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Appello delle perizie nelle procedure collettive: il monopolio del pubblico ministero confermato
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Appello delle perizie nelle procedure collettive: il monopolio del pubblico ministero confermato

📅 Décision du 03 luglio 2024⚖️ Cour de cassation👁️ 11 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione precisa che, in una procedura collettiva (salvaguardia, risanamento, liquidazione), le ordinanze del giudice-commissario che nominano un perito o un tecnico possono essere impugnate solo dal pubblico ministero, e non dalle parti private. Ciò include tutti i tipi di misure istruttorie affidate a terzi.

Decisione di riferimento: cc • N° 23-13.008 • 2024-07-03 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a Billère, e il vostro conduttore, una società di noleggio di attrezzature, viene posta in liquidazione giudiziale. Il giudice-commissario nomina un perito per valutare lo stato dei luoghi. Voi ritenete che questo perito sia parziale. Volete appellare l'ordinanza. Buona fortuna? Non proprio. La Corte di Cassazione lo ha appena ricordato in una decisione del 3 luglio 2024: solo il pubblico ministero (il procuratore) può contestare questo tipo di decisioni. Una regola che può sembrare ingiusta, ma che ha una logica.

Perché una tale restrizione? Perché, nelle procedure collettive (salvaguardia, risanamento, liquidazione giudiziale), l'obiettivo è di procedere rapidamente per preservare l'impresa o ripartire gli attivi. Lasciare che ogni parte faccia appello della designazione di un perito rallenterebbe tutto. Ma allora, cosa fare se il perito è incompetente o parziale? La sentenza della Corte di Cassazione risponde precisando che il termine "perito" include qualsiasi tecnico nominato dal giudice-commissario, che si tratti di un diagnostico, di un commercialista o di un architetto. Una precisazione utile per evitare deviazioni.

Questa decisione riguarda direttamente i proprietari di locali a Lourdes, i creditori di un'impresa a Pau, o ancora i condomini di un edificio il cui amministratore è in risanamento. Perché, in queste situazioni, il giudice-commissario può ordinare una misura istruttoria (ad esempio, una perizia contabile o tecnica) e voi non avrete la possibilità di impugnarla immediatamente. Ma attenzione: ciò non vi priva di ogni ricorso. Potrete contestare la relazione peritale successivamente, o adire il giudice del merito. L'essenziale è comprendere il percorso.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

La vicenda inizia con la società Location de matériel plus, con sede a Billère, specializzata nel noleggio di attrezzature da cantiere. In preda a difficoltà finanziarie, viene posta in liquidazione giudiziale. Il liquidatore, designato dal tribunale di commercio di Pau, deve vendere gli attivi, in particolare l'avviamento commerciale e le attrezzature. Ma rapidamente, sorge un disordine: diverse altre società (TGL management, TBI constructions, Charbonnel Interiors, Eclat bâtiment, Artefact, ecc.) rivendicano la proprietà di alcuni beni. Per districare il vero dal falso, il giudice-commissario nomina un perito tecnico incaricato di identificare i beni e il loro proprietario.

Problema: la società TGL management contesta questa nomina. Ritiene che il perito non sia competente, o che il suo incarico sia troppo ampio. Propone quindi appello contro l'ordinanza del giudice-commissario. Ma la corte d'appello di Pau respinge il suo appello, motivando che, ai sensi dell'articolo L. 661-6 del codice di commercio, le decisioni che nominano un perito in procedura collettiva sono impugnabili solo dal pubblico ministero. TGL management ricorre in cassazione, sostenendo che il termine "perito" si riferisce solo ai periti giudiziari iscritti in un albo, e non a un semplice tecnico.

La Corte di Cassazione, con la sua sentenza del 3 luglio 2024, rigetta il ricorso. Conferma che la parola "perito" deve essere intesa in senso ampio: include qualsiasi persona designata dal giudice-commissario per una misura istruttoria, che si tratti di un commercialista, di un architetto, di un diagnostico o di un tecnico. Di conseguenza, l'appello è riservato al pubblico ministero. La decisione è chiara e senza appello.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Per comprendere la sentenza, occorre esaminare l'articolo L. 661-6, I, del codice di commercio. Questo testo prevede che le sentenze o ordinanze relative alla nomina di un perito o alla sua sostituzione sono impugnabili solo con appello da parte del pubblico ministero. In altre parole, se il giudice-commissario nomina un perito, né il debitore (l'impresa in liquidazione), né i creditori, né i terzi (come TGL management) possono appellare questa decisione. Solo il procuratore della Repubblica può farlo.

Ma qual è il fondamento di questa regola? L'obiettivo è evitare ricorsi dilatori che rallenterebbero la procedura collettiva. Immaginate: ogni volta che viene nominato un perito, ogni parte insoddisfatta potrebbe appellare, sospendendo la procedura per mesi. Ciò sarebbe contrario alla rapidità necessaria per salvare l'impresa o distribuire i fondi ai creditori. Ecco perché il legislatore ha limitato l'appello al pubblico ministero, garante dell'interesse generale.

In questa vicenda, la società TGL management sosteneva che il perito designato non fosse un vero "perito" ai sensi dell'articolo L. 661-6, ma un semplice tecnico. Sperava così di sfuggire alla restrizione. Ma la Corte di Cassazione ha spazzato via questo argomento: il termine "perito" ha un'accezione generica e rinvia a tutte le misure istruttorie affidate a terzi designati in ragione delle loro competenze tecniche. Poco importa che siano iscritti in un albo ufficiale o meno. Ciò che conta è la loro missione: apportare un chiarimento tecnico al giudice.

Così, la decisione conferma una giurisprudenza costante. Non si tratta né di un'evoluzione né di un revirement, ma di un chiarimento benvenuto. I giudici del merito (corte d'appello) e la Corte di Cassazione sono allineati: nessun appello possibile per le parti private contro la nomina di un perito in procedura collettiva, qualunque sia il tipo di perito.

Questions fréquentes

Puis-je faire appel de la nomination d'un expert en procédure collective ?

Non, seul le ministère public (le procureur) peut faire appel de l'ordonnance du juge-commissaire nommant un expert. C'est ce que rappelle l'arrêt de la Cour de cassation du 3 juillet 2024 (n° 23-13.008).

Que faire si l'expert désigné est partial ou incompétent ?

Vous pouvez demander sa récusation au juge-commissaire avant le début des opérations, en apportant des preuves (liens avec une partie, déclarations). Si la récusation est refusée, vous pourrez contester le rapport d'expertise ultérieurement.

Quels sont les délais pour contester une expertise en liquidation judiciaire ?

Pour demander la récusation, vous avez généralement 10 jours à compter de l'ordonnance. Pour contester le rapport, vous devez agir avant la clôture de la procédure de vérification des créances, soit souvent quelques mois.

Un technicien non inscrit sur une liste officielle est-il considéré comme un expert ?

Oui, selon la décision, le terme « expert » inclut tout technicien nommé par le juge-commissaire pour une mesure d'instruction, même s'il n'est pas inscrit sur une liste d'experts judiciaires.

Puis-je obtenir des dommages-intérêts si l'expert commet une faute ?

Oui, si vous prouvez une faute (erreur grossière, partialité, négligence) et un préjudice direct. Vous devez alors engager une action en responsabilité civile contre l'expert sur le fondement de l'article 1240 du code civil.

Informations juridiques

  • Numéro: 23-13.008
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 03 juillet 2024

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire d'un local commercial à Billère : locataire en liquidation

Vous louez un local à une société de location de matériel, placée en liquidation judiciaire. Le juge-commissaire nomme un expert pour évaluer les dégradations. Vous estimez cet expert partial car il a déjà travaillé pour le liquidateur.

Application pratique:

Vous ne pouvez pas faire appel de la nomination. En revanche, vous pouvez demander sa récusation au juge-commissaire dans les 10 jours, en prouvant la partialité. Sinon, vous devrez contester le rapport d'expertise lors de la procédure de vérification des créances, en apportant vos propres preuves (photos, devis).

2

Créancier fournisseur à Lourdes : expertise comptable contestée

Vous avez fourni du matériel à une entreprise de Lourdes placée en redressement judiciaire. Le juge-commissaire nomme un expert-comptable pour vérifier l'existence de votre créance. L'expert rejette votre créance sans motif valable.

Application pratique:

Vous ne pouvez pas contester la nomination de l'expert, mais vous pouvez contester son rapport en saisissant le juge-commissaire (ou le tribunal) dans le cadre de la procédure de vérification des créances. Vous devrez fournir tous les justificatifs (bons de livraison, factures).

3

Copropriétaire : syndic en sauvegarde, expert technique nommé

Votre copropriété à Pau a un syndic placé en sauvegarde. Le juge-commissaire nomme un expert technique pour évaluer les travaux urgents. Vous pensez que l'expert minimise les besoins pour favoriser le syndic.

Application pratique:

Vous ne pouvez pas faire appel de la nomination. Vous pouvez demander au juge-commissaire de récuser l'expert (délai 10 jours) ou, à défaut, participer activement aux opérations d'expertise en fournissant vos propres constats (devis, rapports). Ensuite, vous pourrez contester le rapport devant le tribunal compétent.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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