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Licenziamento abusivo: il datore di lavoro rimborsa anche se il dipendente crea la propria società
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Licenziamento abusivo: il datore di lavoro rimborsa anche se il dipendente crea la propria società

📅 Décision du 11 ottobre 1989⚖️ Cour de cassation👁️ 13 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione ricorda che il datore di lavoro che licenzia senza giusta causa deve rimborsare all'ASSEDIC le indennità di disoccupazione versate al dipendente, anche se quest'ultimo crea successivamente la propria impresa.

Decisione di riferimento : cc • N° 86-42.346 • 1989-10-11 • Consulta la decisione →

Immaginate un commerciante a Cluses, in Alta Savoia, che licenzia un dipendente per un motivo che ritiene valido. Qualche mese dopo, l'ex dipendente, disoccupato, decide di creare la sua microimpresa. Il commerciante pensa di aver chiuso la faccenda. Ma ecco che l'ASSEDIC (oggi Pôle emploi) gli chiede il rimborso di tutte le indennità di disoccupazione versate. Si può davvero chiedergli di pagare, mentre il dipendente si è rimesso in gioco?

A questa domanda, la Corte di Cassazione ha risposto l'11 ottobre 1989, con una sentenza che fa ancora giurisprudenza. In sostanza, i giudici hanno detto: sì, il datore di lavoro deve rimborsare, e ciò dal giorno del licenziamento fino alla sentenza, anche se il dipendente ha creato la propria impresa. Una decisione che ha pesanti conseguenze finanziarie e che merita di essere approfondita.

Che siate imprenditori a Sallanches o dipendenti licenziati in tutta la Francia, questa sentenza vi riguarda. Vi spiegherò perché e, soprattutto, come evitare di trovarvi in questa situazione.

I fatti: una storia come tante

Il Sig. X è dipendente della società SIPS, un'azienda con sede a Lilla. Nel 1985, il suo datore di lavoro lo licenzia. Il Sig. X contesta il licenziamento dinanzi al consiglio di prud'hommes. Nell'attesa, è disoccupato e percepisce le indennità dell'ASSEDIC (l'assicurazione contro la disoccupazione).

Parallelamente, il Sig. X non resta con le mani in mano: crea la propria impresa. Diventa il suo stesso capo. L'ASSEDIC continua a versargli indennità, poiché la creazione d'impresa non interrompe sempre l'erogazione delle prestazioni (era previsto dall'articolo L. 351-22 del Codice del lavoro, nella versione del 1980).

Davanti ai prud'hommes, il datore di lavoro viene condannato per licenziamento senza giusta causa. L'ASSEDIC chiede quindi il rimborso di tutte le indennità versate al Sig. X, pari a 15.258,15 franchi (circa 2.325 euro oggi). La corte d'appello di Douai accoglie solo parzialmente la richiesta: limita il rimborso al periodo precedente la creazione dell'impresa. L'ASSEDIC ricorre in cassazione, sostenendo che il rimborso deve coprire l'intero periodo, dal licenziamento alla sentenza.

Il feuilleton giudiziario si conclude davanti alla Corte di Cassazione, che dà ragione all'ASSEDIC. La sentenza della corte d'appello viene cassata e la causa viene rinviata ad un'altra corte d'appello.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La questione giuridica è la seguente: l'articolo L. 122-14-4 del Codice del lavoro (che consente al giudice di condannare il datore di lavoro al rimborso delle indennità di disoccupazione) deve applicarsi a tutti i periodi di indennizzo, compresi quelli successivi alla creazione dell'impresa?

La Corte di Cassazione risponde affermativamente, basandosi su due testi. Innanzitutto, l'articolo L. 122-14-4, che dispone che il giudice può ordinare il rimborso da parte del datore di lavoro delle indennità di disoccupazione versate al dipendente licenziato senza giusta causa, entro il limite di sei mesi di indennità. In secondo luogo, l'articolo L. 351-22, che prevede il mantenimento delle indennità di disoccupazione in caso di creazione d'impresa, a determinate condizioni.

Il ragionamento è ineccepibile: la legge non fa distinzione in base al fatto che il dipendente abbia o meno creato un'impresa. Fintanto che l'ASSEDIC ha versato indennità, il datore di lavoro inadempiente deve rimborsarle. Quello che pochi sanno è che questo rimborso può essere ordinato d'ufficio dal giudice, senza che l'ASSEDIC ne faccia richiesta (anche se in pratica lo fa spesso).

In parole povere, il datore di lavoro non può trincerarsi dietro l'iniziativa del dipendente per sottrarsi al proprio obbligo. Il licenziamento ingiustificato è la causa diretta del danno subito dall'assicurazione contro la disoccupazione, e tale danno perdura fino al giorno in cui il giudice si pronuncia.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete datori di lavoro a Cluses, questa decisione vi ricorda che licenziare senza un valido motivo può costarvi caro, molto caro. Oltre ai danni e interessi versati al dipendente, dovrete rimborsare a Pôle emploi tutte le indennità di disoccupazione versate, potenzialmente per diversi mesi. Ad esempio, per un dipendente disoccupato per 6 mesi con un'indennità di 1.200 € al mese, il conto per il datore di lavoro può arrivare a 7.200 €, in aggiunta alle indennità prud'homales.

Se siete dipendenti, questa decisione vi protegge: garantisce che il datore di lavoro inadempiente non approfitti della vostra riconversione per sottrarsi alle proprie responsabilità. Anche se create la vostra impresa, il datore di lavoro dovrà rimborsare quanto versato dall'assicurazione contro la disoccupazione. Attenzione però: dovete comunque contestare il licenziamento entro i termini (12 mesi dalla notifica).

Se siete creatori d'impresa a Sallanches, sappiate che il vostro progetto non vi fa perdere il beneficio delle indennità di disoccupazione, ma non esonera il vostro ex datore di lavoro. Potete quindi cumulare la vostra nuova attività e un'azione legale contro di lui.

Nella mia pratica, ho incontrato casi in cui il datore di lavoro, credendo che la creazione d'impresa ponesse fine ai suoi obblighi, si rifiutava di rimborsare l'ASSEDIC. Risultato: un procedimento aggiuntivo, spese legali e, alla fine, una condanna aggravata. Meglio prevenire.

Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso

  • Prima di licenziare, verificate il motivo: Un licenziamento per motivo personale deve basarsi su una causa reale e seria (colpa del dipendente, insufficienza professionale, ecc.)

Questions fréquentes

Puis-je contester le remboursement demandé par Pôle emploi ?

Oui, devant le juge prud'homal, mais il faut démontrer que le licenciement était justifié ou que le montant est erroné. En pratique, c'est difficile si le licenciement a été jugé sans cause.

Que faire si mon employeur ne rembourse pas Pôle emploi ?

En tant que salarié, vous n'êtes pas directement concerné. Mais informez Pôle emploi de la procédure pour qu'il puisse réclamer le remboursement. Vous pouvez aussi demander au juge d'ordonner ce remboursement.

Y a-t-il un délai pour que Pôle emploi réclame le remboursement ?

Oui, l'action se prescrit par 2 ans à compter du jugement reconnaissant le licenciement sans cause. Passé ce délai, la demande est irrecevable.

Le remboursement est-il automatique ?

Non, le juge peut décider de ne pas l'ordonner, par exemple si l'employeur est de bonne foi ou si le salarié a retrouvé rapidement un emploi. Mais c'est souvent ordonné.

Puis-je négocier un échéancier avec Pôle emploi ?

Oui, vous pouvez demander un plan de remboursement échelonné en contactant le service contentieux de Pôle emploi.

Informations juridiques

  • Numéro: 86-42.346
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 11 octobre 1989

Mots-clés

licenciement sans cause réelle et sérieuseremboursement indemnités chômageASSEDICcréation entrepriseCour de cassation 1989

Cas d'usage pratiques

1

Employeur à Cluses licencie un salarié sans motif valable

Un commerçant à Cluses licencie un vendeur pour insuffisance professionnelle non prouvée. Le salarié crée sa micro-entreprise et perçoit des allocations chômage pendant 8 mois (1 000 €/mois).

Application pratique:

L'employeur devra rembourser 6 mois d'indemnités (maximum légal) soit 6 000 € à Pôle emploi, en plus des dommages-intérêts au salarié. Il doit provisionner cette somme dès la procédure.

2

Salarié à Sallanches licencié crée son auto-entreprise

Un employé de station de ski à Sallanches est licencié sans cause réelle. Il crée son entreprise de location de matériel et perçoit l'ARE pendant 5 mois (1 200 €/mois).

Application pratique:

Le salarié peut cumuler son activité et les allocations. L'employeur devra rembourser 6 000 € à Pôle emploi. Le salarié doit agir dans les 12 mois du licenciement.

3

Repreneur d'entreprise à Cluses hérite d'un licenciement litigieux

Un entrepreneur rachète une société à Cluses. L'ancien gérant avait licencié un salarié sans motif. Pôle emploi réclame le remboursement au nouvel employeur.

Application pratique:

En cas de cession, le nouvel employeur peut être tenu solidaire. Il doit vérifier les contentieux en cours avant la reprise et négocier une garantie de passif.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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