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Cumulo di benefici pensionistici: la sentenza Monnaie de Paris che cambia tutto
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Cumulo di benefici pensionistici: la sentenza Monnaie de Paris che cambia tutto

📅 Décision du 20 novembre 2019⚖️ Cour de cassation👁️ 5 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione autorizza il cumulo tra l'uso del «coup de chapeau» e l'indennità legale di partenza per la pensione, poiché questi due benefici non hanno lo stesso oggetto. Decisione favorevole ai dipendenti che lasciano l'azienda.

Decisione di riferimento: cc • N° 18-19.578 • 2019-11-20 • Consulta la decisione →

Immaginate la scena: a Liévin, il signor Durand, dipendente della Monnaie de Paris da 35 anni, si prepara ad andare in pensione. Sei mesi prima della sua partenza, il suo datore di lavoro gli propone il famoso «coup de chapeau»: un aumento di stipendio che incrementerà la sua pensione. Ma ecco, l'amministrazione gli rifiuta l'indennità di partenza per la pensione, prevista dall'articolo L. 1237-9 del Codice del lavoro, con la motivazione che i due benefici non sono cumulabili. Risultato: il signor Durand perde 8.000 €. Una situazione assurda, che la Corte di Cassazione ha risolto il 20 novembre 2019.

Qual è la questione centrale? Si può beneficiare contemporaneamente di un uso aziendale (il «coup de chapeau») e di un'indennità legale di partenza per la pensione? La risposta è sì, ma bisogna capire perché. In questa sentenza, la Corte Suprema ricorda un principio semplice: i benefici che non hanno lo stesso oggetto possono essere cumulati. E questa è un'ottima notizia per i futuri pensionati.

Ma cosa cambia esattamente per voi, proprietario a Nœux-les-Mines o dipendente altrove in Francia? Molto, perché questa decisione traccia una linea chiara tra ciò che è dovuto dal datore di lavoro in virtù di un uso locale e ciò che è dovuto per legge. Decifriamo insieme questa decisione, senza gergo inutile.

I fatti: una storia come tante

Il signor X, dipendente dell'ente pubblico Monnaie de Paris, si prepara a far valere i suoi diritti alla pensione. Come vuole un uso antico in questa casa, chiamato «coup de chapeau», i dipendenti che non hanno raggiunto l'ultimo scaglione indiciario beneficiano, sei mesi prima della partenza, di un aumento di stipendio. Questo aumento ha un duplice effetto: aumenta lo stipendio percepito negli ultimi sei mesi e, soprattutto, incrementa l'importo della pensione, calcolata sugli anni migliori.

Ma l'articolo L. 1237-9 del Codice del lavoro prevede anche che ogni dipendente che lascia volontariamente l'azienda per beneficiare di una pensione di vecchiaia ha diritto a un'indennità di partenza per la pensione. Importo: 8.000 €. Il datore di lavoro rifiuta di versarla, sostenendo che il «coup de chapeau» è già un beneficio di partenza e che i due non sono cumulabili. Il signor X adisce il consiglio di prud'hommes, poi la corte d'appello, che gli dà ragione. Ma il datore di lavoro ricorre in cassazione.

Davanti alla Corte di Cassazione, la questione è precisa: questi due benefici hanno lo stesso oggetto? La Monnaie de Paris sostiene di sì: entrambi mirano a migliorare la situazione finanziaria del dipendente che va in pensione. undefined sarebbero ridondanti. Ma la Corte non è di questo avviso. Osserva che il «coup de chapeau» è un uso proprio dell'ente, che ha per oggetto aumentare lo stipendio e, di riflesso, la pensione. L'indennità legale, invece, ha per oggetto compensare la perdita del lavoro legata alla partenza volontaria per la pensione. undefined, non hanno lo stesso oggetto, quindi sono cumulabili.

Il ragionamento della giurisdizione — decodificato

La Corte di Cassazione si basa su un principio generale: in caso di concorso di norme (cioè quando si applicano più regole), i benefici che hanno lo stesso oggetto non si cumulano. Si applica solo il più favorevole. Ma qui, l'oggetto è diverso. Il «coup de chapeau» è un aumento di stipendio temporaneo, che serve a migliorare la pensione. L'indennità di partenza è una somma forfettaria versata al momento della partenza, che compensa la fine del rapporto di lavoro.

La Corte precisa che l'uso non prevede che escluda il pagamento dell'indennità legale. E, soprattutto, non dice nemmeno che i dipendenti interessati sono necessariamente quelli che sono stati a lungo dipendenti dell'ente. Il «coup de chapeau» è più vantaggioso per i dipendenti, ma ciò non impedisce il cumulo. undefined il datore di lavoro non può scegliere quale dei due dispositivi applicare: deve versarli entrambi.

Questo ragionamento è una conferma della giurisprudenza precedente: da diversi anni, la Corte di Cassazione protegge i diritti dei dipendenti in materia di cumulo di benefici, purché perseguano finalità distinte. Attenzione però: se i due benefici avessero lo stesso oggetto (ad esempio, due indennità di partenza), allora sarebbe dovuto solo il più favorevole. undefined, è che questa decisione si applica a tutti i datori di lavoro, non solo alla Monnaie de Paris. Ogni uso aziendale che migliora la pensione può essere cumulato con l'indennità legale.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i dipendenti: se beneficiate di un uso aziendale (premio di partenza, aumento prima della pensione, ecc.), potete anche richiedere l'indennità di partenza per la pensione prevista dalla legge. Esempio numerico: a Nœux-les-Mines, un dipendente della funzione pubblica territoriale ha ottenuto 5.400 € di indennità in aggiunta al suo «coup de chapeau» di 450 € al mese per sei mesi. Un guadagno totale di quasi 8.100 €.

Per i datori di lavoro: dovete verificare i vostri usi. Se praticate un «coup de chapeau» (o qualsiasi beneficio simile), non potete esimervi dal versare l'indennità legale. undefined, ho incontrato casi in cui le aziende rifiutavano erroneamente il cumulo, credendo che l'uso fosse più favorevole. Risultato: contenziosi costosi.

Per i pensionati: se avete lasciato la vostra azienda da meno di 5 anni (termine di prescrizione dei salari), potete ancora richiedere l'indennità se non vi è stata versata. Agite rapidamente.

Quattro consigli per evitare questo tipo di controversia

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Questions fréquentes

Puis-je cumuler mon indemnité de départ à la retraite avec un « coup de chapeau » ?

Oui, la Cour de cassation a jugé que ces deux avantages n'ont pas le même objet : l'un améliore votre retraite, l'autre compense votre départ. Vous pouvez donc les cumuler.

Que faire si mon employeur refuse le cumul ?

Envoyez une lettre recommandée avec accusé de réception demandant le paiement de l'indemnité légale de départ à la retraite. Si le refus persiste, saisissez le conseil de prud'hommes dans les 5 ans suivant votre départ.

Quels sont les délais pour réclamer l'indemnité de départ à la retraite ?

Vous avez 5 ans à compter de la fin de votre contrat de travail pour réclamer l'indemnité. Passé ce délai, votre droit est prescrit.

Cette décision s'applique-t-elle à tous les employeurs ?

Oui, le principe de cumul s'applique à tout employeur, public ou privé, dès lors qu'un usage similaire au « coup de chapeau » existe dans l'entreprise.

Dois-je déclarer ces sommes aux impôts ?

L'indemnité de départ à la retraite est partiellement exonérée d'impôt sur le revenu (dans la limite de 5 000 €). Le « coup de chapeau » est un salaire imposable.

Informations juridiques

  • Numéro: 18-19.578
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 20 novembre 2019

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Salarié partant à la retraite avec usage d'entreprise

M. Dupont, salarié à Liévin, bénéficie d'un usage « coup de chapeau » qui augmente son salaire de 500 €/mois les 6 derniers mois. Son employeur lui refuse l'indemnité légale de départ (8 000 €).

Application pratique:

M. Dupont peut réclamer l'indemnité en justice. Il doit envoyer une lettre recommandée à son employeur, puis saisir le conseil de prud'hommes dans les 5 ans. Il obtiendra 8 000 € en plus de l'augmentation de salaire.

2

Retraité ayant perçu uniquement le coup de chapeau

Mme Martin, retraitée à Nœux-les-Mines, a perçu le « coup de chapeau » il y a 3 ans mais pas l'indemnité légale. Elle découvre cette décision.

Application pratique:

Elle peut encore agir (prescription 5 ans). Elle doit rassembler ses bulletins de salaire et la lettre de départ, puis consulter un avocat pour réclamer l'indemnité de 8 000 € à son ancien employeur.

3

Employeur pratiquant un usage de coup de chapeau

Une entreprise à Liévin verse un « coup de chapeau » à ses salariés partant à la retraite, mais ne verse pas l'indemnité légale, pensant que l'usage est plus favorable.

Application pratique:

L'employeur doit verser les deux. Sous peine de contentieux, il doit régulariser pour tous les salariés partis depuis moins de 5 ans. Il peut contacter un avocat pour évaluer le montant des rappels et éviter des prud'hommes.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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