Decisione di riferimento : cc • N° 93-16.356 • 1995-06-21 • Consulta la decisione →
Immaginate per un attimo: siete un coltivatore agricolo a Langon, in Gironda. Da diversi anni coltivate un appezzamento di terreno appartenente alla SAFER (Società di Sistemazione Fondiaria e di Insediamento Rurale), sotto il regime di una convenzione di occupazione precaria rinnovata ogni anno. Fino al giorno in cui la SAFER decide di recuperare il terreno. Ma voi ritenete di essere titolari di un vero affitto agrario, con tutti i diritti che ciò comporta: stabilità, rinnovo, indennità in caso di sfratto. Chi ha ragione?
Questa domanda, che ogni anno si pongono centinaia di coltivatori e proprietari fondiari, è stata risolta dalla Corte di cassazione con una sentenza del 21 giugno 1995 (n° 93-16.356). L'alta corte ha ricordato che il ricorso alle convenzioni precarie da parte della SAFER non è senza limiti: oltre i cinque anni, e in assenza di un progetto di riorganizzazione fondiaria, l'occupante può rivendicare la protezione dello statuto dell'affitto agrario (legge del 5 agosto 1960).
In chiaro, questa decisione pone un freno alle pratiche abusive di alcune SAFER che utilizzavano le convenzioni precarie per aggirare lo statuto protettivo dei contratti agrari. Ma cosa cambia esattamente per voi, proprietario o coltivatore? Addentriamoci nei dettagli.
I fatti: una storia come tante
Nel 1982, la SAFER della regione aquitana acquisisce un appezzamento di terra a Saint-Sauveur, vicino a Langon. L'obiettivo: costituire una riserva fondiaria in previsione di una riorganizzazione fondiaria comunale che tarda a concretizzarsi. Nell'attesa, conclude ogni anno una convenzione di occupazione precaria con un coltivatore locale, il Sig. X. Queste convenzioni vengono rinnovate senza interruzione fino al 1988.
Il 21 settembre 1988 viene firmata una nuova convenzione. Ma questa volta il contesto è cambiato: il 26 aprile 1988 il comune ha ufficialmente rinunciato alla riorganizzazione fondiaria. La SAFER si ritrova quindi con un appezzamento acquisito da più di cinque anni, senza prospettive di sistemazione fondiaria. Nonostante ciò, continua a concludere convenzioni precarie, sostenendo che il termine di cinque anni è sospeso finché la riorganizzazione è in progetto.
Il coltivatore, invece, ritiene che questa convenzione precaria sia solo un artificio per negargli lo status di conduttore agricolo. Si rivolge al tribunale paritario dei contratti agrari per far riconoscere l'esistenza di un affitto agrario a partire dal 21 settembre 1988. La corte d'appello di Bordeaux gli dà ragione, e la SAFER ricorre in cassazione.
La Corte di cassazione rigetta il ricorso e conferma la sentenza d'appello. Stabilisce che la SAFER non poteva più, il 21 settembre 1988, concludere una nuova convenzione precaria, poiché il termine massimo di cinque anni previsto dall'articolo 17 della legge del 5 agosto 1960 era scaduto e la riorganizzazione fondiaria era stata abbandonata. L'occupante diventa quindi titolare di un affitto agrario.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
Per comprendere questa decisione, bisogna prima conoscere il testo applicabile: l'articolo 17 della legge del 5 agosto 1960 relativa alla sistemazione fondiaria e all'insediamento rurale. Questo testo consente alla SAFER di concludere convenzioni di occupazione precaria su terreni che ha acquisito, per una durata massima di cinque anni dall'acquisizione. Questo termine è sospeso (fermato temporaneamente) nei comuni in cui è in corso una riorganizzazione fondiaria.
Nel nostro caso, la SAFER aveva acquisito l'appezzamento nel 1982. Il termine di cinque anni scadeva quindi nel 1987. Ma il comune aveva previsto una riorganizzazione fondiaria fino al 26 aprile 1988, data in cui vi ha rinunciato. La questione era se il periodo di sospensione legato al progetto di riorganizzazione consentisse alla SAFER di firmare una nuova convenzione precaria dopo il 26 aprile 1988.
La Corte di cassazione risponde di no. Ritiene che la sospensione operi solo durante la durata effettiva della riorganizzazione. Una volta abbandonato il progetto, il termine di cinque anni riprende il suo corso. Poiché la SAFER aveva già superato questo termine prima ancora del 26 aprile 1988 (l'appezzamento risaliva al 1982), non poteva più concludere una convenzione precaria. Firmando il 21 settembre 1988, ha violato la legge, e l'occupante ha potuto avvalersi di un affitto agrario.
In altre parole, la SAFER non può utilizzare la minaccia di una riorganizzazione fondiaria per prolungare indefinitamente il regime precario. Dal momento in cui il progetto viene abbandonato, il contatore riparte. E se il termine totale di cinque anni è superato, l'occupante acquisisce la protezione dello statuto dell'affitto agrario.
Quello che pochi sanno è che questa decisione si inserisce in una tendenza giurisprudenziale protettiva dei coltivatori. I tribunali sono vigili affinché le SAFER non abusino della loro posizione dominante per aggirare i diritti dei conduttori.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per i proprietari che affittano terreni tramite la SAFER: sappiate che se la SAFER vi retrocede un appezzamento dopo averlo occupato precariamente, il coltivatore in loco potrebbe avere un affitto agrario opponibile a voi. Non potrete sfrattarlo facilmente. Esempio: a Périgueux

