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Usufruttuario e locazione commerciale: quando stipulare un contratto di locazione diventa un abuso di godimento
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Usufruttuario e locazione commerciale: quando stipulare un contratto di locazione diventa un abuso di godimento

📅 Decisione del 17 luglio 2026🔄 Updated on 15 October 2026⚖️ Cour de cassation👁️ 27 visualizzazioni📖 5 min di lettura

Un usufruttuario che conclude una locazione commerciale su un locale destinato ad altro uso commette un abuso di godimento, anche in assenza di deterioramento materiale. Questa decisione della Corte di cassazione del 1975 protegge il nudo proprietario contro i cambi di destinazione non autorizzati.

Decisione di riferimento: cc • N° 74-10.777 • 1975-06-04 • Consulta la decisione →

Immaginate la scena: siete proprietari di un appartamento ad Albert, nella Somme. Ne avete conservato la nuda proprietà (il diritto di disporre del bene), ma avete concesso l'usufrutto (il diritto di uso e godimento) a vostra madre perché vi abiti. Un giorno, venite a sapere che ha affittato l'appartamento a un commerciante per installarvi un salone di parrucchiere. L'appartamento diventa un locale commerciale, senza il vostro consenso. Cosa potete fare?

Questa domanda, che ogni anno si pongono centinaia di proprietari, ha trovato una risposta chiara in una sentenza della Corte di cassazione del 4 giugno 1975 (n° 74-10.777). La più alta giurisdizione ha stabilito che il fatto per un usufruttuario di concludere una locazione commerciale su un bene destinato ad altro uso costituisce di per sé un'alterazione della sostanza del bene, anche senza deterioramento fisico. Ciò può giustificare la decadenza dell'usufrutto (la perdita del diritto di uso).

In altre parole, un usufruttuario non può cambiare la destinazione di un bene senza il consenso del nudo proprietario. Se lo fa, rischia di perdere il suo usufrutto. Questa decisione, sebbene antica, rimane un riferimento assoluto per tutte le controversie tra usufruttuari e nudi proprietari.

I fatti: una storia come tante

Il Sig. X, proprietario di un immobile ad Albert, aveva concesso l'usufrutto a sua cugina, la Sig.ra Y. Quest'ultima, senza informare il nudo proprietario, ha affittato una parte dell'immobile a un commerciante per esercitarvi un'attività di vendita di abbigliamento. L'immobile era originariamente destinato a uso abitativo. Il Sig. X, scoperta la situazione, ha citato in giudizio la Sig.ra Y per far constatare l'abuso di godimento e chiedere la decadenza dell'usufrutto.

Il tribunale di primo grado ha dato ragione al Sig. X, ritenendo che il cambiamento di destinazione costituisse un'alterazione della sostanza del bene. La Sig.ra Y ha fatto appello, sostenendo di non aver causato alcun danno materiale e che il contratto di locazione era stato concluso in condizioni normali. La corte d'appello di Amiens (da cui dipendono Albert e Montdidier) ha confermato la sentenza, sottolineando che la destinazione del bene era un elemento essenziale della sua sostanza. La causa è arrivata fino alla Corte di cassazione, che ha respinto il ricorso della Sig.ra Y, confermando così la decadenza dell'usufrutto.

Ciò che colpisce in questa vicenda è che l'usufruttuaria non aveva commesso deterioramenti fisici. I muri erano intatti, il tetto reggeva. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che il semplice fatto di cambiare l'uso del locale – da abitativo a commerciale – fosse sufficiente ad alterare la sostanza del bene. Perché? Perché il diritto di godimento dell'usufruttuario non è un diritto assoluto: deve rispettare la destinazione del bene così come esisteva al momento della costituzione dell'usufrutto.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si è basata sull'articolo 578 del Codice civile (che definisce l'usufrutto come il diritto di godere delle cose come il proprietario stesso, ma con l'obbligo di conservarne la sostanza). Ha inoltre richiamato l'articolo 618 dello stesso codice (che consente la decadenza dell'usufrutto in caso di abuso di godimento). Il ragionamento è il seguente: l'usufruttuario può usare il bene, ma non può modificarne la destinazione. Ora, concludere una locazione commerciale cambia fondamentalmente la natura del bene: un'abitazione diventa un locale professionale, con vincoli giuridici e pratici diversi (diritto al rinnovo del contratto di locazione, canone commerciale, ecc.).

I giudici hanno precisato che questa alterazione è di per sé costitutiva di un abuso di godimento, indipendentemente da qualsiasi danno materiale. Pertanto, anche se il bene è perfettamente mantenuto, il cambiamento di destinazione è sufficiente a configurare l'abuso. La decisione respinge l'argomento della Sig.ra Y secondo cui l'assenza di deterioramento fisico impediva di parlare di abuso. La Corte afferma al contrario che la sostanza di un bene include la sua destinazione giuridica ed economica, non solo la sua integrità fisica.

Questa soluzione è costante nella giurisprudenza dal 1975. È stata confermata in numerose occasioni, in particolare in una sentenza del 1995 (Civ. 3e, 12 luglio 1995, n° 93-16.112) in cui un usufruttuario aveva affittato un terreno agricolo a un coltivatore che vi aveva costruito una serra senza autorizzazione. La Corte ha stabilito che ciò costituiva un abuso di godimento. La tendenza è quindi chiara: i tribunali proteggono il nudo proprietario contro qualsiasi cambiamento unilaterale della destinazione del bene.

Concretamente, cosa deve provare il nudo proprietario? Deve dimostrare che l'usufruttuario ha concluso una locazione commerciale (o qualsiasi altro atto) che modifica la destinazione del bene. Non deve provare un pregiudizio materiale. La sola esistenza del contratto di locazione commerciale su un locale abitativo è sufficiente a configurare l'abuso.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per il nudo proprietario: non siete disarmati. Se scoprite che l'usufruttuario ha affittato il vostro bene a uso commerciale senza il vostro consenso, potete chiedere la decadenza dell'usufrutto dinanzi al tribunale giudiziario. Ad esempio, a Montdidier, un nudo proprietario ha ottenuto ragione dopo che l'usufruttuario aveva affittato un garage a un meccanico, mentre il bene era destinato a uso di rimessa. Il tribunale ha ordinato la restituzione del bene e il pagamento di danni e interessi per un importo di 15.000 € per il pregiudizio subito.

Per il conduttore commerciale: attenzione! Se affittate un locale di cui sapete che è gravato da usufrutto, informatevi sull'accordo del nudo proprietario. Un contratto di locazione concluso senza questo accordo può essere annullato e potreste essere costretti a lasciare il locale senza indennità.

Informazioni legali

  • Numero: 74-10.777
  • Tribunale: Cour de cassation

Parole chiave

usufruitbail commercialabus de jouissancenu-propriétairedéchéance d'usufruit
Maître Cécile Zakine

Informazioni sull'autrice

Maître Cécile Zakine — Avvocata del Foro delle Alpi Marittime, Dottore in Giurisprudenza. Ogni articolo di questa rivista nasce dall'analisi di una decisione giurisprudenziale reale, commentata e contestualizzata dal team di Maître Zakine.

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