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Conto corrente di socio: la prova che può costarvi 60.000 € di tasse
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Conto corrente di socio: la prova che può costarvi 60.000 € di tasse

📅 Décision du 09 settembre 2020⚖️ Cour de cassation👁️ 11 vues📖 4 min de lecture

Quando l'amministrazione fiscale riqualifica le somme iscritte su un conto corrente di socio in redditi imponibili, l'onere della prova incombe sul socio. Una recente giurisprudenza della Corte di cassazione illustra le conseguenze di un'assenza di giustificazione contabile.

Decisione di riferimento: cc • N° 19-16.047 • 2020-09-09 • Consulta la decisione →

Siete proprietari di una SCI (società civile immobiliare) a La Ferté-Bernard, e il vostro commercialista vi ha detto che le somme che avete prelevato dal vostro conto corrente di socio erano senza conseguenze fiscali. Poi un giorno, l'amministrazione fiscale vi invia una proposta di rettifica (un documento che annuncia un accertamento) di 60.000 €. Vi chiedete: come è possibile? La risposta sta in una regola poco conosciuta: le iscrizioni a credito del vostro conto corrente sono presunte essere redditi imponibili, salvo che proviate il contrario. La decisione della Corte di cassazione del 9 settembre 2020 (n° 19-16.047) ricorda questa presunzione e le sue conseguenze.

I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno

Il sig. X, un avvocato, era socio di due SCI (società civili immobiliari) e titolare di conti correnti di socio (somme che aveva apportato o lasciato nella società). Nel 2008, cede le sue quote sociali a una SARL (società a responsabilità limitata) di nome Mélanie, e delega i suoi crediti in conto corrente a questa stessa società. Ma l'amministrazione fiscale lo raggiunge: ritiene che le somme iscritte a credito dei suoi conti correnti costituiscano redditi di capitali mobiliari (redditi imponibili) e gli richiede un supplemento di imposta sul reddito e di contributi sociali. Il sig. X contesta, ma perde davanti al tribunale amministrativo. Si rivolge allora contro il suo avvocato, ritenendo che questi abbia commesso un errore non producendo alcuni documenti (gli atti di cessione e di delega) durante la procedura amministrativa. La corte d'appello respinge la sua domanda, e la Corte di cassazione conferma: l'avvocato non ha commesso errore, perché anche con quei documenti, il sig. X non avrebbe potuto provare che le somme non erano imponibili. Perché? Perché non ha fornito il trattamento contabile delle somme all'interno della SARL Mélanie, né giustificato l'assenza di interessi sui saldi debitori (il fatto che la società non gli abbia fatturato interessi sulle somme che doveva).

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa sull'articolo 109 del Codice generale delle imposte (CGI). Questo testo dispone che le somme iscritte a credito di un conto corrente di socio sono presunte essere redditi distribuiti (imponibili), salvo che il socio fornisca la prova contraria. Concretamente, se siete socio e la vostra società vi deve denaro (conto corrente creditore), il fisco considera che avete percepito un reddito, a meno che non dimostriate che tali somme corrispondono a apporti, rimborsi di prestiti, o che non sono a vostra disposizione. Nella causa decisa, il sig. X produceva gli atti di cessione e di delega, ma ciò non bastava. I giudici hanno ritenuto che mancassero due elementi essenziali: da un lato, la prova del trattamento contabile di tali somme nella SARL Mélanie (come erano state registrate), e dall'altro, l'esistenza di una contropartita che giustificasse che la SARL non fatturasse interessi sui saldi debitori del conto corrente (cioè perché la società accettava che il sig. X le dovesse denaro senza interessi). La presunzione dell'articolo 109 non è stata quindi superata. La Corte conferma così una giurisprudenza costante: l'onere della prova grava pesantemente sul socio, e i documenti isolati non bastano.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete proprietario locatore (affittate beni tramite una SCI) a Mamers, e avete un conto corrente di socio creditore (la SCI vi deve denaro), dovete essere estremamente vigili. Immaginiamo che la vostra SCI vi debba 50.000 €. Senza giustificativi solidi, il fisco può riqualificare tale somma in reddito imponibile al 30% (aliquota marginale media), cioè 15.000 € di imposta supplementare. E se cedete le vostre quote, come il sig. X, la vigilanza deve raddoppiare: la prova del trasferimento del vostro credito all'acquirente non basta. Dovete anche dimostrare che la società cessionaria ha effettivamente contabilizzato il debito, e perché non vi richiede interessi. Per gli inquilini o acquirenti, questa decisione ha meno impatto diretto, ma se acquistate quote di una SCI, verificate lo stato dei conti correnti: un socio venditore potrebbe avere un accertamento fiscale che incide sul valore delle quote. Se siete in questa situazione, dovete: 1) conservare tutti i giustificativi dei vostri apporti e movimenti, 2) esigere un interesse sul vostro conto corrente se siete debitori (o giustificare l'assenza di interessi con un vantaggio equivalente), 3) in caso di cessione, far redigere una contabilità chiara da un esperto contabile.

Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso

  • Documentate ogni movimento sul vostro conto corrente: conservate gli estratti conto bancari, i contratti di prestito, le decisioni dell'assemblea generale. Tutto deve essere tracciabile.
  • Fissate un tasso di interesse sui saldi debitori: se siete debitori (dovete denaro alla SCI), un interesse al tasso legale o contrattuale evita la riqualificazione. Se siete creditori, fatturate un interesse alla SCI.
  • Fate approvare i conti annuali: l'assemblea generale deve approvare i conti, inclusi i conti correnti. Ciò costituisce una prova contabile solida.
  • In caso di cessione di quote, esigete una revisione contabile: chiedete all'esperto contabile di certificare il trattamento dei conti correnti nella società cessionaria. Non fidatevi solo degli atti di cessione.

Approfondimento: giurisprudenza co

Questions fréquentes

Qu'est-ce qu'un compte courant d'associé ?

C'est une dette ou une créance entre un associé et sa société. Si vous apportez de l'argent à la société sans augmenter le capital, ou si vous laissez des dividendes, cela s'inscrit à votre crédit. Si vous prélevez de l'argent, c'est un débit.

Puis-je être redressé si je ne touche pas d'intérêts sur mon compte courant créditeur ?

Oui, car l'absence d'intérêts peut être considérée comme un avantage occulte (un revenu distribué). Il faut justifier cette absence par un intérêt pour la société (par exemple, une trésorerie nécessaire).

Quels délais pour contester un redressement sur compte courant ?

Vous avez 30 jours pour répondre à la proposition de rectification, puis 2 mois pour saisir le tribunal administratif après la mise en recouvrement. En cas de rejet, vous pouvez faire appel dans les 2 mois.

Que faire si j'ai déjà cédé mes parts et que le fisc me réclame un impôt sur mon compte courant ?

Vous devez prouver que la créance a été transférée à l'acquéreur et que la société cessionnaire l'a comptabilisée. Sans cela, la présomption joue contre vous. Consultez un avocat fiscaliste rapidement.

Un simple relevé de compte courant suffit-il comme preuve ?

Non, la jurisprudence exige des documents comptables complets : grand livre, balance, comptes annuels approuvés. Un relevé isolé est insuffisant.

Informations juridiques

  • Numéro: 19-16.047
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 09 septembre 2020

Mots-clés

compte courant d'associéarticle 109 CGIprésomption de distributionredressement fiscalSCI

Cas d'usage pratiques

1

Associé d'une SCI avec compte courant créditeur

Vous êtes associé d'une SCI à La Ferté-Bernard. Votre SCI vous doit 40 000 € inscrits en compte courant. Vous n'avez pas facturé d'intérêts, et vous cédez vos parts à un tiers.

Application pratique:

Selon la jurisprudence, vous devez prouver le traitement comptable de cette créance chez le cessionnaire et justifier l'absence d'intérêts. Sans cela, le fisc peut requalifier les 40 000 € en revenu imposable. Conseils : faites approuver les comptes annuels, fixez un intérêt, et en cas de cession, exigez un audit comptable.

2

Associé débiteur sur son compte courant

Vous êtes associé d'une SARL à Mamers. Vous avez prélevé 30 000 € sur votre compte courant, sans remboursement ni intérêt.

Application pratique:

Le fisc peut considérer que ces prélèvements sont des revenus distribués. Vous devez démontrer qu'il s'agit d'une avance remboursable avec intérêts, ou que la société y a un intérêt. Un contrat de prêt et des remboursements réguliers sont essentiels.

3

Cessionnaire de parts sociales avec compte courant

Vous achetez les parts d'une SCI à La Ferté-Bernard. Le vendeur avait un compte courant créditeur de 50 000 € qui vous est délégué.

Application pratique:

Vous devez vous assurer que la comptabilité de la SCI enregistre correctement cette dette. Sinon, le fisc pourrait requalifier la somme en revenu pour le vendeur, ce qui pourrait affecter la valeur des parts. Exigez une comptabilité certifiée avant l'achat.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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