Decisione di riferimento : cc • N° 83-40.692 • 1986-12-10 • Consulta la decisione →
Immaginate la scena : a Mondeville, vicino a Caen, il sig. D., operaio presso un subappaltatore della metallurgia, vede rifiutati dei giorni di ferie per anzianità. Adisce il consiglio di prud'hommes. Il datore di lavoro obietta : « Non è un conflitto individuale, è l'interpretazione del contratto collettivo, ciò spetta al tribunale di grande istanza ! » I giudici prud'hommes sorvolano sull'argomento, si dichiarano competenti e decidono il merito. Il sig. D. vince, ma il datore di lavoro vuole ricorrere in cassazione.
Qual è la domanda che si pone ogni giustiziabile dopo una sentenza mista : « Posso contestare la decisione del giudice sulla sua competenza, anche se ho perso anche nel merito ? »
La risposta della Corte di cassazione è tagliente : no, se la sentenza ha deciso sia sulla competenza che sul merito, non si può utilizzare la cassazione diretta per il solo capo della competenza. Si doveva fare appello. In altre parole, bisognava scegliere la giusta porta d'uscita, pena l'urto contro un muro.
I fatti : una storia come ne capitano ogni giorno
Contesto : il contratto collettivo della metallurgia della Loira del 30 marzo 1977 concedeva, oltre alle ferie legali, giorni supplementari per anzianità. Nel gennaio 1982, un'ordinanza porta le ferie legali a 2,5 giorni al mese. Il settore della metallurgia adatta il suo accordo nazionale nel febbraio 1982, ma il nuovo scaglione di anzianità è meno favorevole del precedente. Il sig. D., dipendente da 15 anni, ritiene di avere diritto a più giorni.
Adisce il consiglio di prud'hommes per ottenere il beneficio delle vecchie disposizioni. Il datore di lavoro ribatte che la controversia non è individuale ma collettiva : riguarda l'interpretazione di un accordo collettivo, quindi spetta al tribunale di grande istanza. Il consiglio di prud'hommes, senza rispondere a questo argomento, si dichiara competente e dà ragione al sig. D. nel merito. Il datore di lavoro propone ricorso in cassazione, ma solo sulla competenza.
La trappola si chiude : la Corte di cassazione dichiara il ricorso irricevibile. Perché ? Perché la sentenza avendo deciso nel merito, la decisione sulla competenza poteva essere contestata con la via dell'appello, conformemente all'articolo 78 del Nuovo Codice di procedura civile (oggi articolo 80 del Codice di procedura civile). Andando direttamente in cassazione, il datore di lavoro ha imboccato la via sbagliata.
Il ragionamento della giurisdizione — decodificato
La Corte di cassazione si basa sull'articolo 78 del NCPC (vecchio), che dispone : « Quando il giudice si pronuncia sulla competenza e sul merito, la sua decisione è suscettibile di appello secondo le condizioni di diritto comune, qualunque sia l'importo della controversia. » In altre parole, non appena il giudice ha deciso entrambe le questioni, la parte scontenta sulla competenza deve proporre appello, e non ricorrere in cassazione direttamente.
L'alta giurisdizione verifica che il consiglio di prud'hommes abbia effettivamente deciso « in ultimo grado » sulla competenza, ma contemporaneamente sul merito. Ora, il citato articolo 78 prevede espressamente che in tal caso, « la sentenza è, per il capo della competenza, suscettibile di un altro mezzo di impugnazione diverso dal ricorso in cassazione ». La Corte ne deduce che il motivo (l'argomento) che critica la competenza è irricevibile, poiché la via dell'appello era aperta.
È una conferma di giurisprudenza : la Corte di cassazione ricorda che non bisogna confondere i mezzi di impugnazione. Se si attacca una decisione mista (competenza + merito) solo sulla competenza, si deve fare appello, anche se la sentenza è in ultimo grado. La regola è semplice : il ricorso in cassazione è aperto solo se non esiste nessun altro mezzo di impugnazione. Qui, l'appello era possibile.
Il datore di lavoro sosteneva che il consiglio di prud'hommes non aveva risposto alle sue conclusioni sulla competenza. Ma la Corte non esamina nemmeno il merito dell'argomento : la questione preliminare di ricevibilità del ricorso basta a bloccare tutto.
Cosa cambia per voi — concretamente
Se siete proprietario locatore a Lisieux, e contestate la competenza di un tribunale per decidere una controversia locatizia, questa decisione vi riguarda indirettamente. Ecco come :
- Per un datore di lavoro o un salariato : se i prud'hommes decidono sia sulla loro competenza che sul merito, e volete contestare la competenza, dovete proporre appello entro il mese successivo alla notifica della sentenza. Non farlo rende la sentenza definitiva su questo punto. Esempio numerico : un salariato di Mondeville ottiene 5 000 € di danni e interessi. Il datore di lavoro ritiene che il tribunale fosse incompetente. Deve fare appello, non un ricorso. L'appello costa circa 2 000 € (avvocato + diritti) ma può salvare 5 000 €.
- Per un giustiziabile in generale : verificate sempre se la sentenza che ricevete decide sulla competenza E sul merito. Se sì, la via dell'appello è aperta per contestare la competenza. Se la sentenza decide solo sulla competenza (e rinvia al merito), allora il ricorso è possibile entro due mesi.
- Per i professionisti dell'immobiliare : questa regola si applica davanti a tutte le giurisdizioni giudiziarie (tribunale giudiziario, tribunale di commercio, ecc.). Se siete promotore a Caen e il tribunale si dichiara competente mentre giudica il merito, non potete ricorrere in cassazione sulla sola competenza. Esempio : una controversia su un contratto di prenotazione a Mondeville. Il tribunale si dice competente e condanna il promotore a 10 000 €. Il promotore deve fare appello, non un ricorso.

