Decisione di riferimento : cc • N° 14-19.218 • 2015-06-10 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari di un appartamento in una residenza a Pessac, in Gironda. Ricevete una chiamata dal vostro amministratore: l'assemblea generale ha votato dei lavori sui balconi per 15.000 €, che dovete pagare immediatamente. Solo che, secondo voi, questi lavori riguardano parti comuni generali (la facciata, la struttura) e avrebbero dovuto essere votati a maggioranza assoluta, non a maggioranza semplice. Contestate, ma l'amministratore vi cita in giudizio per il pagamento delle spese. Davanti a quale giudice dovrete difendervi? E soprattutto, questo giudice può annullare la decisione dell'assemblea generale che ritenete illegale? È esattamente la questione posta alla Corte di Cassazione nella sua sentenza del 10 giugno 2015 (n° 14-19.218). La risposta è chiara: in assenza di contestazione riguardante la proprietà immobiliare (azione petitoria o possessoria), il giudice di prossimità è competente a conoscere della domanda di annullamento dell'assemblea generale sollevata in difesa. Una decisione che semplifica la vita dei condòmini… ma che ha i suoi limiti. Analizziamo insieme.
I fatti: una storia come tante
Il Sig. X, proprietario di un lotto in un condominio a Pessac, riceve un verbale di assemblea generale del 26 settembre 2008, poi un altro del 14 maggio 2009. Queste assemblee hanno votato dei lavori sui balconi dell'edificio. Il Sig. X ritiene che questi balconi facciano parte delle parti comuni generali, e non delle parti comuni speciali (quelle che servono solo ad alcuni condòmini). Di conseguenza, la decisione avrebbe dovuto essere adottata a maggioranza dei voti di tutti i condòmini (maggioranza assoluta dell'articolo 26 della legge del 1965) e non a maggioranza semplice dell'articolo 24. Contesta quindi la validità di queste assemblee e rifiuta di pagare i relativi richiami di fondi.
L'amministratore lo cita in giudizio per il pagamento delle spese condominiali insolute davanti al tribunale d'istanza di Bordeaux (competente per le controversie sulle spese fino a 10.000 € all'epoca). Il giudice di prossimità, che siede all'interno di questo tribunale, è investito della causa. In difesa, il Sig. X solleva l'annullamento delle decisioni dell'assemblea generale. Il giudice di prossimità si dichiara incompetente: secondo lui, l'annullamento di un'assemblea generale rientra nella competenza esclusiva del tribunale di grande istanza (TGI), poiché si tratta di una questione immobiliare petitoria (relativa al diritto di proprietà). Il Sig. X propone ricorso in cassazione.
La Corte di Cassazione cassa la sentenza. Ricorda che il giudice di prossimità è competente a pronunciarsi sulle domande fondate sulla legge del 10 luglio 1965 (relativa allo status del condominio), comprese le contestazioni delle decisioni dell'assemblea generale, a condizione che non sia sollevata alcuna questione petitoria o possessoria. Ora, nel caso di specie, la controversia riguardava solo la qualificazione delle parti comuni (generali o speciali) e la maggioranza applicabile, non il diritto di proprietà in sé. Il giudice di prossimità era quindi competente.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
Per comprendere la portata di questa sentenza, occorre tornare alle regole di competenza materiale delle giurisdizioni. Nel diritto francese, il tribunale di grande istanza (TGI, diventato tribunale giudiziario dal 2020) è competente per tutte le azioni immobiliari petitorie (quelle che riguardano il diritto di proprietà, come una rivendica, un'azione di delimitazione dei confini, o un annullamento di vendita) e possessorie (quelle che proteggono il possesso, come un'azione di spoglio). Invece, il tribunale d'istanza (TI, diventato tribunale di prossimità) e il giudice di prossimità conoscono delle controversie della vita quotidiana, in particolare le azioni per il pagamento delle spese condominiali, entro il limite della loro competenza per valore (10.000 € all'epoca).
L'articolo L. 221-4 del Codice dell'organizzazione giudiziaria (vecchio) prevedeva che il giudice di prossimità si pronunci in materia civile per le domande inferiori a 4.000 €, ma anche per le domande indeterminate aventi origine nell'applicazione della legge sul condominio. La questione era se questo giudice potesse, in occasione di una domanda di pagamento di spese, annullare una decisione dell'assemblea generale. Alcuni tribunali ritenevano che l'annullamento di un'assemblea generale spettasse al TGI, perché tocca la proprietà immobiliare (esempio: messa in discussione della ripartizione delle spese).
La Corte di Cassazione respinge questa analisi. Distingue: « la giurisdizione di prossimità è, in assenza di un mezzo di difesa che implichi l'esame di una questione di natura immobiliare petitoria o possessoria, competente a conoscere di una domanda di annullamento di una decisione dell'assemblea generale sollevata in difesa da

