Decisione di riferimento: cc • N° 16-24.052 • 2018-03-22 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari di una casa con terreno ad Antibes e contemporaneamente coltivate alcuni appezzamenti agricoli nei dintorni. Un giorno, un coerede o un associato di comunione rivendica la sua parte e voi desiderate mantenere l'insieme per continuare la vostra attività. La questione che si pone è cruciale: quale superficie di terreno potrete conservare? Fino a che punto la legge vi protegge?
Questa domanda, centinaia di proprietari e agricoltori se la pongono ogni anno. L'articolo 832 del Codice civile prevede un diritto di attribuzione preferenziale a favore dell'imprenditore agricolo, ma la sua applicazione pratica solleva difficoltà. In particolare su un punto preciso: come calcolare la superficie dell'azienda? Bisogna considerare solo gli appezzamenti indivisi oggetto della domanda, o anche quelli che il candidato possiede già in proprio?
È esattamente la questione a cui la Corte di cassazione ha risposto con una sentenza del 22 marzo 2018 (n° 16-24.052). E la risposta è chiara: la superficie da considerare è quella degli appezzamenti indivisi, oggetto della domanda, sommata a quella di cui il candidato era proprietario. In sintesi, si sommano le due. Ma cosa cambia esattamente? Approfondiamo i fatti.
I fatti: una storia come tante
Il Sig. X, agricoltore ad Antibes, coltivava da anni un insieme di appezzamenti nei comuni di Antibes e Mougins. Era in comunione con i suoi fratelli e sorelle a seguito della morte dei genitori. La comunione comprendeva in particolare:
- un insieme di terreni situato nel comune di Antibes, di una superficie totale di 15 ha 50 a 90 ca;
- un altro insieme di terreni situato nella frazione di Mougins, di 69 a 68 ca;
- altri beni, tra cui due case di abitazione.
Desiderando rendere stabile la sua azienda, il Sig. X ha chiesto l'attribuzione preferenziale di tutti gli appezzamenti indivisi, sulla base dell'articolo 832 del Codice civile. Questo testo consente a un coerede (o a un comunista) che coltiva beni agricoli di vederseli attribuire in via prioritaria nella divisione, a carico di versare un conguaglio (indennità) agli altri.
Ma i suoi fratelli e sorelle si sono opposti. Il loro principale argomento: il Sig. X era già proprietario, a titolo personale, di altri appezzamenti agricoli. Secondo loro, per valutare se l'azienda avesse una superficie sufficiente per essere attribuita preferenzialmente, bisognava tenere conto di questi appezzamenti personali. Aggiungendo queste superfici, la superficie totale superava la soglia legale (variabile a seconda dei dipartimenti, ma spesso intorno ai 10-15 ettari), il che, secondo loro, rendeva impossibile l'attribuzione preferenziale.
La causa è stata portata davanti ai tribunali. La corte d'appello di Aix-en-Provence ha dato ragione ai fratelli e sorelle, ritenendo che la superficie da considerare fosse quella degli appezzamenti indivisi aumentata di quelli di cui il Sig. X era proprietario. Il Sig. X ha quindi proposto ricorso in cassazione.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di cassazione ha confermato la sentenza d'appello. Ricorda che, secondo l'articolo 832 del Codice civile, l'attribuzione preferenziale può essere richiesta per qualsiasi bene agricolo, a condizione che l'azienda abbia una superficie sufficiente. Ma come determinare questa superficie? La Corte precisa: «la superficie dell'azienda agricola da prendere in considerazione ai fini dell'attribuzione preferenziale di diritto ai sensi dell'articolo 832 del codice civile è quella degli appezzamenti indivisi, oggetto della domanda, sommata a quella di cui il candidato era proprietario».
In altre parole, non si tratta solo dei terreni in comunione, ma dell'insieme dei terreni coltivati dal richiedente, che possieda in proprio o in comunione. Questo ragionamento si basa sull'idea che l'attribuzione preferenziale mira a preservare l'unità economica dell'azienda. Ora, se il candidato possiede già terreni in proprio, questi fanno parte integrante della sua azienda.
Attenzione però: la decisione precisa bene che si tratta della superficie coltivata dal candidato, e non di tutti i terreni che possiede. Se alcuni appezzamenti personali sono affittati a terzi, non vengono considerati. Nel caso di specie, il Sig. X coltivava personalmente tutti i suoi terreni.
Va detto che questa interpretazione non è nuova. La Corte di cassazione si era già pronunciata in senso analogo (Civ. 1ère, 13 novembre 2008, n° 07-18.992). Ma la sentenza del 2018 ha confermato e precisato la regola, lasciando poco spazio a dubbi.
Gli argomenti del Sig. X erano comunque ricevibili. Sosteneva che l'articolo 832 mira a proteggere l'imprenditore agricolo, e che considerare i suoi terreni personali poteva penalizzarlo. Ma la Corte ha ritenuto che la finalità del testo è mantenere un'azienda vitale nel suo insieme. Se il richiedente possiede già terreni, non è necessario attribuirgli tutti gli appezzamenti indivisi per garantire la vitalità.
Cosa cambia per voi — concretamente
Questa decisione ha implicazioni dirette per gli agricoltori, ma anche per i proprietari fondiari, gli eredi e i comunisti. Ecco cosa dovete ricordare a seconda della vostra situazione.
Per l'imprenditore agricolo candidato all'attribuzione preferenziale: prima di chiedere l'attribuzione, dovete calcolare la superficie totale della vostra azienda, sommando gli appezzamenti indivisi (oggetto della domanda) e quelli di cui siete già proprietari. Se questa superficie supera la soglia fissata p

