Già nel 1975, la Corte di cassazione aveva stabilito il principio che la perizia tecnica vincola il giudice sul piano medico (Cass. soc., 22 maggio 1975). La sentenza del 1978 si limita a precisare che tale autorità si estende al parere negativo o dubbioso dell'esperto. Gli argomenti del Sig. D. erano comprensibili: voleva provare che il suo infortunio era reale. Ma per la Corte, la procedura di perizia tecnica è speciale e non può essere aggirata da un'inchiesta ordinaria.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per un lavoratore a Pontarlier, questa decisione significa che se un esperto tecnico ritiene che il nesso tra il vostro infortunio e la vostra patologia non sia stabilito, non potrete facilmente contestare questo parere chiedendo una semplice inchiesta. Dovrete piuttosto richiedere una controperizia o adire il giudice con nuovi elementi medici. Ad esempio, se un esperto dice «impossibile pronunciarsi», il giudice non può ordinare un'inchiesta per tentare di provare il nesso. Deve o seguire il parere (e quindi rifiutare la presa in carico), o ordinare una nuova perizia.

Per un datore di lavoro a Ornans, è una protezione: se l'esperto conclude chiaramente per l'assenza di nesso, o per l'impossibilità di concludere, il giudice non può tornare su questa conclusione con un'inchiesta. Ciò evita decisioni arbitrarie. Ma attenzione: se l'esperto è impreciso o contraddittorio, il giudice conserva il suo potere di apprezzamento. Così, in una recente vicenda che ho seguito a Besançon, un esperto aveva emesso un parere «riservato»: il giudice ha potuto ordinare un'inchiesta complementare.

In pratica, se siete lavoratori e la perizia vi è sfavorevole, non perdete la speranza. Potete richiedere una nuova perizia medica (perizia tecnica di secondo livello) o adire il tribunale con certificati medici più precisi. I termini? La contestazione del parere deve essere effettuata entro due mesi dalla sua notifica. Gli importi in gioco possono essere

Informazioni legali

  • Numero: 77-12.570
  • Tribunale: Cour de cassation

Parole chiave

accident du travailexpertise techniqueCour de cassationlien de causalitésécurité sociale
Maître Cécile Zakine

Informazioni sull'autrice

Maître Cécile Zakine — Avvocata del Foro delle Alpi Marittime, Dottore in Giurisprudenza. Ogni articolo di questa rivista nasce dall'analisi di una decisione giurisprudenziale reale, commentata e contestualizzata dal team di Maître Zakine.

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