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Mancato pagamento dell'assegno di mantenimento: la prova dell'impossibilità assoluta incombe al debitore
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Mancato pagamento dell'assegno di mantenimento: la prova dell'impossibilità assoluta incombe al debitore

📅 Decisione del 19 gennaio 2022🔄 Updated on 8 October 2026⚖️ Cour de cassation👁️ 42 visualizzazioni📖 4 min di lettura

La Corte di cassazione ricorda che il genitore che non paga l'assegno di mantenimento per più di due mesi deve provare di essere nell'impossibilità assoluta di pagare. Il creditore deve solo dimostrare che il debitore conosceva il proprio obbligo e non lo ha adempiuto.

Decisione di riferimento : cc • N° 20-84.287 • 2022-01-19 • Consulta la decisione →

Una madre di famiglia attende ogni mese l'assegno di mantenimento che il padre dei suoi figli deve versare. Ma i mesi passano, e niente. Alla fine sporge denuncia. Il padre, convocato davanti al tribunale penale, afferma di non poter pagare, di essere disoccupato, di non avere i mezzi. Ma è sufficiente per evitare una condanna?

Questa domanda, migliaia di genitori se la pongono ogni anno. Il mancato pagamento di un assegno di mantenimento è un delitto penale (un'infrazione punita dalla legge) previsto dall'articolo 227-3 del codice penale. Ma come provare che il debitore è in malafede? E cosa fare quando si è realmente nell'incapacità di pagare?

La sentenza della Corte di cassazione del 19 gennaio 2022 (n° 20-84.287) fornisce una risposta chiara: spetta al debitore provare la propria impossibilità assoluta di pagare, non al creditore provare la sua malafede. Una decisione che rassicura i creditori, ma che esige dai debitori che siano esemplari nella loro trasparenza.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

Il padre di due bambini, che vivevano con la madre, era stato condannato dal giudice per gli affari familiari (il giudice specializzato nei conflitti familiari) a versare un assegno di mantenimento. Per più di due anni, non ha pagato nulla. La madre ha quindi sporto denuncia per abbandono di famiglia (il delitto di mancato pagamento dell'assegno di mantenimento).

Il tribunale penale ha condannato il padre a tre mesi di reclusione con sospensione condizionale (una pena che non viene eseguita se il condannato rispetta determinate condizioni) e al risarcimento dei danni (una somma di denaro per riparare il pregiudizio subito) alla madre. Il padre ha fatto appello, e la corte d'appello ha confermato la condanna.

Davanti alla Corte di cassazione, il padre sosteneva di non avere i mezzi per pagare, di essere senza lavoro e senza risorse. Secondo lui, spettava alla madre provare che egli aveva avuto la capacità di pagare e che si era volontariamente astenuto. Ma la Corte di cassazione non ha seguito questo argomento.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione (la più alta giurisdizione giudiziaria francese) ha respinto il ricorso del padre. Ha ricordato il principio sancito dall'articolo 227-3 del codice penale: il fatto, per una persona, di non eseguire integralmente, per più di due mesi, una decisione giudiziaria che le impone di versare un assegno di mantenimento è punito con due anni di reclusione e 15.000 euro di multa.

Ma attenzione: per essere condannato, occorre ancora che il debitore abbia avuto conoscenza del proprio obbligo (sapeva di dover pagare) e che sia rimasto più di due mesi senza pagare. L'onere della prova (l'obbligo di provare) è ripartito:

  • Il creditore (la madre) deve provare che il debitore conosceva il proprio obbligo e che non lo ha adempiuto per più di due mesi.
  • Il debitore (il padre) che invoca un'impossibilità assoluta di pagare (ad esempio, perché è senza risorse) deve fornirne la prova.

In chiaro, non spetta al creditore dimostrare che il debitore aveva i mezzi per pagare. Spetta al debitore, se vuole sottrarsi alla propria responsabilità penale, provare di essere nell'impossibilità assoluta di farlo. Una sfumatura essenziale, come sottolinea la Corte: «la parte che esercita l'azione penale ha l'onere di provare che l'imputato è rimasto, consapevolmente, per più di due mesi senza pagare; l'imputato che invoca un'impossibilità assoluta di pagare deve fornirne la prova».

Quello che pochi sanno è che l'impossibilità assoluta deve essere reale e non relativa. Il semplice fatto di essere disoccupati o di avere debiti non basta. Bisogna dimostrare di non disporre di alcuna risorsa, di alcun patrimonio, di alcuna possibilità di procurarsi denaro (tramite un prestito, un aiuto familiare, ecc.).

Cosa cambia per voi — concretamente

Questa decisione ha implicazioni pratiche importanti per tutti i genitori coinvolti in un assegno di mantenimento.

Se siete creditori di un assegno di mantenimento (dovete ricevere denaro per i vostri figli), dovete conservare tutte le prove che il debitore conosceva il proprio obbligo (sentenza, notifica, lettere) e che non ha pagato per più di due mesi. Successivamente, sporgete denuncia al commissariato o scrivete al procuratore della Repubblica (il magistrato incaricato delle azioni penali). Non dovete provare che egli ha i mezzi per pagare: spetta a lui provare il contrario.

Se siete debitori di un assegno di mantenimento (dovete pagare), e incontrate difficoltà finanziarie, non restate passivi. Chiedete al giudice per gli affari familiari una revisione dell'importo dell'assegno (una modifica giudiziaria). Se non potete davvero pagare, raccogliete tutti i giustificativi della vostra situazione (dichiarazioni dei redditi, estratti conto, attestazione Pôle emploi, ecc.). In caso di azioni penali, questi documenti vi permetteranno di provare la vostra impossibilità assoluta di pagare.

Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui un genitore aveva perso il lavoro e non aveva chiesto la revisione dell'assegno. Risultato: è stato condannato penalmente, mentre avrebbe potuto evitarlo adendo tempestivamente il giudice. Altro esempio: una madre ha ottenuto la condanna del suo ex coniuge che continuava a lavorare in nero, poiché non ha potuto provare la sua impossibilità di pagare.

Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso

  • Conservate tutti i giustificativi di pagamento : se

Informazioni legali

  • Numero: 20-84.287
  • Tribunale: Cour de cassation
  • Decisione del: 19 gennaio 2022

Parole chiave

pension alimentaireabandon de familleimpossibilité absolue de payerCour de cassationarticle 227-3 du code pénal
Maître Cécile Zakine

Informazioni sull'autrice

Maître Cécile Zakine — Avvocata del Foro delle Alpi Marittime, Dottore in Giurisprudenza. Ogni articolo di questa rivista nasce dall'analisi di una decisione giurisprudenziale reale, commentata e contestualizzata dal team di Maître Zakine.

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