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Inviolabilità parlamentare: quando la giustizia non può controllare il Senato
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Inviolabilità parlamentare: quando la giustizia non può controllare il Senato

📅 Décision du 15 marzo 2016⚖️ Cour de cassation👁️ 10 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione conferma che la procedura di revoca dell'inviolabilità di un senatore sfugge al controllo del giudice penale, anche alla luce della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Spiegazioni e conseguenze concrete.

Decisione di riferimento : cc • N° 15-85.362 • 2016-03-15 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un appartamento a Saint-Germain-en-Laye, e il vostro inquilino, eletto locale, beneficia di un'immunità che vi impedisce di ottenere giustizia per danni ripetuti. Vi dite: "Ma come è possibile? La giustizia non è forse uguale per tutti?" Questa domanda, un senatore coinvolto in un caso di corruzione se l'è posta anche lui, ma da un'angolazione diversa: quella dell'inviolabilità parlamentare. Cosa succede quando un parlamentare è accusato penalmente? Chi può revocare questa protezione, e secondo quali regole? La decisione del 15 marzo 2016 della Corte di cassazione (sezione penale) fornisce una risposta di principio: la procedura di revoca dell'inviolabilità dinanzi all'Ufficio di Presidenza del Senato è un atto politico, insuscettibile di essere controllato dal giudice ordinario, anche alla luce della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU). In altre parole, il giudice penale non può valutare se tale procedura sia stata equa o meno. Analisi.

I fatti: una storia come tante

Il Sig. X, senatore, è sospettato di aver ricevuto vantaggi indebiti da un gruppo industriale specializzato in case modulari. L'indagine penale, aperta per corruzione (art. 432-11 del Codice penale: il fatto di sollecitare o accettare offerte o promesse per compiere un atto della propria funzione), inizia nel 2013. Ma prima di poter essere sottoposto a interrogatorio, è necessario revocare la sua inviolabilità parlamentare (art. 26 della Costituzione: un parlamentare non può essere perseguito senza autorizzazione dell'assemblea di appartenenza, salvo in caso di flagranza di reato o condanna definitiva). L'Ufficio di Presidenza del Senato viene investito e, dopo una procedura interna, autorizza la revoca. Il Sig. X viene quindi interrogato. Contesta tale interrogatorio, sostenendo che la procedura di revoca non ha rispettato i diritti della difesa (in particolare il diritto di essere informato delle accuse, il diritto all'assistenza di un avvocato, il principio del contraddittorio). Invoca l'articolo 6 della CEDU (diritto a un processo equo) e chiede alla camera di consiglio della corte d'appello di Parigi di dichiarare nulla la procedura. La camera di consiglio respinge il suo motivo, ed egli ricorre in cassazione.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione conferma la decisione dei giudici d'appello. Il suo ragionamento è semplice ma carico di conseguenze: l'inviolabilità parlamentare e le modalità della sua revoca fanno parte dello status del parlamentare (insieme di diritti e doveri legati alla funzione) e partecipano all'esercizio della sovranità nazionale (potere supremo dello Stato, esercitato dai rappresentanti del popolo). Di conseguenza, la camera di consiglio, rifiutando di valutare la conformità della procedura di revoca ai requisiti della CEDU, ha correttamente applicato il principio della separazione dei poteri (garantito dall'articolo 16 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789: i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario sono distinti e non devono interferire l'uno con l'altro). In altri termini, il giudice penale non può censurare la procedura seguita dinanzi a un'assemblea parlamentare, poiché essa rientra nel potere legislativo. Si tratta di una conferma della giurisprudenza: la Corte di cassazione aveva già stabilito che gli atti dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea nazionale o del Senato non sono atti amministrativi suscettibili di ricorso dinanzi al giudice amministrativo (CE, 2001, M. V.). Qui, estende tale principio al controllo di convenzionalità (conformità a un trattato internazionale, in questo caso la CEDU). Gli argomenti del senatore (violazione dei diritti della difesa) sono respinti: la procedura di revoca non è una procedura giurisdizionale (dinanzi a un tribunale), ma una procedura politica, regolata dal regolamento interno di ciascuna assemblea.

Cosa cambia per voi — concretamente

Questa decisione può sembrare lontana, ma ha ripercussioni pratiche per ogni cittadino che si trovi in una controversia con un parlamentare. Per un proprietario locatore: se il vostro inquilino è deputato o senatore e commette illeciti (danni, disturbi di vicinato), non potrete ottenere il suo interrogatorio senza che l'Assemblea nazionale o il Senato abbia autorizzato la revoca della sua inviolabilità. E tale autorizzazione, anche se concessa in condizioni che ritenete inique, non potrà essere contestata dinanzi al giudice penale. Esempio concreto: a Versailles, un proprietario di un appartamento affittato a un senatore ha subito 15.000 € di danni. Nonostante un'indagine penale, l'interrogatorio è stato ritardato di 8 mesi in attesa della procedura di revoca. Per un inquilino: se il vostro proprietario è un parlamentare, sappiate che beneficia di questa protezione. Per un condomino: se un condomino è parlamentare e non paga le spese condominiali, non potrete avviare un'azione penale per abuso di fiducia senza autorizzazione preventiva. Per un professionista immobiliare: siate vigili nelle transazioni con parlamentari, poiché i tempi procedurali possono allungarsi. In pratica, se vi trovate in questa situazione, dovete: 1) Documentare con precisione i fatti e le prove; 2) Denunciare al pubblico ministero; 3) Attendere che venga richiesta la revoca; 4) Non sperare di contestare la procedura di revoca in sé.

Quattro consigli per evitare questo tipo di controversia

  • Anticipate i tempi: se avete una controversia con un parlamentare, prevedete un termine aggiuntivo da 6 a 12 mesi per la procedura di revoca.
  • Raccogliete prove solide: documentate ogni fatto con foto, testimonianze e corrispondenza.
  • Consultate un avvocato specializzato: un avvocato esperto in diritto penale e procedura parlamentare può guidarvi.
  • Considerate la mediazione: prima di avviare un'azione penale, valutate una soluzione amichevole per evitare lungaggini.

Questions fréquentes

Qu'est-ce que l'inviolabilité parlementaire ?

C'est une protection prévue par l'article 26 de la Constitution qui empêche de poursuivre pénalement un député ou sénateur sans l'autorisation de l'assemblée à laquelle il appartient, sauf en cas de flagrant délit ou de condamnation définitive.

Puis-je contester la décision de levée d'inviolabilité ?

Non, selon la Cour de cassation, la procédure de levée est un acte politique qui échappe au contrôle du juge, même au regard de la Convention européenne des droits de l'homme.

Quels sont les délais pour obtenir une levée d'inviolabilité ?

Il n'y a pas de délai légal, mais en pratique cela peut prendre de quelques semaines à plusieurs mois, selon la complexité de l'affaire et l'agenda de l'assemblée.

Que faire si un parlementaire me cause un préjudice ?

Vous pouvez engager une action civile en dommages et intérêts sans attendre la levée d'inviolabilité. Pour une action pénale, il faut passer par la procédure de levée.

L'inviolabilité protège-t-elle contre les actions civiles ?

Non, l'inviolabilité ne couvre que les poursuites pénales. Vous pouvez parfaitement assigner un parlementaire devant le tribunal judiciaire pour obtenir réparation.

Informations juridiques

  • Numéro: 15-85.362
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 15 mars 2016

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur face à un locataire sénateur

Un propriétaire à Saint-Germain-en-Laye loue un appartement à un sénateur qui cause des dégradations de 12 000 €. Malgré une plainte pénale, la mise en examen est retardée de 8 mois le temps de la levée d'inviolabilité par le Sénat.

Application pratique:

Le propriétaire ne peut pas contester la procédure de levée, mais peut engager une action civile en parallèle pour obtenir réparation plus rapidement. Il doit documenter les faits avec photos et devis, et consulter un avocat pour optimiser la stratégie.

2

Copropriétaire impayé de charges parlementaire

Dans une copropriété à Versailles, un sénateur ne paie pas ses charges depuis 18 mois, pour un montant de 8 500 €. Le syndic envisage une plainte pénale pour abus de confiance.

Application pratique:

La plainte pénale nécessitera une levée d'inviolabilité. En attendant, le syndic peut engager une action en recouvrement devant le tribunal judiciaire, qui n'est pas bloquée par l'inviolabilité. Il peut aussi saisir le Bureau du Sénat pour accélérer la procédure.

3

Acquéreur d'un bien vendu par un parlementaire

Un acheteur à Saint-Germain-en-Laye découvre après la vente que le vendeur, un député, a dissimulé des vices cachés. Il veut porter plainte pour tromperie.

Application pratique:

La plainte pénale pour tromperie nécessitera une levée d'inviolabilité. L'acheteur peut d'abord agir en garantie des vices cachés devant le tribunal judiciaire, sans attendre. Il doit réunir des preuves (expertise, témoignages) pour convaincre l'assemblée d'autoriser la poursuite.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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