Decisione di riferimento: cc • N° 72-93.512 • 1973-11-13 • Consulta la decisione →
Immaginate: siete proprietari di un appartamento a Caluire-et-Cuire e il vostro inquilino vi deve 6.000 € di canoni non pagati. Lo citate in giudizio, ma lui non si presenta all'udienza. Il tribunale emette una sentenza contumaciale che vi dà ragione. Volete ricorrere subito in cassazione per evitare un appello? Cattiva idea: la Corte di cassazione vi dirà che il vostro ricorso è inammissibile.
Perché? Perché il ricorso per cassazione è un mezzo straordinario di impugnazione, riservato alle decisioni che non possono più essere impugnate con i mezzi ordinari (appello o opposizione). Finché l'opposizione è possibile, bisogna prima utilizzarla. La decisione del 13 novembre 1973 (n° 72-93.512) lo ricorda con una chiarezza rara.
Questa vicenda, nata da un incidente stradale a Meyzieu, ha posto una questione semplice ma cruciale: si può ricorrere in cassazione contro una sentenza contumaciale resa sull'azione di una parte civile? La risposta è no, e questo principio vale per tutti i giustiziabili.
I fatti: una storia come tante
Un giorno, a Meyzieu, un conducente di nome Sig. X guida d'urgenza per portare il figlio in ospedale. Aziona il segnale acustico (il clacson) per attraversare un incrocio. Sfortunatamente, urta un altro veicolo. La parte civile (il conducente urtato) lo cita in giudizio per danni. Il tribunale penale lo dichiara responsabile. Il Sig. X fa appello. La corte d'appello emette una sentenza contumaciale (cioè la parte civile non si è presentata) e condanna il Sig. X a pagare 15.000 F.
Il Sig. X, ritenendo che la corte d'appello abbia valutato male le circostanze (urgenza medica, segnale acustico), ricorre in cassazione. Ma la parte civile non aveva ancora proposto opposizione contro la sentenza contumaciale, cosa che poteva ancora fare entro il mese successivo alla notifica. La Corte di cassazione deve quindi decidere: il ricorso del Sig. X è ammissibile?
La Corte risponde negativamente. Ricorda che il ricorso per cassazione è un mezzo straordinario di impugnazione, ammesso solo contro le sentenze e le decisioni in ultimo grado che non sono suscettibili di essere impugnate con i mezzi ordinari al momento in cui il ricorso è proposto. Ora, la sentenza impugnata era ancora soggetta a opposizione da parte della parte civile, il che la rendeva non definitiva. Il ricorso del Sig. X è quindi inammissibile nella parte in cui è proposto contro le disposizioni della sentenza che hanno deciso in contumacia sull'azione della parte civile.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
Il ragionamento della Corte di cassazione si basa sugli articoli del Codice di procedura penale (e per analogia sui principi generali della procedura civile) che disciplinano i mezzi di impugnazione. L'idea è semplice: esiste una gerarchia delle impugnazioni. I mezzi ordinari (appello, opposizione) sono aperti in primo luogo, e solo dopo averli esauriti si può accedere al mezzo straordinario che è il ricorso per cassazione.
Nel caso di specie, la sentenza della corte d'appello era contumaciale: la parte civile non si era presentata. L'articolo 489 del Codice di procedura penale (allora in vigore) consente alla parte contumace di proporre opposizione entro dieci giorni dalla notifica (per le sentenze correzionali, questo termine è generalmente di un mese). Questa opposizione è un mezzo ordinario di impugnazione che consente di far riesaminare la causa. Fintanto che questo termine non è scaduto, la decisione non è definitiva. Non si può quindi ricorrere in cassazione, poiché il ricorso è ammesso solo contro le decisioni in ultimo grado (cioè che non possono più essere impugnate con alcun mezzo ordinario).
La Corte precisa che il ricorso è inammissibile nella parte in cui è proposto contro le disposizioni della sentenza che hanno deciso in contumacia sull'azione della parte civile. Per contro, le disposizioni riguardanti l'azione pubblica (la pena) non erano in causa in questo caso, ma il principio sarebbe lo stesso: se la parte civile può ancora fare opposizione, il ricorso dell'imputato su questo aspetto è prematuro.
Questa decisione conferma una giurisprudenza costante: il ricorso per cassazione non è un'impugnazione immediata; bisogna prima esaurire i mezzi ordinari. Ricorda anche che il carattere definitivo di una decisione si valuta al momento in cui il ricorso è proposto, e non retroattivamente.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per un proprietario locatore: se ottenete una sentenza contumaciale contro il vostro inquilino (ad esempio, per canoni non pagati), non potete ricorrere immediatamente in cassazione. Dovete attendere che il termine per l'opposizione sia scaduto (generalmente un mese dopo la notifica) e, se l'inquilino propone opposizione, attendere la sentenza sull'opposizione. Se l'inquilino non fa nulla, la sentenza diventa definitiva dopo il termine e potete allora, se ritenete che il giudice abbia applicato male la legge, ricorrere in cassazione.
Per un inquilino: se siete condannati in contumacia (ad esempio, a pagare riparazioni locative), potete fare opposizione entro il mese successivo alla notifica. Non precipitatevi verso la Corte di cassazione: vi rinvierà all'opposizione. Esempio a Meyzieu: un inquilino condannato a 2.500 € per danni locativi ha proposto un ricorso per cassazione invece di fare opposizione. Risultato: inammissibilità, perdita di tempo e denaro (spese processuali).
Per un acquirente: se siete parte in una controversia in materia di vendita immobiliare e la sentenza è resa in contumacia (ad esempio, venditore contumace), il riflesso deve essere l'opposizione, non la cassazione. Un

