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Licenziamento abusivo: il datore di lavoro rimborsa anche se il dipendente crea la propria società
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Licenziamento abusivo: il datore di lavoro rimborsa anche se il dipendente crea la propria società

📅 Decisione del 11 ottobre 1989🔄 Updated on 14 October 2026⚖️ Cour de cassation👁️ 21 visualizzazioni📖 5 min di lettura

La Corte di Cassazione ricorda che il datore di lavoro che licenzia senza giusta causa deve rimborsare all'ASSEDIC le indennità di disoccupazione versate al dipendente, anche se quest'ultimo crea successivamente la propria impresa.

Decisione di riferimento : cc • N° 86-42.346 • 1989-10-11 • Consulta la decisione →

Immaginate un commerciante a Cluses, in Alta Savoia, che licenzia un dipendente per un motivo che ritiene valido. Qualche mese dopo, l'ex dipendente, disoccupato, decide di creare la sua microimpresa. Il commerciante pensa di aver chiuso la faccenda. Ma ecco che l'ASSEDIC (oggi Pôle emploi) gli chiede il rimborso di tutte le indennità di disoccupazione versate. Si può davvero chiedergli di pagare, mentre il dipendente si è rimesso in gioco?

A questa domanda, la Corte di Cassazione ha risposto l'11 ottobre 1989, con una sentenza che fa ancora giurisprudenza. In sostanza, i giudici hanno detto: sì, il datore di lavoro deve rimborsare, e ciò dal giorno del licenziamento fino alla sentenza, anche se il dipendente ha creato la propria impresa. Una decisione che ha pesanti conseguenze finanziarie e che merita di essere approfondita.

Che siate imprenditori a Sallanches o dipendenti licenziati in tutta la Francia, questa sentenza vi riguarda. Vi spiegherò perché e, soprattutto, come evitare di trovarvi in questa situazione.

I fatti: una storia come tante

Il Sig. X è dipendente della società SIPS, un'azienda con sede a Lilla. Nel 1985, il suo datore di lavoro lo licenzia. Il Sig. X contesta il licenziamento dinanzi al consiglio di prud'hommes. Nell'attesa, è disoccupato e percepisce le indennità dell'ASSEDIC (l'assicurazione contro la disoccupazione).

Parallelamente, il Sig. X non resta con le mani in mano: crea la propria impresa. Diventa il suo stesso capo. L'ASSEDIC continua a versargli indennità, poiché la creazione d'impresa non interrompe sempre l'erogazione delle prestazioni (era previsto dall'articolo L. 351-22 del Codice del lavoro, nella versione del 1980).

Davanti ai prud'hommes, il datore di lavoro viene condannato per licenziamento senza giusta causa. L'ASSEDIC chiede quindi il rimborso di tutte le indennità versate al Sig. X, pari a 15.258,15 franchi (circa 2.325 euro oggi). La corte d'appello di Douai accoglie solo parzialmente la richiesta: limita il rimborso al periodo precedente la creazione dell'impresa. L'ASSEDIC ricorre in cassazione, sostenendo che il rimborso deve coprire l'intero periodo, dal licenziamento alla sentenza.

Il feuilleton giudiziario si conclude davanti alla Corte di Cassazione, che dà ragione all'ASSEDIC. La sentenza della corte d'appello viene cassata e la causa viene rinviata ad un'altra corte d'appello.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La questione giuridica è la seguente: l'articolo L. 122-14-4 del Codice del lavoro (che consente al giudice di condannare il datore di lavoro al rimborso delle indennità di disoccupazione) deve applicarsi a tutti i periodi di indennizzo, compresi quelli successivi alla creazione dell'impresa?

La Corte di Cassazione risponde affermativamente, basandosi su due testi. Innanzitutto, l'articolo L. 122-14-4, che dispone che il giudice può ordinare il rimborso da parte del datore di lavoro delle indennità di disoccupazione versate al dipendente licenziato senza giusta causa, entro il limite di sei mesi di indennità. In secondo luogo, l'articolo L. 351-22, che prevede il mantenimento delle indennità di disoccupazione in caso di creazione d'impresa, a determinate condizioni.

Il ragionamento è ineccepibile: la legge non fa distinzione in base al fatto che il dipendente abbia o meno creato un'impresa. Fintanto che l'ASSEDIC ha versato indennità, il datore di lavoro inadempiente deve rimborsarle. Quello che pochi sanno è che questo rimborso può essere ordinato d'ufficio dal giudice, senza che l'ASSEDIC ne faccia richiesta (anche se in pratica lo fa spesso).

In parole povere, il datore di lavoro non può trincerarsi dietro l'iniziativa del dipendente per sottrarsi al proprio obbligo. Il licenziamento ingiustificato è la causa diretta del danno subito dall'assicurazione contro la disoccupazione, e tale danno perdura fino al giorno in cui il giudice si pronuncia.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete datori di lavoro a Cluses, questa decisione vi ricorda che licenziare senza un valido motivo può costarvi caro, molto caro. Oltre ai danni e interessi versati al dipendente, dovrete rimborsare a Pôle emploi tutte le indennità di disoccupazione versate, potenzialmente per diversi mesi. Ad esempio, per un dipendente disoccupato per 6 mesi con un'indennità di 1.200 € al mese, il conto per il datore di lavoro può arrivare a 7.200 €, in aggiunta alle indennità prud'homales.

Se siete dipendenti, questa decisione vi protegge: garantisce che il datore di lavoro inadempiente non approfitti della vostra riconversione per sottrarsi alle proprie responsabilità. Anche se create la vostra impresa, il datore di lavoro dovrà rimborsare quanto versato dall'assicurazione contro la disoccupazione. Attenzione però: dovete comunque contestare il licenziamento entro i termini (12 mesi dalla notifica).

Se siete creatori d'impresa a Sallanches, sappiate che il vostro progetto non vi fa perdere il beneficio delle indennità di disoccupazione, ma non esonera il vostro ex datore di lavoro. Potete quindi cumulare la vostra nuova attività e un'azione legale contro di lui.

Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui il datore di lavoro, credendo che la creazione d'impresa ponesse fine ai suoi obblighi, si rifiutava di rimborsare l'ASSEDIC. Risultato: un procedimento aggiuntivo, spese legali e, alla fine, una condanna aggravata. Meglio prevenire.

Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso

  • Prima di licenziare, verificate il motivo: Un licenziamento per motivo personale deve basarsi su una causa reale e seria (colpa del dipendente, insufficienza professionale, ecc.)

Informazioni legali

  • Numero: 86-42.346
  • Tribunale: Cour de cassation
  • Decisione del: 11 ottobre 1989

Parole chiave

licenciement sans cause réelle et sérieuseremboursement indemnités chômageASSEDICcréation entrepriseCour de cassation 1989
Maître Cécile Zakine

Informazioni sull'autrice

Maître Cécile Zakine — Avvocata del Foro delle Alpi Marittime, Dottore in Giurisprudenza. Ogni articolo di questa rivista nasce dall'analisi di una decisione giurisprudenziale reale, commentata e contestualizzata dal team di Maître Zakine.

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