Aller au contenu principal
Perenzione del procedimento in cassazione: il termine decorre dall'ordinanza del primo presidente
Droit-immobilier

Perenzione del procedimento in cassazione: il termine decorre dall'ordinanza del primo presidente

📅 Décision du 20 gennaio 1999⚖️ Cour de cassation👁️ 6 vues📖 4 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che il termine di perenzione del procedimento in cassazione inizia a decorrere dall'ordinanza del primo presidente, e non dopo un'eventuale reiscrizione. Una decisione chiave per i litiganti che devono agire rapidamente per non perdere il loro ricorso.

Decisione di riferimento : cc • N° 94-12.652 • 1999-01-20 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un terreno a Nuits-Saint-Georges e, dopo anni di procedura, ottenete finalmente una sentenza favorevole in appello. Ma la controparte propone ricorso in cassazione. Tirare un sospiro di sollievo, credendo la causa sepolta. Tuttavia, se non seguite il calendario, la vostra vittoria potrebbe crollare. Una questione cruciale si pone: quando inizia a decorrere il termine di perenzione del procedimento in cassazione?

Per un proprietario o un professionista immobiliare, la risposta può fare la differenza tra un ricorso che va a buon fine e una causa che si estingue. La Corte di cassazione, con un'ordinanza emessa il 20 gennaio 1999 (n. 94-12.652), risolve questo punto con una chiarezza che merita di essere conosciuta.

Questa decisione stabilisce che l'ordinanza del primo presidente, emessa in applicazione dell'articolo 1009-1 del nuovo Codice di procedura civile (CPC), fa decorrere il termine di perenzione del procedimento in cassazione. In concreto, il ricorrente deve compiere le necessarie diligenze (come la reiscrizione a ruolo) a partire da tale ordinanza, pena l'estinzione del procedimento. Una regola semplice, ma dalle conseguenze spesso ignorate.

I fatti: una storia come tante

La causa coinvolge una società civile immobiliare (SCI) Cabassut e un certo signor X (il cui nome è taciuto per discrezione). Nel 1974, la SCI Cabassut era stata costituita per costruire e gestire un bene immobile, sotto la copertura di due società. Il 21 maggio 1974, un'assemblea generale della SCI constatava la cessione di quote da parte del signor X ad altre due persone. In contropartita, i cessionari si impegnavano a retrocedere 800 quote della SCI al signor X. Ma era stato concesso un prestito alla SCI, garantito da ipoteca su un bene, e il rimborso creava problemi.

Scoppia una lite. Il signor X contesta la validità della cessione. Cita in giudizio i cessionari e la SCI. Il tribunale di grande istanza (TGI) di Digione lo respinge. Propone appello, ma la corte d'appello di Digione conferma la sentenza. Il signor X ricorre quindi in cassazione. La causa è iscritta al numero 94-12.652.

Ma il ricorso non progredisce. Il primo presidente della Corte di cassazione, constatando che il ricorrente non ha compiuto le necessarie diligenze (come chiedere la reiscrizione a ruolo dopo una cancellazione), emette un'ordinanza il 20 gennaio 1999. Questa ordinanza, emessa ai sensi dell'articolo 1009-1 del CPC, fissa un termine entro il quale il signor X deve compiere tali diligenze. Egli non lo fa nei tempi. Risultato: il procedimento in cassazione è dichiarato perento. Il signor X perde il suo ricorso.

Ciò che è interessante è che il signor X ha tentato di contestare questa perenzione, sostenendo che il termine poteva decorrere solo dalla notifica dell'ordinanza o da un atto successivo. Ma la Corte di cassazione non lo ha seguito. Ha chiaramente indicato che il termine decorre dall'ordinanza del primo presidente, indipendentemente dal fatto che il ricorrente abbia o meno ricevuto una notifica formale.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Per comprendere la decisione, occorre esaminare l'articolo 1009-1 del Codice di procedura civile (che non è più "nuovo" oggi, ma lo era nel 1999). Questo testo prevede che, se il ricorrente in cassazione non giustifica di aver compiuto le necessarie diligenze (come il deposito del memoriale ampliativo o la richiesta di reiscrizione a ruolo), il primo presidente può ordinare la cancellazione della causa e fissare un termine entro il quale tali diligenze devono essere compiute. Scaduto tale termine, il procedimento può essere dichiarato perento (estinto per decorso del tempo).

La questione che la Corte doveva risolvere era: da quando decorre questo termine? Dal momento dell'ordinanza del primo presidente, oppure dalla notifica di tale ordinanza al ricorrente?

La Corte di cassazione risponde: è l'ordinanza stessa a far decorrere il termine. Perché? Perché l'ordinanza è un atto giurisdizionale (una decisione emessa da un giudice) che produce i suoi effetti dal momento della sua pronuncia. Il ricorrente è tenuto a conoscere la procedura e deve informarsi sullo stato della sua causa. Non ha bisogno di attendere una notifica ufficiale per agire.

Questa soluzione è severa, ma logica. Si inserisce nella volontà della Corte di cassazione di accelerare le procedure ed evitare che i ricorsi rimangano sospesi indefinitamente. In parole povere (ma non dovrei dirlo), è una misura di buona amministrazione della giustizia. I giudici vogliono che le parti siano diligenti.

Gli argomenti del signor X erano tuttavia comprensibili: sosteneva che, senza notifica, non poteva sapere che un termine era in corso. Ma la Corte ha ritenuto che il ricorrente, una volta proposto il ricorso, abbia l'obbligo di seguire la causa e di informarsi. È un obbligo di diligenza (di rapidità e serietà).

Notiamo che la decisione si limita a chiarire un punto procedurale: non cambia il diritto sostanziale, ma ne chiarisce l'applicazione. Conferma una costante tendenza giurisprudenziale: il formalismo in cassazione è rigoroso e i termini sono perentori.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete proprietari di un bene a Talant e siete coinvolti in una lite immobiliare, questa decisione vi riguarda direttamente. Immaginate di aver ottenuto ragione in appello, ma il vostro avversario propone ricorso in cassazione. Dovete seguire da vicino la procedura. Se il primo presidente emette un'ordinanza di cancellazione (perché il ricorrente non ha depositato il suo memoriale), dovete sorvegliare il termine concesso. Se il d

Questions fréquentes

Qu'est-ce que la péremption d'instance en cassation ?

La péremption est l'extinction d'une procédure judiciaire parce que les parties n'ont pas accompli les actes nécessaires pendant un certain délai (généralement deux ans). En cassation, ce délai peut être plus court si le premier président a fixé un délai pour des diligences spécifiques.

Que dois-je faire si je reçois une ordonnance du premier président ?

Agissez immédiatement. Consultez votre avocat pour savoir quelles diligences sont exigées (dépôt d'un mémoire, demande de réinscription au rôle, etc.). Respectez le délai indiqué dans l'ordonnance. Si vous ne pouvez pas, demandez une prorogation avant l'expiration du délai.

Puis-je contester une ordonnance de radiation ou de péremption ?

Oui, mais les voies de recours sont limitées. Vous pouvez former un déféré (recours) contre l'ordonnance du premier président dans les 15 jours suivant sa notification. Mais si vous dépassez ce délai, l'ordonnance devient définitive.

Quel est le délai pour demander la réinscription au rôle après radiation ?

Le délai est fixé par l'ordonnance du premier président. En l'absence de délai, le demandeur doit accomplir les diligences dans un délai raisonnable, généralement deux mois. Mais pour être sûr, il faut se référer à l'ordonnance.

La péremption peut-elle être évitée si j'invoque un cas de force majeure ?

Oui, la force majeure (un événement imprévisible et irrésistible, comme une catastrophe naturelle) peut suspendre ou interrompre le délai. Mais c'est une exception très rare. En pratique, la simple négligence n'est pas excusée.

Informations juridiques

  • Numéro: 94-12.652
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 20 janvier 1999

Mots-clés

péremption d'instancepourvoi en cassationdélai de procédureordonnance premier présidentarticle 1009-1 CPC

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Talant : gagner du temps

Un propriétaire à Talant obtient en appel la résiliation du bail d'un locataire indélicat. Le locataire se pourvoit en cassation. Le premier président rend une ordonnance de radiation pour défaut de mémoire. Le locataire ne réinscrit pas l'affaire dans les deux mois. L'instance est périmée, l'arrêt d'appel devient définitif.

Application pratique:

Le propriétaire doit surveiller le délai de deux mois après l'ordonnance. Passé ce délai, il peut demander au greffe de constater la péremption. Il récupère son bien sans attendre une décision de cassation.

2

Acquéreur d'un bien à Nuits-Saint-Georges : vice caché

Un acquéreur achète une maison à Nuits-Saint-Georges. Des fissures apparaissent. Il obtient 20 000 € de dommages-intérêts en appel. Le vendeur se pourvoit en cassation. Mais il ne dépose pas son mémoire dans le délai imparti par l'ordonnance du premier président.

Application pratique:

L'acquéreur doit suivre la procédure : si le vendeur est négligent, la péremption joue. L'acquéreur conserve son indemnité. Il doit simplement informer son avocat pour qu'il demande la constatation de la péremption.

3

Copropriétaire à Dijon : contestation de charges

Un copropriétaire conteste des charges devant le tribunal. Il perd en appel et se pourvoit en cassation. Son avocat oublie de réinscrire l'affaire après une ordonnance de radiation. L'instance est périmée.

Application pratique:

Le copropriétaire doit être vigilant : il peut perdre son pourvoi par négligence. Il doit relancer son avocat et s'assurer que les délais sont respectés. Sinon, l'arrêt d'appel devient définitif, et il devra payer les charges.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

Prendre rendez-vous →

Avertissement: Les analyses présentées sur ce site sont fournies à titre informatif uniquement et ne constituent pas des conseils juridiques personnalisés. Pour une consultation adaptée à votre situation, contactez un avocat.

Articles similaires en Droit-immobilier

Voir tout →

Servitude de passage et tierce opposition : protéger son droit d'accès en copropriété

Un copropriétaire peut-il s'opposer à la suppression d'une servitude de passage qui profite à son lot, même si le syndicat accepte la fin de l'enclave ? La Cour de cassation répond oui, reconnaissant un intérêt distinct pour agir en tierce opposition.

23 juil. 2026Lire →

Enclave et servitude : quand le droit du travail ne crée pas de passage forcé

La Cour de cassation rappelle que l'état d'enclave d'un fonds ne peut résulter des obligations réglementaires imposées aux entreprises en matière d'issues et dégagements. Ainsi, un propriétaire ne peut exiger un passage sur le fonds voisin au seul motif que son bâtiment doit respecter des normes de sécurité incendie.

23 juil. 2026Lire →

Lorsque, faute de convention écrite ou dans le silence, le préavis s'impose

Lorsque, faute de convention écrite ou dans le silence de cette convention, les parties à un contrat de transport public routier de marchandises n'ont pas stipulé une durée de préavis de rupture, cette durée est fixée par un contrat-type approuvé par décret pris en application de l'article L. 1432-4 du code des transports. Les dispositions de l'article L. 442-6, I, 5°, devenu L. 442-1, II, du code de commerce ne trouvent alors pas à s'appliquer. Il en va de même lorsque la convention écrite renvoie expressément à la clause du contrat-type fixant une telle durée. Lorsque les parties ont conclu un contrat écrit stipulant la durée du préavis de rupture, les dispositions de l'article L. 442-1, II, du code de commerce sont applicables. Dans cette hypothèse, l'auteur de la rupture qui a consenti à son partenaire un délai de préavis au moins égal à celui prévu au contrat-type dans sa version en vigueur à la date de la notification de la rupture, ne saurait voir sa responsabilité engagée sur le fondement de ce texte

23 juil. 2026Lire →

Explorez plus d'analyses juridiques en droit droit-immobilier

Tous les articles Droit-immobilier
★★★★★4.9/5 — Avis Google

Avvocato Maître Zakine, Dottore in Giurisprudenza

Consulenze telefoniche e in videochiamata — Appuntamenti rapidi

Prenota un appuntamento
1ª Consulenza 30 Minuti - 45€

🔒 Confidentiel • Sans engagement • Réponse rapide