Decisione di riferimento : Corte di cassazione, 3ª sezione civile • N. 15-18.805 • 16 marzo 2017 • Consulta la decisione →
Immaginate per un attimo: siete proprietari a Vierzon di un appezzamento agricolo che affittate a un coltivatore. Decidete di riprendere la terra per coltivarla voi stessi, come la legge vi autorizza. Consegnate un congedo (atto con cui il locatore pone fine al contratto di locazione) al vostro conduttore, nelle forme di legge. Qualche mese dopo, quest'ultimo contesta la validità di tale congedo. Ma nel frattempo, ha già scritto per dire che non è d'accordo sul merito. È troppo tardi per invocare una nullità? La questione sembra tecnica, ma è cruciale: determina se potete riprendere il vostro bene o se dovete attendere anni di procedura.
Il 16 marzo 2017, la terza sezione civile della Corte di cassazione ha risposto senza equivoci: sì, è troppo tardi. Nella vicenda che ci interessa, un conduttore (locatario agricolo) aveva, dopo aver già esposto le sue argomentazioni sul merito della controversia, sollevato un'eccezione di nullità del congedo. La corte d'appello di Bourges aveva tuttavia accolto tale eccezione, annullando il congedo. Ma la Corte di cassazione ha cassato questa sentenza: secondo gli articoli 74 e 112 del Codice di procedura civile, ogni eccezione di nullità deve essere presentata prima di ogni difesa nel merito o eccezione di rito. Non importa che la regola invocata sia d'ordine pubblico (cioè imperativa, che le parti non possono derogare). Se il conduttore ha già contestato il merito, non può più chiedere la nullità.
Questa decisione, resa nella circoscrizione della corte d'appello di Bourges, interessa direttamente i proprietari e i conduttori di locazioni rurali, ma anche ogni giustiziabile confrontato con un procedimento civile. Perché ricorda una regola d'oro: in procedura, l'ordine degli argomenti conta tanto quanto la loro fondatezza. Una lezione di strategia giudiziaria.
I fatti: una storia come ne capitano ogni giorno
I fatti sono semplici, quasi banali. Il Sig. Patrick Y. è nudo proprietario (proprietario senza usufrutto) di diversi appezzamenti agricoli situati ad Aubigny-sur-Nère, nel Cher. Con l'usufruttuario (colui che ha il diritto di usare il bene e di percepirne i frutti), concede in locazione rurale (contratto di affitto agricolo) al Sig. Alain Z., agricoltore.
Nel dicembre 2001, i locatori (proprietari locatori) consegnano al conduttore un congedo per ripresa (atto con cui il locatore pone fine al contratto di locazione per coltivare egli stesso i terreni). Il congedo è volto a permettere al figlio del nudo proprietario di coltivare gli appezzamenti. Il conduttore contesta tale congedo dinanzi al tribunale paritetico delle locazioni rurali (giurisdizione specializzata).
Dinanzi al tribunale, il conduttore inizia a discutere il merito: sostiene che il motivo della ripresa non è serio, che il beneficiario non ha le capacità, ecc. Solo dopo questa difesa nel merito solleva un'eccezione di nullità del congedo, facendo valere che il congedo non è stato consegnato nelle forme legali. Il tribunale respinge l'eccezione, ritenendola tardiva. Ma la corte d'appello di Bourges, adita, annulla il congedo ritenendo che le parti ripropongano dinanzi ad essa l'argomento di nullità, senza sanzionarne la tardività. Il proprietario ricorre in cassazione.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
L'Alta giurisdizione richiama i testi fondamentali della procedura civile: l'articolo 74 del Codice di procedura civile dispone che le eccezioni di nullità devono, a pena di inammissibilità, essere sollevate prima di ogni difesa nel merito o eccezione di rito. L'articolo 112 dello stesso codice precisa che la nullità può essere richiesta dalla parte che se ne avvale, ma sempre nel rispetto dell'articolo 74. In chiaro: se volete far annullare un atto processuale (come un congedo), dovete dirlo immediatamente, prima di dire qualsiasi altra cosa sul merito della causa. Se iniziate dicendo «il motivo della ripresa è falso», non potete più dire successivamente «il congedo è nullo per vizio di forma».
La Corte di cassazione non si limita a ricordare il principio. Aggiunge una precisazione importante: così è anche quando le regole invocate a sostegno dell'eccezione sono d'ordine pubblico. L'ordine pubblico (regole imperative destinate a proteggere l'interesse generale) non consente di derogare alla regola processuale. I giudici di merito non possono quindi rilevare d'ufficio (di propria iniziativa) una nullità se la parte non l'ha sollevata tempestivamente. E la controparte non ha nemmeno bisogno di invocare la tardività: il giudice deve constatarla e trarne le conseguenze.
Nel caso di specie, la corte d'appello aveva essa stessa constatato che il conduttore aveva precedentemente fatto valere difese nel merito. Accogliendo comunque l'eccezione di nullità, ha violato i testi. La cassazione è quindi pronunciata. Questa decisione conferma una giurisprudenza costante della Corte di cassazione, ma la rafforza escludendo ogni eccezione fondata sull'ordine pubblico.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per un proprietario locatore rurale, questa decisione è un'arma potente. Immaginate di dare congedo al vostro coltivatore a Vierzon. Egli vi risponde con una lettera dicendo che la ripresa è abusiva. Più tardi, in giudizio, pretende che il congedo è nullo per vizio di forma. Potete opporgli che ha già contestato il merito: l'eccezione è inammissibile. Il giudice dovrà respingere la sua domanda di nullità, anche se il congedo è effettivamente irregolare. Ciò vi permette di guadagnare tempo ed evitare un annullamento.
Per un conduttore agricolo, il messaggio è chiaro: se ritenete che un congedo sia nullo (ad esempio, termine di preavviso non rispettato, assenza di motivazione), dovete sollevare l'eccezione immediatamente, prima di qualsiasi difesa nel merito. Altrimenti, perdete la possibilità di far valere la nullità, anche se essa è fondata su norme d'ordine pubblico. Una lezione di strategia processuale da non dimenticare.

