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Costruzione illegale: la corte d'appello può ordinare la demolizione senza attendere il giudice amministrativo
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Costruzione illegale: la corte d'appello può ordinare la demolizione senza attendere il giudice amministrativo

📅 Decisione del 21 novembre 2017⚖️ Cour de cassation👁️ 20 visualizzazioni📖 5 min di lettura

La Corte di cassazione conferma che il giudice penale, investito di un incidente di esecuzione, può valutare la legittimità di un provvedimento urbanistico senza sospendere il giudizio, anche se questo non è stato impugnato dinanzi al giudice amministrativo.

Decisione di riferimento : cc • N° 17-80.016 • 2017-11-21 • Consulta la decisione →

Immaginate : siete proprietari di una casa a Le Mans, nel quartiere des Sablons. Avete intrapreso lavori di ampliamento senza permesso di costruire. Il comune vi ingiunge di demolire, voi rifiutate e venite condannati penalmente a una multa e alla demolizione. Ma pensate che il provvedimento del comune sia illegittimo. Fino a che punto potete contestare questa illegittimità dinanzi al giudice penale? E soprattutto, il giudice penale deve attendere che il tribunale amministrativo si pronunci? Questa decisione della Corte di cassazione del 21 novembre 2017 risponde a questa domanda cruciale per ogni proprietario confrontato con una procedura di urbanistica.

In chiaro, l'Alta Corte ha stabilito: il giudice penale, quando è investito di un incidente contenzioso relativo all'esecuzione di una pena (articolo 710 del codice di procedura penale), può valutare la legittimità di un atto amministrativo (come un'ordinanza di demolizione) senza dover sospendere il giudizio, anche se tale atto non è stato impugnato dinanzi al giudice amministrativo. In altre parole, non c'è bisogno di attendere anni che il tribunale amministrativo si pronunci: il giudice penale può decidere immediatamente della validità dell'ordinanza e, se del caso, ordinare la demolizione.

Quello che pochi sanno è che questa decisione si inserisce in una logica di efficienza giudiziaria: evitare le lentezze procedurali che paralizzano l'esecuzione delle pene. Ma attenzione, questa competenza non è senza limiti. Addentriamoci nei dettagli.

I fatti: una storia come ce ne sono ogni giorno

Il sig. A…, proprietario a Le Mans, ha realizzato lavori di costruzione senza rispettare il permesso di costruire che gli era stato rilasciato. Il comune ha adottato un'ordinanza che ordinava la demolizione delle opere, ai sensi dell'articolo L. 480-7 del codice dell'urbanistica (che consente all'autorità amministrativa di esigere la demolizione delle costruzioni illegali). Il sig. A… non ha impugnato tale ordinanza dinanzi al tribunale amministrativo entro il termine di due mesi. Risultato: l'ordinanza è divenuta definitiva.

Parallelamente, il tribunale correzionale di Le Mans ha condannato il sig. A… a una multa di 5.000 euro per infrazione al codice dell'urbanistica e ha ordinato la demolizione delle opere. Il sig. A… ha proposto appello. Dinanzi alla corte d'appello, ha sollevato un incidente contenzioso relativo all'esecuzione della pena: contestava la legittimità dell'ordinanza di demolizione, sostenendo che fosse illegittima. La corte d'appello ha respinto la sua argomentazione, ritenendo di poter valutare la legittimità dell'ordinanza senza attendere il parere del giudice amministrativo, e che il fatto che l'ordinanza non fosse stata impugnata dinanzi al tribunale amministrativo fosse irrilevante.

Il sig. A… ha proposto ricorso per cassazione. Sosteneva che la corte d'appello avrebbe dovuto sospendere il giudizio e investire il giudice amministrativo per valutare la legittimità dell'ordinanza, conformemente al principio di separazione dei poteri. La Corte di cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando la decisione della corte d'appello.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si è basata su due testi chiave. Innanzitutto, l'articolo 710 del codice di procedura penale (che consente alla giurisdizione di esaminare gli incidenti contenziosi relativi all'esecuzione di una pena). In secondo luogo, l'articolo 111-5 del codice penale (che autorizza il giudice penale a valutare, in via incidentale, la legittimità di un atto amministrativo quando è investito di un'infrazione).

Il ragionamento è il seguente: quando la corte d'appello è investita di un incidente di esecuzione ai sensi dell'articolo 710, esercita una competenza penale. Ora, l'articolo 111-5 del codice penale consente al giudice penale, nell'ambito di un procedimento penale, di valutare la legittimità di un atto amministrativo (come un'ordinanza di demolizione) in via incidentale, cioè solo ai fini del caso, senza che ciò abbia effetto erga omnes (contro tutti). Può quindi decidere se l'ordinanza è legittima o meno e trarne le conseguenze sulla pena (ad esempio, confermare o annullare l'ordine di demolizione).

La Corte precisa che tale valutazione può avvenire anche se l'atto amministrativo non è stato impugnato dinanzi al giudice amministrativo. In altre parole, il proprietario non può opporre al giudice penale il fatto che l'ordinanza sarebbe illegittima senza averla impugnata tempestivamente dinanzi al tribunale amministrativo. Il giudice penale può prescinderne e verificare egli stesso la legittimità dell'atto. Ciò evita le strategie dilatorie consistenti nel contestare l'ordinanza amministrativa anni dopo, per paralizzare il procedimento penale.

Attenzione tuttavia: questa competenza non è assoluta. Il giudice penale può valutare la legittimità di un atto amministrativo solo se ciò è necessario per la soluzione della controversia penale. Inoltre, lo

Informazioni legali

  • Numero: 17-80.016
  • Tribunale: Cour de cassation
  • Decisione del: 21 novembre 2017

Parole chiave

urbanismeconstruction illégalearrêté de démolitioncompétence juge pénalLe Mans
Maître Cécile Zakine

Informazioni sull'autrice

Maître Cécile Zakine — Avvocata del Foro delle Alpi Marittime, Dottore in Giurisprudenza. Ogni articolo di questa rivista nasce dall'analisi di una decisione giurisprudenziale reale, commentata e contestualizzata dal team di Maître Zakine.

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