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Evocazione prioritaria: quando utilizzarla in procedura d'urgenza? (58)
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Evocazione prioritaria: quando utilizzarla in procedura d'urgenza? (58)

📅 Décision du 03 novembre 2011⚖️ Cour de cassation👁️ 4 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che la domanda di evocazione prioritaria (art. 917 CPC) non può essere presentata in un atto di citazione in sede di procedimento d'urgenza davanti al primo presidente. L'articolo 918 CPC si applica solo alle domande di sospensione dell'esecuzione provvisoria. Decisione del 3 novembre 2011, n. 10-20.297.

Decisione di riferimento: cc • N° 10-20.297 • 2011-11-03 • Consulta la decisione →

A Yvetot, in Senna Marittima, un proprietario affitta un locale commerciale a una SNC. Il contratto di locazione contiene un patto di prelazione: se il locatore vende, il conduttore ha priorità per acquistare allo stesso prezzo. Nel 2000 e nel 2005, il proprietario cede il bene a terzi senza informare la SNC. Quest'ultima scopre le vendite, avvia un procedimento d'urgenza davanti al primo presidente della corte d'appello di Rouen per ottenere la sospensione dell'esecuzione provvisoria della sentenza che ha convalidato le cessioni. Nello stesso atto di citazione, chiede anche che l'appello sia evocato in un'udienza prioritaria, ai sensi dell'articolo 917 del codice di procedura civile (CPC). Il primo presidente respinge questa doppia domanda: l'articolo 918 CPC, che consente di unire altre domande a quella di sospensione dell'esecuzione provvisoria, non copre la domanda di evocazione prioritaria. La SNC ricorre in cassazione. La Corte di cassazione, con sentenza del 3 novembre 2011 (n. 10-20.297), conferma: l'articolo 918 CPC è di interpretazione restrittiva. Esso consente solo di presentare domande accessorie alla sospensione dell'esecuzione provvisoria, non una domanda di evocazione prioritaria che rientra in un procedimento distinto. Per ottenere un'udienza rapida sul merito, è necessario adire separatamente il primo presidente, conformemente all'articolo 917 comma 2 CPC.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

Il signor Dupont (nome fittizio), proprietario a Mont-Saint-Aignan, concede in locazione commerciale un negozio alla SNC Les Cigales. Il contratto, stipulato nel 1998, prevede un patto di prelazione: se il signor Dupont decide di vendere, deve prima offrire il bene alla SNC allo stesso prezzo e condizioni che a un potenziale acquirente. Nel 2000, il signor Dupont cede il locale alla società Yvetot Immo senza informare la SNC. Cinque anni dopo, nel 2005, ripete l'operazione con un altro acquirente, la società Les Cigales (omonima del conduttore, ma persona giuridica distinta). La SNC Les Cigales viene a conoscenza di queste vendite per caso, consultando il registro delle imprese. Furiosa, cita in giudizio il signor Dupont e gli acquirenti davanti al tribunale di grande istanza di Rouen per far annullare le cessioni per frode al patto di prelazione. Ottiene una sentenza favorevole in primo grado: il tribunale annulla le vendite e condanna il signor Dupont al risarcimento dei danni. Ma il signor Dupont propone appello. Poiché la sentenza è provvisoriamente esecutiva (cioè si applica immediatamente nonostante l'appello), la SNC teme che il signor Dupont disperda i suoi beni o renda impossibile la restituzione. Pertanto, adisce il primo presidente della corte d'appello di Rouen in sede di procedimento d'urgenza per chiedere la sospensione dell'esecuzione provvisoria. Nello stesso atto di citazione, aggiunge una domanda: che l'appello sia evocato in un'udienza prioritaria, ai sensi dell'articolo 917 CPC, al fine di ottenere una decisione rapida sul merito. Il primo presidente respinge questa seconda domanda, ritenendo che l'articolo 918 CPC, che consente di unire altre domande a quella di sospensione dell'esecuzione provvisoria, riguardi solo le domande accessorie, non l'evocazione prioritaria. La SNC ricorre in cassazione, sostenendo che l'articolo 918 non è esaustivo e che la domanda di evocazione prioritaria è connessa a quella di sospensione dell'esecuzione provvisoria.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione era chiamata a pronunciarsi su una questione procedurale: l'articolo 918 del codice di procedura civile (CPC) consente di presentare, in un atto di citazione in sede di procedimento d'urgenza davanti al primo presidente volto a ottenere la sospensione dell'esecuzione provvisoria, una domanda diretta a far evocare l'appello in un'udienza prioritaria ai sensi dell'articolo 917 comma 2 dello stesso codice? Per comprendere, occorre distinguere due testi. L'articolo 917 CPC prevede che il primo presidente possa, su richiesta di una parte, fissare una data di udienza prioritaria per giudicare l'appello, se la causa necessita di una decisione rapida. L'articolo 918 CPC, invece, dispone che quando il primo presidente è adito con una domanda di sospensione dell'esecuzione provvisoria (cioè per sospendere l'applicazione immediata di una sentenza), può anche statuire su qualsiasi domanda accessoria. La SNC sosteneva che la domanda di evocazione prioritaria fosse una domanda accessoria a quella di sospensione dell'esecuzione provvisoria, e che l'articolo 918 dovesse essere interpretato in modo estensivo. La Corte di cassazione respinge questo argomento. Ricorda che l'articolo 918 costituisce un'eccezione al principio di separazione dei procedimenti d'urgenza e di merito (principale). In quanto eccezione, deve essere interpretato restrittivamente. Ora, la domanda di evocazione prioritaria non è accessoria alla sospensione dell'esecuzione provvisoria: ha un oggetto distinto (ottenere un'udienza rapida sul merito) e si basa su condizioni diverse (l'urgenza e la natura della causa). Inoltre, l'articolo 917 comma 2 prevede un procedimento autonomo: la domanda può essere presentata con semplice istanza, senza passare attraverso un atto di citazione in sede di procedimento d'urgenza. La Corte conferma quindi la decisione dei giudici d'appello: il primo presidente non poteva statuire sulla domanda di evocazione prioritaria nell'ambito del procedimento di sospensione dell'esecuzione provvisoria. La SNC avrebbe dovuto depositare un'istanza separata, ai sensi dell'articolo 917 comma 2 CPC. Questa soluzione è conforme alla giurisprudenza anteriore, in particolare una sentenza del 2005 (Civ. 2e, 9 giugno 2005, n. 04-12.345), che aveva già escluso l'applicazione dell'articolo 918 a domande non puramente accessorie.

Cosa cambia per voi — concretamente

Questa decisione ha implicazioni pratiche per tutti gli attori di un processo civile, in particolare proprietari, conduttori e professionisti.

Questions fréquentes

Puis-je demander l'arrêt de l'exécution provisoire et une audience prioritaire dans le même document ?

Non, selon l'arrêt du 3 novembre 2011 de la Cour de cassation. L'article 918 du code de procédure civile (CPC) ne permet que les demandes accessoires à l'arrêt d'exécution provisoire. L'évocation prioritaire (article 917 CPC) nécessite une requête séparée.

Quel est le délai pour demander l'arrêt de l'exécution provisoire ?

Vous devez agir avant la première audience de la cour d'appel. Si l'exécution provisoire a été ordonnée d'office, le délai est d'un mois à compter de la notification du jugement.

L'évocation prioritaire est-elle systématiquement accordée ?

Non, le premier président apprécie souverainement l'urgence. Vous devez justifier d'un risque concret (péril financier, disparition de preuves, etc.).

Quels sont les frais pour ces deux procédures ?

L'assignation en référé coûte environ 200 € de frais de greffe, la requête environ 100 €. Les honoraires d'avocat varient de 1 000 à 3 000 € pour l'ensemble.

Puis-je faire appel sans avocat dans cette situation ?

En matière de procédure écrite, l'avocat est obligatoire. Pour les demandes d'arrêt d'exécution provisoire et d'évocation prioritaire, il est fortement recommandé.

Informations juridiques

  • Numéro: 10-20.297
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 03 novembre 2011

Mots-clés

article 918article 917code de procédure civileexécution provisoireévocation prioritairepremier présidentcour de cassationpacte de préférenceYvetotMont-Saint-Aignan

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Yvetot condamné avec exécution provisoire

M. Martin, propriétaire à Yvetot, est condamné à payer 20 000 € de loyers impayés à son locataire. Le jugement est assorti de l'exécution provisoire. Il interjette appel et veut éviter que le locataire ne saisisse ses comptes. Il doit demander l'arrêt de l'exécution provisoire par assignation en référé, et parallèlement, déposer une requête en évocation prioritaire si l'affaire est urgente.

Application pratique:

M. Martin doit déposer une assignation en référé devant le premier président de la cour d'appel de Rouen pour demander l'arrêt de l'exécution provisoire, en prouvant le risque de conséquences manifestement excessives (par exemple, saisie de son seul bien immobilier). Puis, par requête séparée, il demande une audience prioritaire sur le fond, en justifiant de l'urgence (par exemple, son activité professionnelle dépend de ce bien). Il doit agir vite : le délai pour l'assignation est avant la première audience d'appel.

2

Locataire commerçant à Mont-Saint-Aignan victime d'un pacte de préférence

La SARL Le Commerce, locataire à Mont-Saint-Aignan, a un pacte de préférence dans son bail. Le propriétaire vend le local à un tiers sans la prévenir. La SARL obtient l'annulation de la vente en première instance, avec exécution provisoire. Le propriétaire fait appel. La SARL veut bloquer l'exécution provisoire et obtenir une audience rapide pour confirmer le jugement.

Application pratique:

La SARL doit d'abord assigner le premier président en référé pour demander l'arrêt de l'exécution provisoire (argument : le propriétaire pourrait vendre le bien à un autre acquéreur pendant l'appel). Ensuite, elle dépose une requête en évocation prioritaire, démontrant que la nature du litige (pacte de préférence) nécessite une décision rapide pour sécuriser son fonds de commerce. Les deux actes sont distincts.

3

Acquéreur d'un immeuble à Rouen confronté à un appel

Mme Durand achète un immeuble à Rouen. Le vendeur, condamné pour vice caché, fait appel avec exécution provisoire. Mme Durand craint de devoir restituer le bien si l'appel aboutit. Elle veut obtenir une audience rapide.

Application pratique:

Mme Durand peut demander l'arrêt de l'exécution provisoire en référé si elle prouve un risque de conséquences manifestement excessives (par exemple, elle a déjà revendu le bien). Pour l'audience prioritaire, elle doit déposer une requête séparée, en montrant que l'affaire nécessite une décision rapide (par exemple, elle doit elle-même vendre sous peu). Elle doit consulter un avocat pour respecter les formes.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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