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Delegato sindacale: un sindacato può designare un candidato di un'altra lista senza proporlo a tutti gli eletti al 10%?
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Delegato sindacale: un sindacato può designare un candidato di un'altra lista senza proporlo a tutti gli eletti al 10%?

📅 Décision du 27 febbraio 2013⚖️ Cour de cassation👁️ 19 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione precisa che un sindacato può designare come delegato sindacale un lavoratore che ha ottenuto il 10% dei voti su un'altra lista, senza dover proporre tale mandato a tutti i candidati che raggiungono tale soglia. Decisione del 27 febbraio 2013 (n. 12-17.221).

Decisione di riferimento : cc • N° 12-17.221 • 2013-02-27 • Consulta la decisione →

Immaginate un'agenzia France Télécom a Montauban. Un sindacato, diciamo il Sindacato A, ha appena designato un delegato sindacale. Ma ecco: questo delegato non è stato scelto tra i propri candidati che hanno ottenuto il 10% dei voti alle ultime elezioni professionali. È stato reclutato da un'altra lista sindacale. Un altro sindacato contesta: «Dovete prima proporre il posto a tutti i candidati che hanno ottenuto il 10%, di tutte le liste!»

Questa questione, che può sembrare tecnica, tocca il cuore della libertà sindacale e della rappresentatività. Il tribunale d'istruzione aveva dato ragione al contestatore, ma la Corte di Cassazione ha detto no. Perché? Perché la legge non impone un tale obbligo di «prospezione» prima della designazione.

Questa decisione, resa il 27 febbraio 2013 (ricorso n. 12-17.221), chiarisce le regole di designazione del delegato sindacale nelle imprese con almeno 50 dipendenti. Analizziamola insieme, come se fossimo davanti a un caffè a Moissac.

I fatti: una storia come tante

In questa vicenda, la società France Télécom (oggi Orange) aveva una sede secondaria a Parigi, l'«agence distribution Portes de Paris». Diversi sindacati erano presenti. Durante le elezioni professionali, candidati di diverse liste avevano ottenuto almeno il 10% dei suffragi espressi al primo turno.

Il Sindacato A (anonimo nella decisione, ma chiamiamolo Sindacato degli Indipendenti) ha designato un delegato sindacale: il Sig. Y... Ora, il Sig. Y... non era candidato sulla lista del Sindacato A, ma su quella di un altro sindacato, il Sindacato B. Aveva personalmente raccolto più del 10% dei voti.

Il Sindacato B ha adito il tribunale d'istruzione per far annullare tale designazione. Il suo argomento: l'articolo L. 2143-3 del Codice del lavoro impone di scegliere il delegato sindacale «in via prioritaria tra i candidati che hanno raccolto almeno il 10% dei suffragi espressi al primo turno delle ultime elezioni professionali». Secondo il Sindacato B, questa priorità significa che il Sindacato A doveva prima proporre il posto a tutti i candidati che soddisfano tale criterio, di tutte le liste, prima di designare qualcuno. E poiché non lo aveva fatto, la designazione era nulla.

Il tribunale d'istruzione ha seguito questo argomento. Ha annullato la designazione del Sig. Y..., ritenendo che la rappresentatività personale (il punteggio del 10%) prevalga sull'appartenenza sindacale. Il Sindacato A ha quindi proposto ricorso per cassazione.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza del tribunale d'istruzione. Il suo ragionamento si condensa in poche righe, ma è ricco di insegnamenti.

Il fondamento legale: l'articolo L. 2143-3 del Codice del lavoro, nella versione allora in vigore, dispone: «Ogni organizzazione sindacale rappresentativa nell'impresa o nello stabilimento di cinquanta o più dipendenti, che costituisce una sezione sindacale, ha il diritto di designare un delegato sindacale. La scelta del delegato sindacale è effettuata in via prioritaria tra i candidati che hanno raccolto almeno il 10% dei suffragi espressi al primo turno delle ultime elezioni professionali.»

Volgarizziamo: la legge dice che un sindacato rappresentativo può designare un delegato sindacale. E deve, in via prioritaria, sceglierlo tra i lavoratori che hanno ottenuto almeno il 10% dei voti alle elezioni. Ma questa «priorità» non significa che debba proporre il posto a tutti gli eletti al 10% prima di designare qualcun altro.

La Corte spiega che l'obbligo di scegliere in via prioritaria tra i candidati al 10% «non ha per oggetto o per effetto di privare tale organizzazione sindacale del diritto di disporre di un rappresentante purché abbia presentato candidati a tali elezioni nel perimetro di designazione». In altre parole, fintanto che il sindacato ha presentato candidati (anche se non hanno raggiunto il 10%), può designare un delegato sindacale, inclusa una persona che non era sulla sua lista ma che ha ottenuto il 10% su un'altra lista.

La Corte precisa addirittura che «se non è escluso che un sindacato possa designare un lavoratore candidato sulla lista di un altro sindacato, che ha ottenuto almeno il 10% dei voti e che lo accetta liberamente, l'articolo L. 2143-3 del codice del lavoro non esige dall'organizzazione sindacale che essa proponga, preliminarmente alla designazione di un delegato sindacale in applicazione del comma 2 dell'articolo precitato, all'insieme dei candidati che hanno ottenuto almeno il 10%, di tutte le liste sindacali, di essere designati delegati sindacali».

Questa è una conferma della libertà di scelta del sindacato, nel limite del rispetto della volontà del lavoratore designato (che deve accettare). Il tribunale d'istruzione aveva imposto un obbligo che la legge non prevede.

Cosa cambia per voi — concretamente

Questa decisione ha implicazioni pratiche per i sindacati, i lavoratori e i datori di lavoro.

Per i sindacati: potete designare un delegato sindacale al di fuori dei vostri candidati, a condizione che questa persona abbia ottenuto almeno il 10% dei voti (su qualsiasi lista) e che accetti. Inutile fare un «bando» a tutti i candidati al 10%. Conservate un margine di manovra per trovare la persona più competente o più motivata.

Per i lavoratori: se avete ottenuto il 10% dei voti su una lista sindacale, potete essere contattati da un altro sindacato per diventare delegato sindacale. Siete liberi di accettare o rifiutare. Attenzione: accettare può avere conseguenze (distacco sindacale, credito di ore, ecc.).

Questions fréquentes

Un syndicat peut-il désigner un délégué syndical qui n'a pas été candidat sur sa liste ?

Oui, à condition que ce salarié ait obtenu au moins 10 % des suffrages exprimés au premier tour des dernières élections professionnelles, sur n'importe quelle liste, et qu'il accepte le mandat.

Le syndicat doit-il proposer le poste à tous les candidats ayant 10 % avant de désigner quelqu'un ?

Non, la Cour de cassation a jugé que l'article L. 2143-3 du Code du travail n'impose pas une telle obligation de prospection préalable.

Quels sont les délais pour contester la désignation d'un délégué syndical ?

La contestation doit être portée devant le tribunal d'instance dans les 15 jours suivant la notification de la désignation.

Un salarié non syndiqué peut-il être désigné délégué syndical ?

Oui, la loi n'exige pas l'adhésion au syndicat. Le salarié doit simplement accepter le mandat.

Que faire si aucun candidat n'a obtenu 10 % des voix ?

Le syndicat peut alors désigner librement tout salarié de l'entreprise ou de l'établissement, sans condition de score électoral.

Informations juridiques

  • Numéro: 12-17.221
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 27 février 2013

Mots-clés

délégué syndicaldésignationreprésentativité syndicaleélections professionnellesCour de cassation

Cas d'usage pratiques

1

Syndicat souhaitant désigner un salarié d'une autre liste

Un syndicat représentatif dans une entreprise de 80 salariés à Montauban veut désigner comme délégué syndical un salarié qui a obtenu 12 % des voix sur une liste concurrente. Le syndicat craint que cette désignation soit contestée.

Application pratique:

La décision de 2013 permet cette désignation, à condition que le salarié accepte. Le syndicat doit obtenir un écrit d'acceptation et notifier la désignation à l'employeur. Aucune obligation de proposer le poste à d'autres candidats à 10 %.

2

Employeur contestant une désignation pour défaut de priorité

Un employeur à Moissac reçoit une notification de désignation d'un délégué syndical. Il constate que le délégué n'appartient pas au syndicat désignateur et pense que la désignation est irrégulière.

Application pratique:

L'employeur ne peut pas contester sur ce seul motif. La désignation est valide si le délégué a obtenu 10 % des voix et a accepté. L'employeur doit vérifier ces deux points avant d'engager une action.

3

Syndicat ayant présenté des candidats sans atteindre 10 % individuellement

Un syndicat a présenté une liste qui a recueilli 15 % des voix, mais aucun de ses candidats n'a obtenu 10 % individuellement. Il souhaite désigner un délégué syndical.

Application pratique:

Le syndicat peut désigner un salarié d'une autre liste ayant obtenu 10 % (avec son accord) ou, à défaut, tout salarié de l'entreprise. Il n'est pas obligé de choisir parmi ses propres candidats.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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