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Mediazione obbligatoria: una clausola non rispettata rende la vostra domanda irricevibile (Cass. civ., 6 ott. 2016)
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Mediazione obbligatoria: una clausola non rispettata rende la vostra domanda irricevibile (Cass. civ., 6 ott. 2016)

📅 Décision du 06 ottobre 2016⚖️ Cour de cassation👁️ 12 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione ricorda che se un contratto impone una mediazione prima di qualsiasi processo, il mancato rispetto di tale clausola rende la domanda irricevibile, e tale irricevibilità non può essere sanata nel corso del giudizio. Una lezione cruciale per ogni proprietario locatore o inquilino a Besançon o altrove.

Decisione di riferimento : cc • N° 15-17.989 • 2016-10-06 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un appartamento a Valentigney, e il vostro inquilino non paga l'affitto da tre mesi. Rileggete il contratto di locazione: una clausola prevede che «in caso di controversia, le parti si impegnano a ricorrere a una mediazione prima di qualsiasi azione giudiziaria». Spinti dal bisogno di liquidità, adite direttamente il tribunale. Errore fatale. La Corte di cassazione, con la sua sentenza del 6 ottobre 2016 (n° 15-17.989), ha stabilito: il mancato rispetto di una clausola di mediazione obbligatoria e preliminare comporta una decadenza (irricevibilità della domanda) che non può essere sanata nel corso del procedimento. In parole povere, perdete la causa senza nemmeno essere stati ascoltati nel merito. Una decisione che cambia le regole del gioco per tutti i contratti – locazioni, promesse di vendita, regolamenti di condominio – che impongono questo passaggio.

Perché questa severità? Perché la mediazione è un'alternativa negoziata alla giustizia, voluta dalle parti stesse. La Corte di cassazione ritiene che l'impegno contrattuale sia sacro: se lo ignorate, dovete subirne le conseguenze, e il giudice non può «rimediare» al difetto in corso d'opera. Questa posizione, confermata in seguito, è diventata una spada di Damocle per chiunque agisca troppo in fretta.

Allora, come evitare questa trappola? Bisogna sempre tentare la mediazione prima di andare in tribunale? Cosa fare se l'altra parte rifiuta? Questo articolo vi spiega tutto, passo dopo passo, con esempi concreti tratti dalla pratica a Besançon e altrove.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

La società civile immobiliare (SCI) Bordeaux-Bonnac è proprietaria di un immobile a Bordeaux. Concede in locazione commerciale dei locali a un inquilino. Il contratto di locazione contiene una clausola di mediazione obbligatoria: «Prima di qualsiasi azione giudiziaria, le parti si obbligano a sottoporre la loro controversia a un mediatore scelto di comune accordo.» Sorge una controversia – probabilmente un mancato pagamento dell'affitto o un disaccordo sulle spese – e la SCI Bordeaux-Bonnac, senza tentare la mediazione, cita direttamente il suo inquilino dinanzi al tribunale di grande istanza di Bordeaux.

L'inquilino solleva allora una decadenza: la clausola di mediazione non è stata rispettata, quindi la domanda è irricevibile. La SCI replica di aver tentato di attuare la clausola, ma che le parti non riuscivano a mettersi d'accordo sulla scelta del mediatore. Propone addirittura di sanare la situazione in corso di giudizio avviando la mediazione. Il tribunale respinge la decadenza e condanna l'inquilino. Ma la corte d'appello di Bordeaux riforma questa sentenza: dichiara la domanda irricevibile, ritenendo che la clausola non fosse stata rispettata e che l'irricevibilità non potesse essere sanata.

La SCI ricorre in cassazione. Sostiene che la decadenza è un'eccezione procedurale che può essere sanata fino a quando il giudice non si sia pronunciato. La Corte di cassazione, con la sua terza sezione civile, rigetta il ricorso e conferma la sentenza d'appello. Essa afferma: «La situazione che dà luogo alla decadenza derivante dalla mancata attuazione di una clausola contrattuale che istituisce una procedura di mediazione obbligatoria e preliminare all'adozione del giudice non è suscettibile di essere sanata mediante l'attuazione della clausola nel corso del giudizio.» In altre parole, una volta adito il giudice senza mediazione, non si può più tornare indietro.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La questione giuridica centrale era la seguente: una decadenza fondata sul mancato rispetto di una clausola di mediazione obbligatoria può essere sanata nel corso del giudizio? La risposta è no, e ecco perché.

Nel diritto francese, la decadenza è un mezzo che impedisce l'esame della domanda nel merito, senza che sia necessario discutere la fondatezza della domanda (articolo 122 del Codice di procedura civile). A differenza delle eccezioni procedurali (come l'incompetenza), le decadenze non sono, in linea di principio, sanabili dopo la scadenza del termine per agire. La Corte di cassazione ha qui applicato questo principio con rigore: la clausola di mediazione crea una condizione preliminare all'azione giudiziaria. Se tale condizione non è soddisfatta prima dell'adozione del giudice, la domanda è irricevibile, e il fatto di tentare la mediazione dopo la citazione non può cancellare questa irregolarità originaria.

Il fondamento legale implicito è l'articolo 1103 del Codice civile (ex articolo 1134): «Le convenzioni legalmente formate hanno forza di legge per coloro che le hanno stipulate.» Firmando il contratto di locazione, le parti hanno liberamente accettato di passare attraverso la mediazione prima di qualsiasi processo. Ignorare questa clausola significa violare la legge del contratto. La Corte di cassazione ha già, in diverse sentenze precedenti, sanzionato il mancato rispetto di clausole di conciliazione o mediazione (ad esempio, Civ. 2e, 7 febbraio 2007, n° 05-21.459), ma non aveva ancora chiaramente precisato il carattere non sanabile di tale irricevibilità. La sentenza del 2016 segna una conferma e un inasprimento: chiude la porta a qualsiasi tentativo di sanatoria.

Gli argomenti della SCI Bordeaux-Bonnac erano pragmatici: invocava l'impossibilità di accordarsi sul mediatore e proponeva una mediazione in corso di giudizio. Ma la Corte di cassazione ha ritenuto che il fallimento della designazione del mediatore non esonera la parte dall'obbligo di ricorrere alla mediazione: occorreva adire il giudice affinché designasse un mediatore (articolo 131-1 del Codice di procedura civile) o, più semplicemente, prevedere una

Questions fréquentes

Ma clause de médiation est-elle obligatoire ?

Oui, si elle est rédigée en termes impératifs (par exemple : « les parties s'obligent à » ou « doivent »). Si elle est simplement facultative (« peuvent recourir »), le non-respect n'entraîne pas d'irrecevabilité. Faites-la vérifier par un avocat.

Que faire si l'autre partie refuse la médiation ?

Vous devez quand même tenter de la mettre en œuvre. Envoyez une lettre recommandée avec accusé de réception proposant un médiateur. Si l'autre partie ne répond pas ou refuse, vous pouvez saisir le juge des référés pour qu'il désigne un médiateur. Ne sautez pas cette étape.

Puis-je régulariser en cours d'instance ?

Non, selon l'arrêt de 2016. Une fois que vous avez assigné sans médiation, l'irrecevabilité est acquise et ne peut pas être guérie par une médiation ultérieure. Vous devez alors recommencer toute la procédure après avoir respecté la clause.

Quels sont les délais pour agir après la médiation ?

La médiation suspend les délais de prescription (article 2238 du Code civil). Vous disposez d'un délai de deux mois après l'échec de la médiation pour agir en justice. Attention à ne pas laisser passer ce délai.

Combien coûte une médiation ?

Entre 200 et 500 € par séance, généralement partagé entre les parties. Certaines médiations durent une ou deux séances. C'est souvent moins cher et plus rapide qu'un procès.

Informations juridiques

  • Numéro: 15-17.989
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 06 octobre 2016

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Besançon avec clause de médiation

Un propriétaire d'un appartement à Besançon a un locataire qui ne paie plus son loyer depuis 3 mois. Le bail contient une clause de médiation obligatoire. Il assigne directement le locataire sans médiation.

Application pratique:

Le juge déclare sa demande irrecevable. Il doit recommencer toute la procédure après avoir tenté une médiation. Il aurait d'abord dû envoyer une lettre recommandée proposant un médiateur, puis, en cas d'échec, saisir le juge des référés pour désignation.

2

Acquéreur à Valentigney avec promesse de vente

Un acheteur à Valentigney signe une promesse de vente avec une clause de médiation. Le vendeur refuse de réitérer la vente. L'acheteur assigne directement le vendeur sans médiation.

Application pratique:

La demande est irrecevable. L'acheteur doit d'abord tenter une médiation. Cela retarde l'acquisition et peut faire perdre le bien si le vendeur vend à un tiers entre-temps. Il doit impérativement respecter la clause.

3

Copropriétaire contestant une décision d'AG

Un copropriétaire à Besançon conteste une décision d'assemblée générale. Le règlement de copropriété impose une médiation avant tout litige. Il saisit directement le tribunal.

Application pratique:

Le tribunal déclare sa demande irrecevable. Il doit d'abord convoquer le syndic et les autres copropriétaires à une médiation. Cela peut prendre plusieurs mois, et les délais de contestation (2 mois) risquent d'être dépassés.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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