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Regolamento di condominio non traslativo di proprietà: non è un giusto titolo per usucapire
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Regolamento di condominio non traslativo di proprietà: non è un giusto titolo per usucapire

📅 Décision du 18 dicembre 2025⚖️ Cour de cassation👁️ 3 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione ricorda che un regolamento di condominio non può servire da giusto titolo per acquistare la proprietà per usucapione trentennale. Un proprietario a Caluire-et-Cuire che utilizzava da solo un cortile da 30 anni non può rivendicarne la proprietà su questo solo fondamento.

Decisione di riferimento: cc • N° 24-15.759 • 2025-12-18 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un appartamento a Caluire-et-Cuire, in un condominio antico. Da trent'anni utilizzate da soli un piccolo cortile adiacente alla vostra unità immobiliare, senza che nessuno vi contesti nulla. Un giorno, un nuovo condomino acquista l'unità vicina e sostiene che quel cortile è comune. Tirate fuori il vostro regolamento di condominio, che stabilisce che « l'acquirente della seconda unità avrà l'uso esclusivo del cortile ». Per voi è chiaro: il cortile è vostro. Ma è sufficiente per diventarne proprietari?

È esattamente la questione che la Corte di Cassazione ha deciso il 18 dicembre 2025. La posta in gioco? Sapere se un regolamento di condominio possa costituire un « giusto titolo » ai sensi dell'articolo 2265 del Codice civile, ossia un atto che permetterebbe di acquistare la proprietà di un bene per usucapione trentennale (possesso prolungato). In altre parole, si può diventare proprietari di un bene semplicemente perché lo si utilizza da molto tempo, basandosi sul regolamento di condominio?

La risposta è no. E questa decisione ha conseguenze concrete per migliaia di condomini, in particolare nella circoscrizione di Lione, dove i condomini antichi con clausole di uso esclusivo sono frequenti. Allora, cosa bisogna ricordare? Analisi.

I fatti: una storia come tante

Il Sig. X è proprietario di un'unità immobiliare in un condominio situato a Caluire-et-Cuire, accessibile da due strade. Il regolamento di condominio, redatto negli anni '70, stabilisce che « l'acquirente della seconda unità avrà l'uso esclusivo del cortile compreso nella sua unità, potrà modificarlo e disporre del godimento speciale di detta unità ». Forte di questa clausola, il Sig. X utilizza il cortile in via privata per oltre trent'anni: vi deposita materiale, vi fa piantagioni e ne vieta l'accesso agli altri condomini.

Nel 2020, una nuova condomina, la Sig.ra Y, acquista l'unità vicina. Constata che il cortile, secondo le planimetrie condominiali, è una parte comune. Chiede al Sig. X di cessare l'uso esclusivo. Il Sig. X rifiuta, affermando che il cortile gli appartiene per usucapione trentennale (possesso continuo e pacifico per 30 anni) e che il regolamento di condominio costituisce un giusto titolo che giustifica il suo possesso.

La Sig.ra Y cita in giudizio il Sig. X dinanzi al tribunale giudiziario di Lione. In primo grado, il tribunale respinge la domanda del Sig. X, ritenendo che il regolamento di condominio non sia un atto traslativo di proprietà (cioè non trasferisce la proprietà di un bene). Il Sig. X propone appello. La Corte d'Appello di Lione conferma la sentenza. Il Sig. X ricorre in Cassazione.

Il ragionamento della Corte — analizzato

Per comprendere la decisione della Corte di Cassazione, occorre tornare alla nozione di « giusto titolo ». L'articolo 2265 del Codice civile, nella versione anteriore alla riforma del 2008 (che si applica qui poiché i fatti sono iniziati prima del 2008), dispone che chi acquista in buona fede un immobile con un titolo traslativo di proprietà (atto di vendita, donazione, ecc.) può usucapire (diventare proprietario) in 10 anni se è in buona fede. Ma qui, il regolamento di condominio non è un atto traslativo di proprietà. Esso si limita a definire i diritti e gli obblighi dei condomini tra loro, senza trasferire la proprietà di una parte comune a un condomino.

La Corte di Cassazione, con una sentenza chiara, ricorda che « il regolamento di condominio, non avendo carattere traslativo di proprietà, non costituisce un giusto titolo ai sensi dell'articolo 2265 del codice civile ». In altre parole, anche se il regolamento attribuisce un uso esclusivo, ciò non consente di diventare proprietari della parte comune per usucapione. Il possesso, per quanto lungo, non può supplire all'assenza di un titolo di proprietà valido.

Quello che pochi sanno è che la Corte di Cassazione aveva già avuto occasione di pronunciarsi su questo punto, ma in modo meno netto. Qui, conferma la sua giurisprudenza precedente e precisa che la clausola di uso esclusivo in un regolamento di condominio non può mai essere considerata un giusto titolo, poiché non proviene da un proprietario (il regolamento è un atto collettivo, non un atto individuale di trasferimento).

In chiaro, il Sig. X non può rivendicare la proprietà del cortile. Deve lasciare libero accesso alla Sig.ra Y. Ma attenzione: ciò non significa che la clausola di uso esclusivo sia nulla. Essa resta valida tra condomini, ma non conferisce la proprietà. Il cortile rimane una parte comune, ma alcuni condomini possono averne l'uso esclusivo.

Cosa cambia per voi — concretamente

Questa decisione ha implicazioni pratiche rilevanti per condomini, acquirenti e locatori. Se siete proprietari di un'unità con uso esclusivo di una parte comune (cortile, terrazza, giardino), dovete sapere che tale uso non vi rende proprietari. Non potete vendere quella parte separatamente, né intestarla a vostro nome al catasto.

Facciamo un esempio concreto: a Villeurbanne, un condominio degli anni '60 attribuisce a un'unità l'uso esclusivo di un grande balcone-terrazza. Il

Questions fréquentes

Le règlement de copropriété peut-il attribuer la propriété d'une partie commune ?

Non, le règlement ne peut que définir l'usage des parties communes. Pour transférer la propriété, il faut un acte notarié de cession de partie commune, voté à l'unanimité en assemblée générale.

Puis-je devenir propriétaire d'une cour que j'utilise depuis 30 ans grâce à la prescription ?

Oui, si vous avez un juste titre (acte de vente, donation) et que vous êtes de bonne foi. Mais le règlement de copropriété n'est pas un juste titre. Vous devez donc avoir un autre acte.

Que faire si mon voisin utilise une partie commune à titre exclusif depuis longtemps ?

Vous pouvez demander au syndic de faire respecter le règlement de copropriété. Si l'usage exclusif n'est pas prévu par le règlement, vous pouvez agir en justice pour faire cesser l'empiètement.

Quels sont les délais pour agir ?

L'action en revendication de propriété se prescrit par 30 ans. Si vous voulez contester un usage exclusif, vous devez agir dans les 30 ans suivant le début de cet usage. Passé ce délai, l'usage peut être acquis par prescription (mais pas la propriété).

Un compromis de vente mentionnant une cour privative est-il un juste titre ?

Oui, si le compromis est signé par le vendeur et l'acquéreur, il peut constituer un juste titre, même si la vente n'a pas été réitérée par acte authentique. Mais attention : le compromis doit être suffisamment précis pour transférer la propriété.

Informations juridiques

  • Numéro: 24-15.759
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 18 décembre 2025

Mots-clés

copropriétéjuste titreprescription trentenaireusage exclusifparties communes

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire avec usage exclusif d'une cour

M. X à Caluire-et-Cuire utilise seul une cour depuis 30 ans, se croyant propriétaire grâce au règlement de copropriété. Un nouveau copropriétaire conteste.

Application pratique:

M. X ne peut pas revendiquer la propriété. Il doit cesser son usage exclusif ou régulariser par une cession de partie commune votée à l'unanimité. Consultation recommandée avant tout projet.

2

Acquéreur d'un lot avec terrasse privative

Mme Y achète un lot à Villeurbanne avec une terrasse mentionnée comme privative dans le règlement mais pas dans l'acte de vente.

Application pratique:

Mme Y doit vérifier son acte notarié. Si la terrasse n'est pas propriété, elle n'a qu'un droit d'usage révocable. Elle peut demander une cession à la copropriété.

3

Copropriétaire souhaitant construire sur partie commune

Un copropriétaire veut construire une véranda sur une cour dont il a l'usage exclusif selon le règlement.

Application pratique:

Il ne peut construire sans autorisation de l'assemblée générale (majorité requise) et sans titre de propriété. Toute construction sans droit peut être démolie à ses frais.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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