Decisione di riferimento : cc • N° 72-10.314 • 1973-05-09 • Consulta la decisione →
Immaginatevi in un treno diretto a Nîmes, tranquillamente seduti, quando all'improvviso una scossa violenta vi proietta. Il treno ha urtato un camion a un passaggio a livello. Siete feriti. A chi chiedere il risarcimento? Alla SNCF, che deve trasportarvi in sicurezza? O al conducente del camion, che forse ha forzato il passaggio? Questa domanda, apparentemente semplice, ha dato luogo a un contenzioso complesso. E se la SNCF vi risarcisce, può poi rivalersi contro il camionista? La Corte di cassazione ha deciso nel 1973, con una sentenza che fa ancora giurisprudenza. Analisi.
I fatti: una storia come tante
Un giorno ordinario a Vauvert, nel Gard. Un treno passeggeri della SNCF è in circolazione. A un passaggio a livello, un camion guidato dal Sig. Y, dipendente della società Z, proprietaria del camion, si immette mentre le barriere sono abbassate o il segnale acustico suona. La collisione è inevitabile. Diversi viaggiatori rimangono feriti, tra cui il Sig. X, residente a Nîmes. Il Sig. X decide di citare in giudizio la SNCF sulla base dell'obbligo di sicurezza (il contratto di trasporto impone alla SNCF di portare il viaggiatore sano e salvo a destinazione). La SNCF, a sua volta, chiama in garanzia il proprietario del camion e il suo conducente, ritenendo che siano loro i veri responsabili. Il viaggiatore, dal canto suo, propone anche una domanda diretta contro il camionista e il suo datore di lavoro. Davanti alla corte d'appello, il dibattito verte sulla responsabilità. Il proprietario del camion sostiene che la SNCF aveva commesso una colpa (ad esempio, un avviso acustico insufficiente) e che, in ogni caso, la sua colpa non era imprevedibile né inevitabile per la SNCF, il che avrebbe consentito di esonerare parzialmente quest'ultima. La corte d'appello non segue questo argomento. Condanna il proprietario del camion e il suo conducente a risarcire integralmente i danni subiti dal viaggiatore, senza esaminare se la colpa del camionista fosse imprevedibile per la SNCF. Perché? Perché il viaggiatore non aveva citato la SNCF in base alla responsabilità per cose (articolo 1384 comma 1 del Codice civile, ora 1242), ma solo in base al contratto di trasporto. La corte d'appello non doveva quindi pronunciarsi sulla responsabilità della SNCF. Poteva direttamente condannare il camionista e il suo datore di lavoro come unici responsabili. Il proprietario del camion ricorre in cassazione. Eccepisce un difetto di risposta alle sue conclusioni (aveva sostenuto che l'avvisatore acustico non funzionava correttamente). La Corte di cassazione rigetta il ricorso: la sentenza ha risposto adeguatamente rilevando che alcuni viaggiatori avevano sentito un avviso acustico.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di cassazione doveva rispondere a una questione di procedura e di merito: la corte d'appello, adita solo dal viaggiatore contro la SNCF in base all'obbligo di sicurezza (articolo 1147 del Codice civile, oggi 1231-1), poteva, sulla chiamata in garanzia della SNCF e sulla domanda del viaggiatore contro il camionista, dichiarare quest'ultimo unico responsabile senza esaminare se la sua colpa fosse imprevedibile o inevitabile per la SNCF? Sì, risponde la Corte. Il ragionamento è il seguente: il viaggiatore non ha invocato l'articolo 1384 comma 1 (responsabilità per cose, oggi 1242 comma 1) contro la SNCF. Ha scelto il terreno contrattuale. Di conseguenza, la corte d'appello non doveva verificare se la SNCF potesse esonerarsi provando che la colpa del camionista era imprevedibile e irresistibile (che sarebbe stata una causa di esonero per la SNCF se fosse stata perseguita in base alla responsabilità per cose). La corte d'appello ha quindi potuto, senza violare il principio del contraddittorio, condannare il camionista e il suo datore di lavoro come unici responsabili dei danni, in base alla colpa (articolo 1382 del Codice civile, ora 1240). In sostanza, non essendo la SNCF perseguita in via extracontrattuale, la questione del suo esonero non si poneva. Il camionista non poteva esigere che la corte esaminasse se la sua colpa fosse imprevedibile per la SNCF, poiché la SNCF non era in causa su questo punto. La decisione conferma che l'obbligo di sicurezza del vettore è un'obbligazione di risultato, ma che il vettore può rivalersi contro il terzo colpevole. Precisando anche che il terzo non può opporre al viaggiatore una colpa del vettore per ridurre la propria responsabilità, se il viaggiatore non ha chiamato in causa il vettore su questo terreno. È un chiarimento importante per le vittime: possono scegliere la parte più solvibile (spesso la SNCF) e lasciare che questa si rivalga contro il vero responsabile.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete proprietari o conducenti di un veicolo coinvolto in un incidente con un treno, questa decisione vi riguarda. Esempio concreto: immaginiamo che siate un trasportatore con sede a Vauvert. Il vostro camion urta un treno a un passaggio a livello. Un viaggiatore ferito vi cita direttamente in giudizio, oppure cita la SNCF che vi chiama in garanzia. Non potrete esonera rvi invocando una colpa della SNCF (ad esempio, un segnale difettoso) se il viaggiatore non ha a sua volta invocato tale colpa contro la SNCF. La corte potrà condannarvi da soli, senza verificare se la vostra colpa fosse prevedibile per la SNCF. Al contrario, se il viaggiatore cita in giudizio sia la SNCF che voi, il giudice dovrà ripartire le responsabilità. Per i viaggiatori: avete interesse a citare il vettore (SNCF) in base al contratto, poiché si tratta di un'obbligazione di risultato. La SNCF vi risarcirà, poi si rivalerà.

