Decisione di riferimento: cc • N° 04-45.717 • 2006-09-20 • Consulta la decisione →
Immaginate di essere proprietario di un appartamento ad Ambert, nel Puy-de-Dôme. Affittate il vostro bene a un inquilino che lavora per un'impresa tedesca, in cantieri in Francia. Un giorno viene licenziato e decide di adire il consiglio di prud'hommes del suo domicilio, ad Ambert. Ma è davvero il tribunale giusto? La questione sembra tecnica, ma è cruciale: dalla risposta dipende la validità del procedimento e, in ultima analisi, le vostre possibilità di ottenere ragione se siete coinvolti.
Questa decisione della Corte di cassazione del 20 settembre 2006 (n° 04-45.717) risponde a questo interrogativo in un contesto europeo. Ricorda che, per le controversie tra un lavoratore e il suo datore di lavoro domiciliati in Stati membri diversi, le regole di competenza non sono quelle del diritto interno (come l'articolo R. 517-1 del codice del lavoro che designa il tribunale del domicilio del lavoratore), ma quelle del Regolamento europeo n° 44/2001. Questo testo impone di privilegiare il luogo in cui il lavoro è abitualmente eseguito.
Allora, concretamente, quale tribunale è competente? E cosa dovete fare se siete interessati? Seguite la guida: analizzerò questo caso come se si svolgesse nella nostra regione.
I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno
Il sig. X, cittadino italiano domiciliato a Strasburgo, viene assunto il 21 maggio 2001 dalla società tedesca Sanierungstechnik, con sede in Germania, per una missione a tempo determinato. Il suo lavoro? Intervenire su diversi cantieri situati in Francia. Alterna le missioni, ma il 13 maggio 2002 viene licenziato. Insoddisfatto, adisce il consiglio di prud'hommes di Strasburgo, suo luogo di domicilio.
La società tedesca contesta questa competenza: secondo lei, il lavoratore avrebbe dovuto citarla in Germania, o in subordine, davanti al tribunale del luogo di esecuzione del lavoro, cioè dove si trovavano i cantieri. Il consiglio di prud'hommes di Strasburgo si dichiara competente, e la corte d'appello di Colmar conferma, basandosi sull'articolo R. 517-1 del codice del lavoro che, all'epoca, attribuiva competenza al tribunale del domicilio del lavoratore.
Ma la Corte di cassazione censura questa decisione. Perché? Perché la corte d'appello avrebbe dovuto applicare il Regolamento europeo n° 44/2001, che prevale sul diritto nazionale. Questo regolamento prevede, all'articolo 19 § 2 a), che il lavoratore può citare il suo datore di lavoro davanti al tribunale del luogo in cui svolge abitualmente il suo lavoro. Qui, il lavoratore lavorava in cantieri in Francia, ma non a Strasburgo: il suo ultimo cantiere si trovava altrove. La corte d'appello non poteva quindi limitarsi a dire «il lavoratore abita a Strasburgo, quindi è competente».
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
Il cuore del problema è un conflitto di norme: da un lato, il diritto francese (articolo R. 517-1 del codice del lavoro, oggi abrogato ma in vigore all'epoca) che permetteva al lavoratore di adire il tribunale del suo domicilio; dall'altro, il diritto europeo (Regolamento n° 44/2001, detto «Bruxelles I») che stabilisce regole speciali per le controversie transfrontaliere.
La Corte di cassazione ricorda che, nell'Unione europea, il regolamento prevale sulle leggi nazionali. Cita l'articolo 19 § 2 a): il lavoratore può citare il suo datore di lavoro davanti al tribunale del luogo in cui esegue abitualmente il suo lavoro. Ma attenzione: questo luogo non è necessariamente il domicilio del lavoratore. Qui, il lavoratore aveva lavorato in diversi cantieri in Francia, e l'ultimo si trovava in una città che non era Strasburgo. Ora, i giudici di merito avevano constatato che il lavoro si svolgeva in più cantieri, senza determinare il luogo abituale. La corte d'appello avrebbe dovuto cercare quale fosse questo luogo (forse la sede del datore di lavoro, o il luogo in cui il lavoratore passava la maggior parte del tempo). Limitandosi ad applicare l'articolo R. 517-1, ha violato il regolamento europeo.
Questa decisione non è un'inversione di tendenza: conferma la giurisprudenza costante della Corte secondo cui il diritto europeo prevale. Illustra il rigore con cui i giudici controllano l'applicazione dei testi comunitari. Il datore di lavoro, dal canto suo, sosteneva che la competenza dovesse essere quella della sua sede in Germania, ma la Corte non accoglie questo argomento: il lavoratore può scegliere tra il luogo di esecuzione del lavoro e il domicilio del datore di lavoro, ma non il proprio domicilio.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete un lavoratore che lavora per un'impresa straniera, ad esempio un dipendente di una società belga che svolge missioni in Francia, non potete automaticamente adire il consiglio di prud'hommes del vostro domicilio (ad esempio, Chamalières). Dovete verificare dove si trova il luogo abituale del vostro lavoro. Se lavorate sempre nello stesso sito, è quel sito ad essere competente. Se siete itineranti, il tribunale competente sarà quello del luogo in cui avete la vostra base (ad esempio, il deposito dove ritirate il vostro materiale).
Per un datore di lavoro, questa decisione è una protezione: evita che un lavoratore scelga un tribunale lontano dal luogo di lavoro, complicando la difesa. Se siete una PMI ad Ambert che assume un lavoratore tedesco per un cantiere a Clermont-Ferrand, sapete che la controversia sarà giudicata a Clermont-Ferrand, non a Berlino.
Prendiamo un esempio concreto: un lavoratore domiciliato a Chamalières lavora per una società italiana in un cantiere a Lione. Viene licenziato e vuole adire il consiglio di prud'hommes di Clermont-Ferrand (suo domicilio). La decisione del 2006 glielo impedisce: deve andare a Lione. Attenzione: se il lavoratore è distaccato in Francia da un'impresa extraeuropea, le regole potrebbero essere diverse. In ogni caso, è essenziale consultare un avvocato specializzato in diritto del lavoro internazionale.

