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Abuso di beni sociali in SARL: l'autorizzazione dei soci non basta a cancellare il reato
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Abuso di beni sociali in SARL: l'autorizzazione dei soci non basta a cancellare il reato

📅 Décision du 05 novembre 1963⚖️ Cour de cassation👁️ 14 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione ricorda che l'autorizzazione dei soci non può far scomparire il reato di abuso di beni sociali commesso dal gerente di una SARL, poiché tale reato protegge la società stessa e i terzi, non solo i soci.

Decisione di riferimento: cc • N° 62-90.643 • 1963-11-05 • Consulta la decisione →

Immaginate la scena: siete proprietari di un appartamento a Levallois-Perret, che affittate a una SARL di servizi. Un giorno scoprite che il gerente di questa società ha utilizzato i fondi della società per rimborsare un prestito personale. I soci, riuniti in assemblea, votano una delibera per "approvare" questa operazione. Problema risolto? Niente affatto. La Corte di Cassazione, con una sentenza del 5 novembre 1963, ha messo fine a questa idea ricevuta. Per essa, l'autorizzazione dei soci non può cancellare il carattere penale dell'abuso di beni sociali. Perché? Perché questo reato non protegge solo i soci, ma anche la società stessa e i terzi (creditori, partner, ecc.).

Questa decisione, resa più di sessanta anni fa, rimane di un'attualità bruciante. A Évry come altrove, i gerenti di SARL devono capire che anche con l'avallo dei loro soci, alcuni atti restano vietati. E voi, proprietario o locatario, siete direttamente interessati: se la società che vi affitta un bene o vi impiega è vittima di un abuso di beni sociali, i vostri diritti possono essere in gioco. Allora, come orientarsi? Decifriamo questa sentenza fondatrice.

In questo articolo, vedremo i fatti precisi della vicenda, il ragionamento dei giudici, e soprattutto cosa cambia concretamente per voi, che siate gerente, socio o terzo. Preparatevi a un viaggio nel cuore del diritto societario, ma senza gergo inutile.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

Torniamo al 1957. A Bordeaux, la società "..." è gestita dal Sig. Albert, unico gerente. Il 31 luglio 1957, la Banca Nazionale per il Commercio e l'Industria (BNCI) di Bordeaux accredita alla società una somma di 10 milioni di franchi (vecchi). Ma ecco: questa somma, destinata a un prestito della Cassa dei Mercati, viene consegnata dal gerente a un certo Y..., un terzo. La società, invece, non vede mai il colore di questo denaro. Interrogato, il Sig. Albert nega di aver ricevuto i 10 milioni e sostiene di essersi trovato a Bordeaux quel giorno per altri motivi.

I fatti sono chiari: il gerente ha distratto i fondi sociali a proprio vantaggio o a vantaggio di un terzo. È un abuso di beni sociali, previsto dall'articolo 38 della legge del 7 marzo 1925 sulle SARL (oggi codificato all'articolo L241-3 del Codice di commercio). La procura avvia un'azione penale contro il Sig. Albert. Ma sorpresa: i soci della SARL, riuniti in assemblea, votano una delibera che approva l'operazione. Secondo loro, questa autorizzazione cancella ogni reato.

La Corte d'Appello di Bordeaux, con sentenza del 24 gennaio 1962, condanna tuttavia il Sig. Albert. Quest'ultimo ricorre in Cassazione. Sostiene che poiché i soci hanno autorizzato l'atto, esso non può più essere qualificato come abuso di beni sociali. La Corte di Cassazione respinge il suo ricorso. Afferma con forza che l'articolo 38 della legge del 1925 ha lo scopo di proteggere la società stessa e i terzi, non solo i soci. Di conseguenza, un'autorizzazione dei soci, anche unanime, non può far scomparire il reato penale.

Il ragionamento della giurisdizione — decodificato

Per comprendere la decisione, bisogna cogliere la logica del legislatore. L'abuso di beni sociali (ABS) è un delitto penale. Viene commesso quando il gerente di una società fa, in malafede, un uso dei beni o del credito della società contrario all'interesse di questa, a fini personali o per favorire un'altra società in cui è interessato. Qui, il Sig. Albert ha utilizzato i fondi della SARL per rimborsare un prestito personale (o per un terzo). L'interesse della società? Nessuno. Al contrario, ha perso 10 milioni.

I giudici della Corte di Cassazione ricordano un principio fondamentale: il reato di ABS è di ordine pubblico. Non può essere cancellato da una decisione dei soci, perché questi non sono i soli ad essere protetti. La società in quanto persona giuridica, i suoi creditori, i suoi partner, e più in generale i terzi che contraggono con essa, hanno anch'essi diritto a una gestione leale. Autorizzare un abuso è come dire che il furto è autorizzato se la vittima è d'accordo. Ma qui, la vittima non sono solo i soci: è la società stessa, e indirettamente tutti coloro che hanno legami con essa.

L'Alta Corte (Corte Suprema) respinge quindi l'argomento del Sig. Albert. Conferma la sentenza della Corte d'Appello di Bordeaux. Così facendo, pone una regola chiara: l'autorizzazione dei soci, anche successiva, non può legittimare retroattivamente un abuso di beni sociali. È una decisione che protegge i terzi, e che impedisce ai gerenti di trincerarsi dietro un voto di compiacenza.

Notiamo che questa giurisprudenza è costante dal 1963. È stata ricordata a più riprese, in particolare dalla camera penale della Corte di Cassazione. Si applica a tutte le SARL e, per estensione, alle altre forme sociali (SA, SAS) quando esistono disposizioni simili.

Cosa cambia per voi — concretamente

Concretamente, questa decisione ha implicazioni molto pratiche per diverse categorie di persone. Se siete gerente di SARL, sappiate che anche se tutti i vostri soci vi autorizzano a utilizzare i fondi sociali a fini personali, non siete al riparo da azioni penali. Un creditore, un concorrente, o anche il pubblico ministero può avviare un'azione. La pena può arrivare fino a 5 anni di reclusione e 375.000 euro di multa (articolo L241-3 del Codice di commercio).

Se siete socio, potreste essere tentati di coprire un gerente per evitare uno scandalo. Ma attenzione: la vostra autorizzazione non lo protegge. Peggio

Questions fréquentes

Un associé peut-il être poursuivi pour avoir autorisé un abus de biens sociaux ?

Oui, s'il a participé à l'abus ou s'il était de mauvaise foi. L'autorisation ne le protège pas pénalement.

Que faire si je découvre un abus de biens sociaux dans une société dont je suis créancier ?

Portez plainte auprès du procureur de la République. Vous pouvez aussi engager une action en responsabilité civile contre le gérant pour obtenir réparation de votre préjudice.

Quel est le délai pour agir en cas d'abus de biens sociaux ?

L'action publique se prescrit par 6 ans à compter de la commission des faits, ou de leur découverte s'ils ont été dissimulés. L'action civile se prescrit par 5 ans à compter du jour où le titulaire a connu ou aurait dû connaître les faits.

L'autorisation des associés peut-elle éviter une condamnation civile du gérant ?

Non, car la responsabilité civile du gérant envers la société et les tiers subsiste. L'autorisation des associés ne vaut pas renonciation à agir de la société elle-même.

Que risque le gérant pour un abus de biens sociaux ?

Il risque jusqu'à 5 ans d'emprisonnement et 375 000 € d'amende, ainsi que l'interdiction de gérer une société. Il peut aussi être condamné à rembourser les sommes détournées.

Informations juridiques

  • Numéro: 62-90.643
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 05 novembre 1963

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Gérant de SARL à Levallois-Perret ayant utilisé les fonds sociaux pour un prêt personnel

Un gérant de SARL de conseil à Levallois-Perret a détourné 30 000 € pour rembourser son crédit immobilier. Les associés ont voté une autorisation a posteriori.

Application pratique:

La jurisprudence de 1963 s'applique : l'autorisation des associés n'efface pas l'infraction. Le gérant peut être poursuivi pénalement et condamné à rembourser. Les associés doivent signaler les faits au procureur.

2

Propriétaire bailleur à Évry dont le locataire SARL est vidé de ses fonds par le gérant

Un propriétaire loue un local commercial à une SARL à Évry. Le gérant détourne les fonds de la société, qui ne peut plus payer le loyer.

Application pratique:

Le propriétaire peut signaler l'abus de biens sociaux aux autorités. Même si les associés approuvent, l'infraction demeure. Il peut agir en justice pour obtenir réparation de son préjudice (loyers impayés).

3

Acquéreur de parts sociales d'une SARL ayant subi un abus de biens sociaux

Un investisseur achète des parts d'une SARL à Levallois-Perret. Il découvre après coup que l'ancien gérant a détourné 50 000 €, approuvé par les associés.

Application pratique:

L'autorisation des associés ne protège pas le gérant. L'acquéreur peut demander des comptes et éventuellement engager une action en responsabilité contre l'ancien gérant pour diminution de la valeur des parts. Un audit préalable est conseillé.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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