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Espropriazione: l'espulsione del locatario impossibile se l'indennità non è pagata
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Espropriazione: l'espulsione del locatario impossibile se l'indennità non è pagata

📅 Décision du 16 dicembre 1966⚖️ Cour de cassation👁️ 20 vues📖 5 min de lecture

Un proprietario espropriato può opporsi all'espulsione del suo locatario finché l'indennità di espropriazione non gli è stata versata o depositata. La Corte di cassazione (1re civ., 16 dicembre 1966) protegge così il diritto di godimento del proprietario anche dopo l'ordinanza di espropriazione.

Decisione di riferimento : cc • N° 65-14.078 • 1966-12-16 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un immobile a Mauguio, locato a un commerciante. Un bel giorno, il comune vi notifica un'ordinanza di espropriazione (decisione giudiziaria che trasferisce la proprietà all'espropriante). Il locatario deve andarsene. Ma l'indennità che il comune vi deve non è ancora stata versata. Vi chiedete: «Posso impedire l'espulsione finché non sono stato pagato?» La risposta è sì, ed è stata stabilita dal 1966 dalla Corte di cassazione.

Questa decisione, spesso poco conosciuta, è un'arma formidabile per i proprietari espropriati. Ricorda che il diritto di proprietà non si estingue automaticamente con l'ordinanza di espropriazione: il proprietario conserva un diritto di godimento (diritto di utilizzare e far utilizzare il proprio bene) finché l'indennità non è effettiva. In parole povere, l'espropriante non può espellere il locatario senza aver preventivamente pagato o depositato (presso la Caisse des dépôts) l'indennità dovuta al proprietario.

Ma cosa cambia esattamente per voi? E come reagire se siete interessati? Immergiamoci in questa vicenda tipica della regione di Montpellier, dove un proprietario di Béziers ha visto il suo immobile oggetto di una procedura di espropriazione per un progetto di urbanistica.

I fatti: una storia come tante

Il Sig. Dupont (nome fittizio), proprietario di un immobile a Béziers, loca un locale commerciale alla società Thouery. La città di Parigi (nel caso originale, ma trasponiamo a Montpellier) ottiene un'ordinanza di espropriazione (decisione del giudice dell'espropriazione) per realizzare un intervento urbano. L'ordinanza trasferisce la proprietà alla città. Questa avvia quindi una procedura di espulsione contro il locatario, la società Thouery, per liberare i locali.

Ma ecco: la città non ha ancora versato l'indennità di espropriazione al Sig. Dupont. Questi interviene nella procedura di espulsione per opporvisi. Sostiene che finché non è stato indennizzato, conserva il godimento del suo bene, e quindi può opporsi all'espulsione del suo locatario. Il tribunale di grande istanza (TGI) gli dà ragione: rifiuta di ordinare l'espulsione. La città fa appello, poi ricorre in cassazione.

La Corte di cassazione, con la sua sentenza del 16 dicembre 1966, respinge il ricorso della città. Conferma che il proprietario espropriato ha interesse a intervenire nel giudizio di espulsione intentato contro il locatario, qualora l'espropriante non dimostri di aver pagato o depositato l'indennità. In altre parole, l'espulsione non può essere pronunciata senza che il proprietario sia stato soddisfatto. Questa soluzione, resa sotto l'impero del vecchio articolo 545 del Codice civile (oggi codificato all'articolo L. 12-1 del Codice dell'espropriazione), rimane attuale.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

I giudici della Corte di cassazione si basano sul principio secondo cui l'espropriazione (trasferimento forzato della proprietà per causa di pubblica utilità) non priva il proprietario del suo diritto se non a condizione che l'indennità sia preventivamente versata o depositata. È il cosiddetto principio del pagamento preventivo, garantito dall'articolo 17 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 (secondo cui «nessuno può essere privato della sua proprietà se non quando la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga evidentemente, e a condizione di una giusta e preventiva indennità»).

La città di Parigi sosteneva che l'ordinanza di espropriazione aveva estinto il vincolo giuridico tra il proprietario e il locatario, e che quindi solo l'espropriante aveva legittimazione ad agire per l'espulsione. Ma la Corte di cassazione respinge questo argomento: finché l'indennità non è pagata, il proprietario conserva un diritto di godimento sul suo bene, e tale diritto include quello di opporsi all'espulsione del suo locatario. Nel caso di specie, la città aveva sì depositato una parte dell'indennità (385.000 franchi), ma non la totalità, e non dimostrava il pagamento integrale. La Corte ne deduce che il proprietario aveva ancora interesse a intervenire per proteggere il suo diritto di godimento.

Attenzione però: questa soluzione non significa che il locatario possa rimanere indefinitamente. Non appena l'indennità è pagata o depositata, l'espropriante può liberamente proseguire l'espulsione. Ma finché non è fatto, il proprietario può bloccare la procedura. Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui l'espropriante tentava di espellere il locatario prima di aver indennizzato il proprietario, per accelerare i lavori. Questa decisione lo impedisce.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i proprietari locatori: se il vostro bene è espropriato, avete il diritto di opporvi all'espulsione del vostro locatario finché non avete ricevuto l'intera indennità. Questo vi dà una leva per ottenere il pagamento rapido dell'indennità. Esempio numerico: a Béziers, un immobile da reddito espropriato per 300.000 €. Se l'espropriante tenta di espellere il locatario prima di versarvi l'indennità, potete adire il giudice

Questions fréquentes

Puis-je empêcher l'expulsion de mon locataire si je n'ai pas reçu l'indemnité d'expropriation ?

Oui, vous pouvez intervenir dans la procédure d'expulsion et demander au juge de rejeter la demande de l'expropriant tant que l'indemnité ne vous a pas été payée ou consignée. C'est ce qu'a reconnu la Cour de cassation dans son arrêt du 16 décembre 1966.

Que faire si l'expropriant veut expulser mon locataire avant de m'avoir payé ?

Vous devez immédiatement contacter un avocat pour intervenir dans la procédure. Vous pouvez soulever l'exception de paiement préalable et demander le sursis à statuer. En pratique, le juge suspendra l'expulsion jusqu'à ce que l'indemnité soit versée.

Quels sont les délais pour percevoir l'indemnité d'expropriation ?

L'indemnité doit être payée ou consignée dès que le montant est fixé, généralement par le juge de l'expropriation. Si l'expropriant tarde, vous pouvez saisir le juge pour obtenir le paiement sous astreinte. En l'absence de paiement, vous conservez la jouissance du bien.

La consignation de l'indemnité permet-elle d'expulser le locataire ?

Oui, dès que l'expropriant a consigné l'intégralité de l'indemnité auprès de la Caisse des dépôts et consignations, le propriétaire est réputé désintéressé, et l'expropriant peut librement poursuivre l'expulsion du locataire.

Cette jurisprudence s'applique-t-elle à toutes les expropriations ?

Oui, ce principe est général. Il découle de l'article 17 de la Déclaration des droits de l'homme et du citoyen et est codifié à l'article L. 12-1 du Code de l'expropriation. Il s'applique à toute expropriation pour cause d'utilité publique, quel que soit l'expropriant (État, collectivité, etc.).

Informations juridiques

  • Numéro: 65-14.078
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 16 décembre 1966

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Mauguio : locataire menacé d'expulsion

M. Martin, propriétaire d'un immeuble à Mauguio, apprend que la commune veut expulser son locataire pour réaliser un projet d'aménagement. L'indemnité d'expropriation de 250 000 € ne lui a pas encore été versée.

Application pratique:

M. Martin peut intervenir dans la procédure d'expulsion pour s'y opposer. Il doit fournir la preuve que l'indemnité n'a pas été payée. Le juge suspendra l'expulsion jusqu'au paiement. En pratique, cela peut prendre plusieurs mois, ce qui donne le temps à M. Martin de négocier le montant ou d'obtenir le paiement.

2

Expropriant (ville de Béziers) : comment procéder pour expulser rapidement

La ville de Béziers exproprie un immeuble pour construire une école. Elle veut expulser le locataire commercial pour libérer les lieux dans les 3 mois.

Application pratique:

Avant d'engager l'expulsion, la ville doit payer ou consigner l'indemnité au propriétaire. Si elle le fait, l'expulsion peut être demandée sans opposition possible du propriétaire. Sinon, le propriétaire peut bloquer la procédure, ce qui retarde le projet.

3

Locataire à Nîmes : contestation d'un congé pour expropriation

Mme Durand, locataire d'un appartement à Nîmes, reçoit un congé pour expropriation. Elle craint de devoir partir rapidement sans solution de relogement.

Application pratique:

Mme Durand peut vérifier auprès du propriétaire si l'indemnité a été payée. Si ce n'est pas le cas, elle peut contester l'expulsion et rester dans les lieux jusqu'au paiement. Cela lui donne un délai supplémentaire pour trouver un nouveau logement.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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