Decisione di riferimento : cc • N° 03-83.366 • 2004-11-09 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari a Bruay-la-Buissière, e uno dei vostri inquilini ha commesso un'infrazione nel vostro alloggio. Siete perseguiti come civilmente responsabili. Ma ecco, la causa si trascina, e una legge di amnistia estingue le azioni penali. Pensate che sia tutto finito? Non così in fretta. Il procuratore generale può ancora citarvi dinanzi alla corte d'appello affinché statuisca sui vostri obblighi civili. E questa citazione, anche dopo l'amnistia, interrompe la prescrizione dell'azione civile. È quanto ha deciso la Corte di cassazione il 9 novembre 2004 (n° 03-83.366).
Questa decisione, resa a proposito di un direttore di pubblicazione del giornale Lyon Mag perseguito per diffamazione, ha una portata ben più ampia. Interessa direttamente i proprietari, gli assicuratori e ogni persona civilmente responsabile di un danno causato da altri. In altre parole, se siete tenuti a riparare un pregiudizio, anche se il responsabile penale è amnistiato, potete ancora essere chiamati in giudizio.
Ma concretamente, cosa cambia a Béthune, a Bruay-la-Buissière o altrove? E come potete proteggervi? Immergiamoci nei fatti e nel ragionamento dei giudici.
I fatti: una storia come capita ogni giorno
Il sig. Philippe, direttore di pubblicazione del giornale Lyon Mag, è perseguito per diffamazione dopo la pubblicazione di articoli sulle reti islamiste a Lione. La società Lyon Mag è citata come civilmente responsabile (cioè deve rispondere delle conseguenze finanziarie degli atti del suo direttore). Il tribunale correzionale di Lione condanna Philippe e dichiara la società responsabile.
Ma nel frattempo, interviene una legge di amnistia. L'azione pubblica (l'azione penale) è estinta. Philippe non è più perseguito penalmente. Tuttavia, la parte civile (la persona che si dice vittima) vuole ottenere il risarcimento del suo pregiudizio. Propone appello. E qui, sorpresa: è il procuratore generale (il rappresentante del pubblico ministero presso la corte d'appello) a citare la società Lyon Mag a comparire dinanzi alla corte affinché statuisca sull'azione civile. La società contesta: ritiene che tale citazione sia nulla perché l'azione pubblica è estinta e che la prescrizione sia maturata.
La corte d'appello di Lione, il 22 maggio 2003, respinge l'argomento. La società ricorre in cassazione. La Corte di cassazione, con la sua sentenza del 9 novembre 2004, conferma: il procuratore generale ha la qualità per citare le parti a comparire dinanzi alla corte d'appello per statuire sull'azione civile, anche se l'azione pubblica è estinta per amnistia. E tale citazione interrompe la prescrizione dell'azione civile.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
In chiaro, la Corte di cassazione si basa sui testi del Codice di procedura penale (l'insieme delle regole che disciplinano i processi penali). L'articolo 497 del Codice di procedura penale prevede che il procuratore generale possa proporre appello contro le sentenze correzionali. Ma qui, non si trattava di un appello del procuratore generale, bensì di una citazione diretta dinanzi alla corte d'appello.
Più precisamente, la Corte ha ritenuto che l'azione civile (la richiesta di risarcimento danni) sia indipendente dall'azione pubblica (l'azione penale). Anche se l'azione pubblica è estinta per amnistia, l'azione civile sussiste. E il procuratore generale, in quanto parte principale nel processo penale, conserva il potere di citare le parti dinanzi alla corte d'appello affinché statuisca su tale azione civile.
Attenzione tuttavia: questo potere esiste solo se la corte d'appello è già stata investita della causa nel merito. Nel caso di specie, la parte civile aveva già proposto appello. Il procuratore generale si è quindi limitato a citare la società affinché comparisse all'udienza. Tale citazione ha interrotto la prescrizione dell'azione civile (il termine di 10 anni dal danno, o 5 anni in materia di diffamazione).
Quello che pochi sanno è che la prescrizione dell'azione civile è interrotta da qualsiasi citazione in giudizio, anche proveniente dal pubblico ministero, e anche se l'azione pubblica è estinta. È una sicurezza per le vittime: non perdono i loro diritti al risarcimento per il solo fatto dell'amnistia.
Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui proprietari a Béthune pensavano di essere liberati da ogni azione dopo l'amnistia di un inquilino. In realtà, potevano ancora essere citati in responsabilità civile. Questa decisione lo conferma.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per un proprietario locatore: se il vostro inquilino causa un danno da acqua al vicino, e viene amnistiato per un'infrazione connessa (ad esempio, negligenza), potete ancora essere perseguiti come civilmente responsabili. La citazione da parte del procuratore generale interrompe la prescrizione. Dovete quindi reagire rapidamente, anche se la causa penale è archiviata.
Per un acquirente di un bene immobile: se il venditore ha commesso una frode (vizio occulto, dolo) e l'azione pubblica è estinta, potete comunque agire in sede civile. Ma attenzione ai termini: la prescrizione dell'azione civile è di 5 anni dalla scoperta del vizio. Se il procuratore generale cita il venditore dinanzi alla corte d'appello, ciò interrompe la prescrizione a vostro favore. Esempio concreto: a Bruay-la-Buissière, un acquirente scopre crepe importanti 3 anni dopo l'acquisto. Il venditore è perseguito penalmente, ma interviene un'amnistia. Il procuratore generale cita il venditore dinanzi alla corte d'appello: la prescrizione dell'azione civile è interrotta, e l'acquirente può ancora agire.

