Contesto normativo: la legge del 24 gennaio 2022 relativa alla responsabilità penale e alla sicurezza interna
La lotta contro i traffici di stupefacenti negli alloggi sociali ha conosciuto un'accelerazione significativa con la legge n. 2022-52 del 24 gennaio 2022, detta «legge narcotraffico». Questo testo, entrato in vigore il 26 gennaio 2022, ha modificato diverse disposizioni del codice dell'edilizia e dell'abitazione (CCH) e del codice di procedura penale, al fine di rafforzare gli strumenti a disposizione dei locatori sociali e delle autorità giudiziarie per provocare l'espulsione degli inquilini coinvolti in attività di traffico di stupefacenti.
A luglio 2026, l'applicazione di questa legge è oggetto di una giurisprudenza costante, e i professionisti devono padroneggiare le condizioni di attuazione, le vie di ricorso e le implicazioni procedurali.
Analisi dei testi: i fondamenti giuridici dell'espulsione
L'articolo L. 442-6 del CCH, inserito dalla legge del 24 gennaio 2022, dispone ora che «il locatore può chiedere la risoluzione del contratto di locazione e l'espulsione dell'inquilino quando questi, o qualsiasi persona che vive abitualmente con lui, si dedica ad attività di traffico di stupefacenti nell'alloggio o nelle sue dipendenze, o ne utilizza gli accessi a tal fine». Questa disposizione si applica a tutti i contratti di locazione in corso, senza distinzione di data di conclusione.
Il testo non richiede una condanna penale definitiva: è sufficiente che il locatore fornisca elementi sufficientemente gravi e concordanti che stabiliscano la realtà del traffico. La prova può basarsi su verbali di ufficiale giudiziario, processi verbali di polizia, testimonianze o rapporti di vicinato. Tuttavia, la giurisprudenza richiede che questi elementi siano precisi, gravi e concordanti.
Inoltre, l'articolo 706-73-1 del codice di procedura penale, inserito dalla stessa legge, consente al giudice del procedimento sommario penale di ordinare la sospensione del contratto di locazione e l'espulsione provvisoria nell'ambito di un'informazione giudiziaria per traffico di stupefacenti. Questa procedura, distinta dalla via civile, offre una particolare celerità: il giudice decide entro otto giorni dalla sua richiesta.
Questioni pratiche: procedura, prova e diritti della difesa
L'attuazione dell'espulsione per traffico di stupefacenti solleva diverse difficoltà pratiche.
- Onere della prova: Il locatore deve dimostrare l'esistenza del traffico. Non può basarsi su sospetti o voci. La produzione di un processo verbale di polizia che attesti un sequestro di stupefacenti o un fermo è generalmente considerata sufficiente, a condizione che l'inquilino sia stato messo in condizione di contraddirla.
- Rispetto del contraddittorio: L'inquilino deve essere convocato all'udienza e può presentare le sue osservazioni. Si applica la procedura civile di diritto comune (articoli 834 e seguenti del codice di procedura civile).
- Termini di espulsione: In caso di risoluzione giudiziale, il giudice può concedere un termine di grazia in applicazione dell'articolo L. 412-1 del codice delle procedure civili di esecuzione, ma la giurisprudenza tende a rifiutarlo in presenza di un turbamento dell'ordine pubblico caratterizzato.
- Ricorsi: La decisione di espulsione può essere impugnata con appello nel termine di diritto comune (un mese). L'appello non è sospensivo, salvo che il primo presidente della corte d'appello disponga diversamente.
Prospettive: evoluzioni legislative e giurisprudenziali
A luglio 2026, diversi progetti di riforma sono in discussione al Parlamento. Essi mirano in particolare a semplificare le procedure di espulsione per i locatori sociali in caso di traffico di stupefacenti, ma sollevano questioni costituzionali riguardo al diritto all'abitazione e al rispetto del contraddittorio.
Sul piano giurisprudenziale, la Corte di cassazione dovrebbe essere chiamata a precisare la nozione di «persona che vive abitualmente con l'inquilino» (articolo L. 442-6 CCH). La questione si pone in particolare per gli ospiti temporanei o i subconduttori. Inoltre, il cumulo delle procedure civile e penale continua a suscitare dibattiti: il locatore può agire simultaneamente su entrambi i fondamenti? La risposta è positiva, ma il giudice civile può sospendere la decisione in attesa dell'esito del procedimento penale.
Conclusione
L'espulsione dell'inquilino di un alloggio sociale per traffico di stupefacenti è ormai uno strumento efficace, ma strettamente regolamentato. I professionisti devono vigilare sulla rigorosa costituzione della prova e sul rispetto dei diritti della difesa. L'evoluzione legislativa futura potrebbe rafforzare ulteriormente la reattività dei locatori, ma a costo di un delicato equilibrio con i diritti fondamentali.

