Aller au contenu principal
Termine di coproprietà e diritto di prelazione urbano: la decorrenza fissata dalla Corte di cassazione
Droit-immobilier

Termine di coproprietà e diritto di prelazione urbano: la decorrenza fissata dalla Corte di cassazione

📅 Décision du 24 marzo 2016⚖️ Cour de cassation👁️ 11 vues📖 4 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che il termine di 10 anni per sottrarre un immobile al diritto di prelazione urbano decorre dalla pubblicazione dello stato descrittivo di divisione, e non dal regolamento di coproprietà. Una decisione che incide su proprietari e acquirenti a Parigi e in Île-de-France.

Decisione di riferimento: cc • N° 15-10.215 • 2016-03-24 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un appartamento a Évry, in un edificio diviso in lotti da più di dieci anni. Decidete di vendere e, all'improvviso, il comune oppone il suo diritto di prelazione urbano (DPU) — quel diritto che consente al municipio di acquistare prioritariamente un bene. Pensavate di essere tranquilli, perché il vostro edificio è in coproprietà da molto tempo. Ma la questione è: da quando decorre effettivamente il termine di 10 anni?

Questa domanda, sebbene tecnica, può sconvolgere una vendita. La Corte di cassazione vi ha risposto il 24 marzo 2016 con una decisione che ora fa giurisprudenza. Ha stabilito: il punto di partenza del termine di 10 anni di assoggettamento al regime di coproprietà, che consente di sfuggire a talune eccezioni al DPU, è la pubblicazione dello stato descrittivo di divisione (il documento che elenca ogni lotto e la sua quota di parti comuni), e non quella del regolamento di coproprietà. In parole povere, se solo lo stato descrittivo è stato pubblicato da 10 anni, l'edificio è considerato soggetto a coproprietà ai fini dell'applicazione del DPU.

Ma cosa cambia concretamente? E come evitare una controversia? Approfondiamo i dettagli di questa vicenda, che interessa ogni proprietario, acquirente o professionista immobiliare a Parigi, Évry e altrove.

I fatti: una storia come tante

Il signor X, proprietario di un lotto in un edificio situato a Parigi, decide di vendere il suo bene. L'edificio è diviso in lotti di coproprietà, ma solo lo stato descrittivo di divisione (il documento che descrive ogni lotto) è stato pubblicato presso il registro immobiliare da più di 10 anni. Il regolamento di coproprietà (che fissa le regole di convivenza) non è mai stato pubblicato, o almeno non da 10 anni. Il comune di Parigi esercita quindi il suo diritto di prelazione urbano sulla vendita, ritenendo che l'edificio non sia soggetto a coproprietà da abbastanza tempo per beneficiare dell'eccezione prevista dall'articolo L. 211-4 del codice dell'urbanistica.

Questo articolo prevede che il DPU non si applichi alle alienazioni (vendite) di lotti di coproprietà quando l'edificio è soggetto a tale regime da almeno 10 anni. Ma occorre provare questa anzianità. Nel caso di specie, il proprietario sosteneva che il termine dovesse decorrere dal regolamento di coproprietà, mentre il comune riteneva che solo lo stato descrittivo di divisione facesse fede. Il tribunale dà ragione al comune: il proprietario deve vendere alla città, a un prezzo spesso inferiore al mercato. Insoddisfatto, ricorre in Cassazione.

Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui proprietari a Évry o a Parigi si sono trovati in una situazione simile, senza sapere che la pubblicazione dello stato descrittivo di divisione fosse sufficiente. Alcuni hanno dovuto rinunciare alla vendita o accettare un prezzo inferiore. Questa vicenda illustra bene l'importanza delle formalità di pubblicazione.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione, nella sua sentenza del 24 marzo 2016 (n° 15-10.215), ha dovuto interpretare l'articolo L. 211-4 del codice dell'urbanistica (che fissa le eccezioni al diritto di prelazione urbano). Il testo dice che il DPU non si applica alle cessioni di lotti di coproprietà se l'edificio è soggetto a tale regime da almeno 10 anni. Ma qual è la data di nascita della coproprietà?

La Corte ha ricordato che, secondo l'articolo 1 della legge del 10 luglio 1965 (che regola la coproprietà), questa nasce dalla divisione dell'edificio in lotti, materializzata dallo stato descrittivo di divisione. Il regolamento di coproprietà, invece, fissa le regole di funzionamento ma non è costitutivo della coproprietà. In altre parole, non appena lo stato descrittivo è pubblicato, l'edificio è in coproprietà, anche se il regolamento non è ancora pubblicato.

Pertanto, il punto di partenza del termine di 10 anni è la pubblicazione dello stato descrittivo di divisione. Nel caso di specie, poiché questo era stato pubblicato da più di 10 anni, l'edificio era effettivamente soggetto a coproprietà da 10 anni, e la vendita sfuggiva al DPU. La Corte ha quindi dato ragione al proprietario, annullando la decisione precedente.

Questo ragionamento è una conferma della giurisprudenza anteriore: la Corte di cassazione si era già pronunciata in senso analogo (Civ. 3e, 13 gennaio 2010, n° 08-21.166). Non si tratta quindi di un revirement, ma di un chiarimento benvenuto. Attenzione però: la pubblicazione deve essere effettiva. Un semplice deposito presso il notaio non è sufficiente.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per un proprietario venditore: se vendete un lotto in un edificio il cui stato descrittivo di divisione è stato pubblicato da più di 10 anni, potete sfuggire al DPU, anche se il regolamento di coproprietà non è pubblicato. Esempio numerico: a Parigi, un appartamento di 50 m² stimato 500.000 € potrebbe essere prelazionato dalla città a un prezzo inferiore del 10-20% se il DPU si applica. Grazie a questa decisione, garantite la vostra vendita al prezzo di mercato.

Per un acquirente: dovete verificare la data di pubblicazione dello stato descrittivo di divisione. Se è anteriore a 10 anni, siete protetti contro una prelazione a sorpresa. Chiedete al vostro notaio di consultare

Questions fréquentes

Quel est le point de départ du délai de 10 ans pour échapper au droit de préemption urbain ?

Le point de départ est la publication de l'état descriptif de division au fichier immobilier, et non celle du règlement de copropriété, comme l'a rappelé la Cour de cassation le 24 mars 2016.

Que faire si l'état descriptif de division n'a jamais été publié ?

Il faut le faire publier par un notaire. Le délai de 10 ans commencera à courir à compter de cette publication. En attendant, le bien reste soumis au droit de préemption urbain.

Puis-je vendre mon lot de copropriété si l'état descriptif a été publié il y a 8 ans ?

Oui, mais le droit de préemption urbain s'applique car le délai de 10 ans n'est pas atteint. Vous devrez notifier la vente à la commune, qui pourra préempter.

Cette règle s'applique-t-elle partout en France ?

Oui, le droit de préemption urbain est un dispositif national. Cette décision de la Cour de cassation s'impose à toutes les juridictions françaises.

Un propriétaire à Évry est-il concerné par cette décision ?

Absolument. Comme à Paris ou ailleurs, les communes d'Évry peuvent exercer leur droit de préemption. Cette décision clarifie les règles applicables.

Informations juridiques

  • Numéro: 15-10.215
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 24 mars 2016

Mots-clés

droit de préemption urbaincopropriétéétat descriptif de divisionCour de cassationarticle L. 211-4 du code de l'urbanisme

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire vendeur à Paris : lot en copropriété depuis 12 ans

Vous vendez un appartement à Paris dans un immeuble dont l'état descriptif a été publié en 2004. Le règlement de copropriété n'a été publié qu'en 2015. La commune veut préempter, invoquant un délai de 10 ans insuffisant.

Application pratique:

Grâce à cette décision, vous pouvez démontrer que le délai court depuis 2004, soit 12 ans. Vous êtes donc exempté du DPU. Faites constater la date de publication par votre notaire et opposez-la à la commune.

2

Acquéreur d'un lot à Évry : vérifier l'état descriptif

Vous achetez un lot dans une copropriété récente à Évry. Le promoteur vous dit que l'immeuble est en copropriété depuis 5 ans, mais vous vous demandez si le DPU s'applique.

Application pratique:

Demandez à votre notaire de consulter le fichier immobilier pour connaître la date de publication de l'état descriptif. Si elle est inférieure à 10 ans, le DPU peut être exercé. Négociez une clause suspensive en conséquence.

3

Copropriétaire d'un immeuble ancien : régulariser la publication

Votre immeuble à Paris a été divisé en lots dans les années 1980, mais l'état descriptif n'a jamais été publié. Vous souhaitez vendre votre lot sans risque de préemption.

Application pratique:

Faites publier l'état descriptif dès maintenant. Le délai de 10 ans commencera à courir à compter de cette publication. En attendant, la vente sera soumise au DPU. Consultez un notaire pour les formalités.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

Prendre rendez-vous →

Avertissement: Les analyses présentées sur ce site sont fournies à titre informatif uniquement et ne constituent pas des conseils juridiques personnalisés. Pour une consultation adaptée à votre situation, contactez un avocat.

Articles similaires en Droit-immobilier

Voir tout →

Servitude de passage et tierce opposition : protéger son droit d'accès en copropriété

Un copropriétaire peut-il s'opposer à la suppression d'une servitude de passage qui profite à son lot, même si le syndicat accepte la fin de l'enclave ? La Cour de cassation répond oui, reconnaissant un intérêt distinct pour agir en tierce opposition.

23 juil. 2026Lire →

Enclave et servitude : quand le droit du travail ne crée pas de passage forcé

La Cour de cassation rappelle que l'état d'enclave d'un fonds ne peut résulter des obligations réglementaires imposées aux entreprises en matière d'issues et dégagements. Ainsi, un propriétaire ne peut exiger un passage sur le fonds voisin au seul motif que son bâtiment doit respecter des normes de sécurité incendie.

23 juil. 2026Lire →

Lorsque, faute de convention écrite ou dans le silence, le préavis s'impose

Lorsque, faute de convention écrite ou dans le silence de cette convention, les parties à un contrat de transport public routier de marchandises n'ont pas stipulé une durée de préavis de rupture, cette durée est fixée par un contrat-type approuvé par décret pris en application de l'article L. 1432-4 du code des transports. Les dispositions de l'article L. 442-6, I, 5°, devenu L. 442-1, II, du code de commerce ne trouvent alors pas à s'appliquer. Il en va de même lorsque la convention écrite renvoie expressément à la clause du contrat-type fixant une telle durée. Lorsque les parties ont conclu un contrat écrit stipulant la durée du préavis de rupture, les dispositions de l'article L. 442-1, II, du code de commerce sont applicables. Dans cette hypothèse, l'auteur de la rupture qui a consenti à son partenaire un délai de préavis au moins égal à celui prévu au contrat-type dans sa version en vigueur à la date de la notification de la rupture, ne saurait voir sa responsabilité engagée sur le fondement de ce texte

23 juil. 2026Lire →

Explorez plus d'analyses juridiques en droit droit-immobilier

Tous les articles Droit-immobilier
★★★★★4.9/5 — Avis Google

Avvocato Maître Zakine, Dottore in Giurisprudenza

Consulenze telefoniche e in videochiamata — Appuntamenti rapidi

Prenota un appuntamento
1ª Consulenza 30 Minuti - 45€

🔒 Confidentiel • Sans engagement • Réponse rapide