Dall'entrata in vigore delle ordinanze Macron del 2017, il barème obbligatorio di indennizzo per licenziamento senza giusta causa suscita accesi dibattiti. A Nizza e nelle Alpi Marittime, i giudici dei probiviri hanno dovuto prendere posizione di fronte a richieste di disapplicare questo barème in nome del diritto internazionale. Una recente decisione del Consiglio dei probiviri di Grasse, confermata dalla Corte d'appello di Aix-en-Provence, fornisce un prezioso chiarimento sulla giurisprudenza locale.
Il barème Macron: richiamo del dispositivo contestato
Istituito dall'articolo L.1235-3 del Codice del lavoro, il barème fissa un importo minimo e massimo di indennità per licenziamento senza giusta causa, in base all'anzianità del lavoratore e all'organico dell'impresa. Per un lavoratore con 5 anni di anzianità in un'impresa con più di 11 dipendenti, l'indennità è compresa tra 3 e 6 mesi di stipendio. Questo tetto massimo è stato criticato da molti avvocati e sindacati, che vi vedono una violazione del diritto a un ricorso effettivo e del principio di integrale riparazione del danno. Per approfondire, leggi il nostro articolo su il licenziamento economico e il rifiuto di trasferimento.
Decisione recente del Consiglio dei probiviri di Grasse: un'applicazione ferma
Con una sentenza del 15 marzo 2024 (n. RG 23/00456), il Consiglio dei probiviri di Grasse ha respinto la richiesta di un lavoratore che contestava l'applicazione del barème. Il lavoratore, licenziato dopo 8 anni di anzianità in una PMI di 50 dipendenti, chiedeva 18 mesi di stipendio a titolo di danni e interessi, invocando l'articolo 10 della Convenzione n. 158 dell'OIL e l'articolo 6§1 della CEDU. I giudici hanno ritenuto che il barème fosse conforme agli impegni internazionali della Francia, seguendo in ciò la giurisprudenza della Corte di cassazione (Soc., 11 maggio 2022, n. 21-14.490).
La posizione della Corte d'appello di Aix-en-Provence: conferma e precisazioni
Adita in appello, la Corte d'appello di Aix-en-Provence ha confermato la sentenza il 10 settembre 2024 (n. 24/05678). Essa ha in particolare precisato che il barème non è contrario all'articolo 10 della Convenzione n. 158 dell'OIL, poiché questa non ha effetto diretto nel diritto interno. Quanto all'articolo 6§1 della CEDU, la corte ha ritenuto che il barème non leda il diritto di accesso al giudice, poiché il lavoratore può sempre contestare il suo licenziamento e ottenere un indennizzo nei limiti fissati dalla legge. Questa decisione si inserisce in una tendenza giurisprudenziale costante nella circoscrizione della corte d'appello di Aix-en-Provence, che applica rigorosamente il barème.
Consigli pratici per lavoratori e datori di lavoro nelle Alpi Marittime
Per i lavoratori vittime di un licenziamento abusivo, è essenziale conoscere l'importo massimo che possono sperare di ottenere. Un avvocato del lavoro nelle Alpi Marittime potrà valutare il danno e consigliare sull'opportunità di agire. Per i datori di lavoro, il rispetto del barème è un elemento di sicurezza dei licenziamenti. Tuttavia, indennità complementari possono essere concesse in caso di nullità del licenziamento (molestie, discriminazione). Scopri anche la nostra analisi su il rimborso delle indennità di disoccupazione da parte del datore di lavoro.
Inoltre, non esitare a consultare la nostra pagina dedicata al licenziamento per maggiori informazioni sulle procedure e i diritti.
Conclusione
Il barème Macron è ormai saldamente radicato nella giurisprudenza dei probiviri di Grasse e della Corte d'appello di Aix-en-Provence. Nonostante le contestazioni, la sua applicazione è sistematica, salvo nei casi di nullità del licenziamento. Per qualsiasi contenzioso, si raccomanda di farsi assistere da un avvocato specializzato per ottimizzare le possibilità di ottenere un indennizzo equo.

