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Droit Immobilier

Il principio della separazione delle autorità amministrative e giudiziarie

📅 Décision du 09 settembre 2020⚖️ Cour de cassation👁️ 1 vues📖 2 min de lecture

Il principio della separazione delle autorità amministrative e giudiziarie si oppone a che il giudice civile ordini misure che contrastino con le prescrizioni che l'autorità amministrativa ha emanato, nell'esercizio dei suoi poteri di polizia delle acque e degli ambienti acquatici, a seguito dell'inosservanza delle disposizioni applicabili agli impianti, opere, lavori e attività realizzati a fini non domestici da qualsiasi persona fisica o giuridica, pubblica o privata, e che comportino prelievi dalle acque superficiali o sotterranee, restituiti o meno, una modifica del livello o del modo di scorrimento delle acque, la distruzione di zone di frega, di aree di crescita o di alimentazione della fauna ittica o scarichi, sversamenti, rilasci o depositi diretti o indiretti, cronici o episodici, anche non inquinanti. Pertanto, non dà base legale alla sua decisione una corte d'appello che, per ordinare al gestore di un impianto di trattamento e depurazione di cessare lo scarico di effluenti che superano le prescrizioni regolamentari, afferma che tale inquinamento costituisce un turbamento manifestamente illecito che spetta al giudice del cautelare far cessare, senza verificare, come era suo dovere, se tale ingiunzione non contrastasse con le prescrizioni del decreto prefettizio che diffidava il consorzio intercomunale proprietario dell'impianto in questione ad adottare varie misure volte a far cessare l'inquinamento, secondo un calendario determinato.

Decisione di riferimento : cc • N° 19-17.271 • 2020-09-09 • Consulta la decisione →

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La situazione

Il principio della separazione delle autorità amministrative e giudiziarie si oppone a che il giudice civile ordini misure che contrastino con le prescrizioni che l'autorità amministrativa ha emanato, nell'esercizio dei suoi poteri di polizia delle acque e degli ambienti acquatici, a seguito dell'inosservanza delle disposizioni applicabili agli impianti, opere, lavori e attività realizzati a fini non domestici da qualsiasi persona fisica o giuridica, pubblica o privata, e che comportino prelievi dalle acque superficiali o sotterranee, restituiti o meno, una modifica del livello o del modo di scorrimento delle acque, la distruzione di zone di frega, di aree di crescita o di alimentazione della fauna ittica o scarichi, sversamenti, rilasci o depositi diretti o indiretti, cronici o episodici, anche non inquinanti. Pertanto, non dà base legale alla sua decisione una corte d'appello che, per ordinare al gestore di un impianto di trattamento e depurazione di cessare lo scarico di effluenti che superano le prescrizioni regolamentari, afferma che tale inquinamento costituisce un turbamento manifestamente illecito che spetta al giudice del cautelare far cessare, senza verificare, come era suo dovere, se tale ingiunzione non contrastasse con le prescrizioni del decreto prefettizio che diffidava il consorzio intercomunale proprietario dell'impianto in questione ad adottare varie misure volte a far cessare l'inquinamento, secondo un calendario determinato.

Cosa dice la legge

Questa decisione conferma i principi fondamentali del diritto di proprietà.

Punti da ricordare

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Informations juridiques

  • Numéro: 19-17.271
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 09 septembre 2020

Mots-clés

droit immobilierjurisprudenceimmobilier
Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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