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Delimitazione dei confini tra condòmini: un'azione irricevibile secondo la Corte di cassazione
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Delimitazione dei confini tra condòmini: un'azione irricevibile secondo la Corte di cassazione

📅 Décision du 19 novembre 2015⚖️ Cour de cassation👁️ 9 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione ha dichiarato irricevibile un'azione di delimitazione dei confini tra condòmini di lotti derivanti da un medesimo appezzamento. Questa decisione chiarisce i limiti della delimitazione in condominio e i possibili rimedi.

Decisione di riferimento : cc • N° 14-25.403 • 2015-11-19 • Consulta la decisione →

Immaginate la scena: siete proprietari di un appartamento ad Annecy, con un piccolo giardino attiguo. Il vostro vicino, anch'egli condomino, decide di installare una recinzione che invade quella che ritenete essere la vostra proprietà. Volete fare una delimitazione dei confini amichevole, ma lui rifiuta. Allora vi rivolgete al tribunale. Problema: la giustizia vi risponde che non siete legittimati ad agire per la delimitazione. Perché? Perché siete condòmini dello stesso appezzamento, e la delimitazione è riservata ai proprietari di appezzamenti distinti. È esattamente ciò che la Corte di cassazione ha ricordato in una sentenza del 19 novembre 2015 (n° 14-25.403).

Questa decisione, emessa dalla terza sezione civile, può sembrare tecnica, ma ha conseguenze molto concrete per migliaia di proprietari in condominio. Infatti, la delimitazione dei confini è un'azione volta a fissare i confini tra due fondi (terreni) vicini appartenenti a proprietari diversi. Ma cosa succede quando i due terreni derivano dalla divisione di uno stesso appezzamento e sono ancora in comunione (cioè detenuti collettivamente da più persone)? La Corte risponde: l'azione di delimitazione è irricevibile, perché non si possono delimitare lotti di condominio tra loro.

Allora, come far valere i propri diritti se un condomino sconfina sul vostro lotto? Questo articolo vi spiega tutto, passo dopo passo, con esempi concreti a Lione e Annecy. Vedremo i fatti della causa, il ragionamento dei giudici, cosa cambia per voi, e soprattutto come evitare questo tipo di controversia.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

La causa inizia in un condominio situato nella circoscrizione della corte d'appello di Lione. Il signor X, proprietario ad Annecy di un lotto condominiale comprendente una parte di terreno, cita in giudizio per delimitazione dei confini un altro condomino, il signor Y. I due lotti provengono dalla divisione di un appezzamento catastale AE. Ma ecco: tra i loro due lotti si trova un appezzamento costituito da un sentiero, che è rimasto in comunione (cioè appartiene a tutti i condòmini, senza essere attribuito a un lotto specifico).

Il signor X ritiene che il signor Y abbia sconfinato sulla sua parte di terreno costruendo una recinzione. Chiede quindi al tribunale di grande istanza di fissare i confini tra i rispettivi lotti, mediante una delimitazione giudiziale. Il signor Y, dal canto suo, contesta la ricevibilità di questa azione. Secondo lui, la delimitazione è possibile solo tra fondi (appezzamenti) distinti appartenenti a proprietari diversi. Ora, qui i lotti derivano da uno stesso appezzamento e l'appezzamento conteso (il sentiero) è in comunione: non ci sono quindi confini da fissare tra lotti condominiali.

Il tribunale dà ragione al signor Y e dichiara l'azione irricevibile. Il signor X fa appello, ma la corte d'appello di Lione conferma la sentenza. Il signor X ricorre quindi in cassazione. La Corte di cassazione, con la sua sentenza del 19 novembre 2015, rigetta il ricorso e convalida il ragionamento dei giudici di merito. Ricorda che l'azione di delimitazione è un'azione reale immobiliare (che riguarda un diritto di proprietà) e presuppone che i due fondi siano distinti e appartengano a proprietari diversi. Nel caso di specie, i lotti condominiali non sono fondi distinti ai fini della delimitazione, perché risultano dalla divisione di uno stesso appezzamento e sono soggetti al regime del condominio.

Quello che pochi sanno è che questa decisione si inserisce in una giurisprudenza costante. Già nel 2012, la Corte di cassazione aveva stabilito che «l'azione di delimitazione non è esperibile tra condòmini di lotti derivanti dalla divisione di uno stesso appezzamento» (Civ. 3e, 13 giugno 2012, n° 11-16.939). La sentenza del 2015 non fa quindi che confermare questa regola.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Per comprendere la decisione, bisogna prima sapere cos'è la delimitazione dei confini. La delimitazione è un'operazione che consiste nel fissare ufficialmente i confini tra due proprietà vicine. È regolata dagli articoli 646 e 647 del Codice civile, che prevedono che ogni proprietario può obbligare il proprio vicino a procedere alla delimitazione delle loro proprietà contigue. L'azione di delimitazione è quindi un'azione personale (nasce dal vicinato) ma anche reale (riguarda il fondo).

Ma attenzione: la delimitazione presuppone che i due fondi siano «divisi» (separati) e che appartengano a proprietari diversi. In condominio, i lotti non sono fondi indipendenti: sono parti private di uno stesso appezzamento, soggette a un regolamento condominiale. I confini tra lotti sono definiti dal regolamento e dallo stato descrittivo di divisione. Se un condomino sconfina su un altro, non è un problema di delimitazione, ma un turbamento del godimento o una violazione del regolamento condominiale.

Nella causa decisa, la Corte di cassazione ha rilevato che l'appezzamento conteso (il sentiero) era in comunione tra tutti i condòmini. In altre parole, nessuno ne era proprietario esclusivo. Di conseguenza, non c'erano due fondi distinti da delimitare: i lotti del signor X e del signor Y facevano parte di un insieme indiviso, e il confine tra loro non era un confine di proprietà in senso giuridico, ma una semplice delimitazione di lotti.

I giudici hanno quindi applicato la seguente regola: l'azione di delimitazione è irricevibile tra condòmini di lotti derivanti dallo stesso appezzamento, specialmente quando parti comuni (come il sentiero) sono in comunione. L'unico rimedio è agire per violazione del regolamento condominiale o per turbativa del possesso.

Questions fréquentes

Puis-je faire un bornage amiable avec mon voisin copropriétaire ?

Non, car le bornage amiable suppose aussi deux fonds distincts. En revanche, vous pouvez signer un accord amiable sur les limites, mais il n'aura pas la force d'un bornage officiel.

Que faire si un copropriétaire empiète sur mon lot ?

Vous devez agir sur le fondement du trouble de voisinage (article 1240 du Code civil) ou de la violation du règlement de copropriété. Saisissez le tribunal judiciaire du lieu de l'immeuble dans les 5 ans.

Quels sont les coûts d'une action en justice pour empiètement ?

Les frais d'avocat varient de 1 500 à 5 000 € selon la complexité, plus les frais d'expertise et les dépens. En cas de victoire, le copropriétaire peut être condamné à vous rembourser une partie.

Puis-je demander la démolition d'une construction empiétante ?

Oui, si elle est irrégulière. Mais le juge peut préférer des dommages et intérêts si la démolition est disproportionnée.

Et si le syndic ne fait rien ?

Vous pouvez assigner le syndic en justice pour carence. Mais il est préférable de d'abord mettre le sujet à l'ordre du jour de l'assemblée générale.

Informations juridiques

  • Numéro: 14-25.403
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 19 novembre 2015

Mots-clés

bornagecopropriétéirrecevabilitéCour de cassationempiètement

Cas d'usage pratiques

1

Copropriétaire victime d'un empiètement

M. Dupont, propriétaire d'un lot à Lyon, constate que son voisin a construit une clôture qui empiète de 50 cm sur son jardin privatif. Il envisage un bornage judiciaire.

Application pratique:

M. Dupont ne peut pas agir en bornage. Il doit plutôt invoquer la violation du règlement de copropriété et saisir le tribunal judiciaire pour obtenir la démolition de la clôture et des dommages et intérêts. Il doit rassembler des preuves (photos, constat d'huissier) et agir dans les 5 ans.

2

Acquéreur d'un lot aux limites floues

Mme Martin achète un appartement à Annecy avec un jardin. Le règlement de copropriété décrit mal les limites. Après la vente, elle découvre que son jardin est plus petit que prévu.

Application pratique:

Mme Martin ne peut pas demander un bornage. Elle doit vérifier l'état descriptif de division et, si nécessaire, engager une action en garantie des vices cachés contre le vendeur. Un géomètre peut établir un plan pour clarifier les limites, mais sans valeur de bornage.

3

Bailleur confronté à un trouble de jouissance

M. Leroy, propriétaire bailleur à Lyon, loue un lot à un locataire. Le copropriétaire voisin installe un abri de jardin sur une partie commune, gênant l'accès au lot loué.

Application pratique:

M. Leroy doit agir contre le copropriétaire pour non-respect du règlement de copropriété et trouble de jouissance. Il peut demander des dommages et intérêts et la suppression de l'abri. Le locataire peut signaler le trouble, mais seul le propriétaire peut agir en justice.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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