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Locazione commerciale verbale: chi paga l'imposta fondiaria? La risposta della Corte di cassazione
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Locazione commerciale verbale: chi paga l'imposta fondiaria? La risposta della Corte di cassazione

📅 Décision du 28 maggio 2020⚖️ Cour de cassation👁️ 9 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione ricorda che in una locazione commerciale verbale, il trasferimento dell'imposta fondiaria al conduttore dipende da un accordo tacito delle parti, accertato sovranamente dai giudici di merito. Una decisione che rende più sicuri i rapporti tra locatori e conduttori.

Decisione di riferimento: cc • N° 19-10.056 • 2020-05-28 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a Bayeux, affittato da anni senza contratto scritto. Un giorno ricevete l'avviso di imposta fondiaria e la fattura è salata. A chi spetta questo onere? Pensavate fosse a carico del conduttore, ma nulla è scritto nero su bianco. È esattamente il tipo di controversia che può degenerare in un procedimento giudiziario. E se la risposta si trovasse in una semplice prassi, un uso consolidato?

Questa è la domanda che si è posta la Corte di cassazione in una causa che opponeva la società Ocean alla società Prestor. I giudici hanno dovuto decidere: in una locazione commerciale verbale, il trasferimento dell'imposta fondiaria al conduttore può risultare da un accordo tacito, non scritto? La risposta è sì, ma a determinate condizioni.

In questo articolo, analizzeremo questa decisione del 28 maggio 2020 (n. 19-10.056) e, soprattutto, vi forniremo le chiavi per evitare di trovarvi in una situazione simile. Che siate proprietari, conduttori o professionisti del settore immobiliare a Caen o altrove, questi principi vi riguardano.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

La vicenda inizia con una locazione commerciale verbale tra la società Ocean (locatore) e la società Prestor (conduttore). Nessun contratto scritto, ma un'occupazione dei locali per diversi anni. Nel 2014, una sentenza ordina la cessione del diritto di locazione a favore della società Prestor. Ma sorge un dettaglio fastidioso: chi deve pagare l'imposta fondiaria?

La società Ocean riteneva che l'onere fosse a suo carico, ma la società Prestor rifiutava di pagare. Tuttavia, per tutta la durata della locazione, era stato il conduttore a pagare l'imposta fondiaria. Una prassi ben consolidata, ma senza documenti scritti. Il tribunale del commercio di Caen, e poi la corte d'appello, hanno dato ragione al locatore: l'accordo delle parti sul trasferimento dell'onere era dimostrato dal pagamento ripetuto da parte del conduttore.

La società Prestor ha quindi proposto ricorso per cassazione. Il suo argomento: in assenza di un contratto di locazione scritto, nessuna clausola può trasferire l'imposta fondiaria al conduttore. Eppure, la Corte di cassazione ha respinto questo ragionamento. Ha confermato che i giudici di merito avevano sovranamente accertato l'esistenza di un accordo tacito, basato sul comportamento delle parti.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa sul principio della libertà contrattuale, ma anche sull'articolo 1103 del Codice civile (i contratti legalmente formati hanno forza di legge tra le parti). In materia di locazione commerciale, la legge non prevede un formalismo particolare per il trasferimento dell'imposta fondiaria. Pertanto, tutto dipende dalla volontà delle parti.

In questa vicenda, i giudici di merito hanno rilevato che la società Prestor aveva pagato l'imposta fondiaria per diversi anni senza protestare. Questo comportamento manifestava un accordo tacito sul trasferimento di tale onere. La Corte di cassazione convalida questo ragionamento: è una questione di fatto, rimessa alla sovrana valutazione dei giudici di merito. Non può rimettere in discussione la loro constatazione.

Non si tratta né di un'evoluzione né di un revirement giurisprudenziale: la Corte conferma una soluzione classica. Ma ricorda un punto essenziale: in assenza di un contratto scritto, sono gli atti delle parti a fare fede. Se il conduttore paga l'imposta fondiaria senza riserve, crea un precedente che può impegnare la sua responsabilità.

Gli argomenti della società Prestor (assenza di clausola scritta, necessità di un accordo espresso) non hanno convinto. Per la Corte, l'accordo tacito è sufficiente, purché sia provato. E questa prova può risultare da semplici pagamenti ripetuti.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i proprietari locatori: se avete una locazione verbale e desiderate che il conduttore paghi l'imposta fondiaria, è indispensabile stabilire un uso costante. Esempio a Caen: un proprietario concede in locazione un locale commerciale a un artigiano. Per 3 anni, il conduttore paga l'imposta fondiaria senza contestazioni. Se sorge una controversia, questo uso potrà essere invocato. Ma attenzione: se il conduttore non ha mai pagato, sarà difficile imporglielo successivamente.

Per i conduttori: dovete essere vigili. Se pagate l'imposta fondiaria senza contestazioni, rischiate di creare un accordo tacito che vi obbligherà a continuare. Un esempio concreto: la società Prestor ha dovuto rimborsare diversi anni di arretrati di imposta fondiaria, per diverse migliaia di euro. Se vi trovate in questa situazione, dovete contestare per iscritto al ricevimento del primo avviso.

Per gli acquirenti di un fondo di commercio: in occasione della cessione del diritto di locazione, verificate gli usi in vigore. Se il cedente pagava l'imposta fondiaria, sarete tenuti a continuare. Non esitate a richiedere una clausola scritta nell'atto di cessione.

Quattro consigli per evitare questo tipo di controversia

  • Mettete tutto per iscritto: fin dalla conclusione della locazione, redigete un contratto scritto che indichi chiaramente chi sostiene l'imposta fondiaria. Anche una locazione verbale può essere confermata da uno scambio di e-mail o da una lettera raccomandata.
  • Conservate i giustificativi di pagamento: se siete conduttori e pagate l'imposta fondiaria, conservate le ricevute. Se siete proprietari e il conduttore paga, archiviate gli avvisi di accertamento.
  • Contestate immediatamente qualsiasi pagamento indebito: se ricevete una fattura di imposta fondiaria che ritenete di non dover pagare, scrivete al locatore entro 30 giorni per contestare. Un'assenza di reazione può essere interpretata come un accordo.
  • Consultate un avvocato specializzato in diritto immobiliare a Caen o nella vostra città: prima di firmare un contratto di locazione verbale o di accettare una cessione, fatevi assistere da un professionista. Un parere legale può evitare molte sorprese.

Questions fréquentes

Un bail commercial verbal est-il valable ?

Oui, un bail commercial peut être verbal. Il est soumis aux mêmes règles qu'un bail écrit, mais la preuve des clauses (comme le paiement de la taxe foncière) doit être rapportée par tous moyens (témoignages, paiements, correspondances).

Comment prouver que le locataire doit payer la taxe foncière dans un bail verbal ?

Il faut démontrer un accord tacite, par exemple en prouvant que le locataire a payé la taxe foncière pendant plusieurs années sans protester. Les quittances de paiement, les relevés bancaires ou les échanges de courriels peuvent servir de preuve.

Puis-je contester le paiement de la taxe foncière si je suis locataire ?

Oui, mais il faut contester par écrit dès la première demande. Si vous avez déjà payé sans réagir, les juges peuvent considérer que vous avez accepté la charge. Il est conseillé de consulter un avocat rapidement.

Quels sont les délais pour agir en justice pour le remboursement de la taxe foncière ?

Le délai de prescription est de 5 ans à compter de chaque paiement. Pour une action en répétition de l'indu, le point de départ est la date du paiement contesté.

Un accord verbal suffit-il pour transférer la taxe foncière ?

Oui, un accord verbal ou tacite suffit. La Cour de cassation l'a confirmé : l'accord des parties peut résulter de leurs comportements, sans écrit. Mais il est prudent de le formaliser par écrit pour éviter les litiges.

Informations juridiques

  • Numéro: 19-10.056
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 28 mai 2020

Mots-clés

bail commercial verbaltaxe foncièreaccord taciteCour de cassationcession droit au bail

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur d'un local à Caen sans bail écrit

M. Dupont, propriétaire d'un local commercial à Caen, loue verbalement à une boulangerie depuis 2018. Le locataire a toujours payé la taxe foncière, mais en 2024 il refuse, arguant qu'aucun écrit ne l'y oblige.

Application pratique:

M. Dupont peut invoquer la jurisprudence 19-10.056 : le paiement répété sans contestation constitue un accord tacite. Il doit rassembler les quittances de la taxe foncière et les relevés bancaires, puis envoyer une mise en demeure. Si le locataire persiste, il peut saisir le tribunal judiciaire de Caen.

2

Locataire d'un commerce à Bayeux qui reçoit un avis de taxe foncière

Mme Martin loue un local commercial à Bayeux depuis 3 ans, sans contrat écrit. Pour la première fois, le bailleur lui demande de rembourser la taxe foncière.

Application pratique:

Mme Martin doit vérifier si elle a déjà payé cette taxe par le passé. Si non, elle peut contester par écrit en rappelant l'absence d'accord. Si elle a déjà payé, elle risque d'être tenue de continuer. Elle doit consulter un avocat pour évaluer sa situation.

3

Acquéreur d'un fonds de commerce à Caen avec un bail verbal

M. Legrand rachète un fonds de commerce à Caen. Le cédant payait la taxe foncière. Après la cession, le bailleur réclame le paiement à M. Legrand.

Application pratique:

M. Legrand doit vérifier l'acte de cession : si l'usage de payer la taxe foncière est mentionné, il est tenu. Sinon, il doit négocier avec le bailleur. La jurisprudence confirme que l'usage antérieur peut être opposé au nouvel exploitant. Il est conseillé de prévoir une clause dans l'acte de cession.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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