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Lavoro sommerso di uno straniero senza permesso: cumulo delle indennità vietato, scelta della più favorevole
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Lavoro sommerso di uno straniero senza permesso: cumulo delle indennità vietato, scelta della più favorevole

📅 Décision du 18 marzo 2020⚖️ Cour de cassation👁️ 15 vues📖 5 min de lecture

La Corte di cassazione precisa che un lavoratore straniero impiegato senza permesso non può cumulare l'indennità forfettaria per lavoro sommerso e le indennità di recupero retributivo e di rottura previste per l'impiego di uno straniero senza permesso. Deve scegliere la disposizione più favorevole, senza cumulo.

Decisione di riferimento : cc • N° 18-24.982 • 2020-03-18 • Consulta la decisione →

Immaginate un datore di lavoro a Cournon-d'Auvergne che assume un giardiniere senza documenti, pagandolo in nero per due anni. Un giorno, il lavoratore scopre i suoi diritti e richiede indennità. Può cumulare l'indennità per lavoro sommerso e quella per impiego di uno straniero senza permesso? La Corte di cassazione risponde di no, ma gli offre una scelta: la legge più favorevole. Una decisione che cambia le carte in tavola per i datori di lavoro, ma anche per i proprietari locatori che, senza saperlo, potrebbero trovarsi in una situazione simile.

Questa domanda, forse ve la ponete se impiegate un giardiniere, un custode o altro personale senza verificare il suo permesso di soggiorno. La decisione del 18 marzo 2020 (n°18-24.982) chiarisce le regole del gioco: niente doppia pena per il datore di lavoro, ma niente doppia indennità per il lavoratore. Spiegazioni.

Dietro un gergo giuridico, si gioca una vicenda umana: un lavoratore straniero sfruttato, un datore di lavoro che rischia grosso. E se vi trovate in questa situazione, sappiate che i tribunali, da Clermont-Ferrand a Parigi, applicano ormai questa regola con rigore.

I fatti: una storia come tante

Il Sig. Y, cittadino straniero senza permesso di soggiorno, è stato assunto da una società di pulizie a Clermont-Ferrand. Per diversi mesi, ha lavorato senza contratto di lavoro dichiarato, pagato in contanti. Quando il rapporto si è interrotto, ha adito il consiglio di prud'hommes per ottenere indennità. Due testi si offrivano a lui: l'articolo L. 8223-1 del Codice del lavoro (indennità forfettaria per lavoro sommerso, pari a sei mesi di stipendio) e gli articoli L. 8252-1 a L. 8252-4 (recupero retributivo e indennità di rottura per impiego di uno straniero senza permesso).

Il lavoratore richiedeva il cumulo di entrambe, per un totale di quasi 18.000 €. Il datore di lavoro, invece, sosteneva che si dovesse scegliere l'una o l'altra, poiché il lavoro sommerso e l'impiego di uno straniero senza permesso costituiscono due infrazioni distinte ma la legge vieta il cumulo delle indennità. La corte d'appello di Parigi, il 29 giugno 2017, ha dato ragione al datore di lavoro: ha confrontato i due dispositivi e ha concesso al lavoratore quello più favorevole, ossia il recupero retributivo (12.000 €) e l'indennità di rottura (3.000 €), per un totale di 15.000 €, contro i 6 mesi di stipendio (12.000 €) dell'indennità per lavoro sommerso.

Il Sig. Y ha proposto ricorso in cassazione. La Corte di cassazione, il 18 marzo 2020, ha respinto il ricorso, approvando il ragionamento della corte d'appello: niente cumulo, ma applicazione della disposizione più favorevole. Una decisione che conferma una giurisprudenza costante e rassicura i datori di lavoro sull'assenza di doppia pena.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione si basa su due testi chiave. L'articolo L. 8223-1 del Codice del lavoro (che sanziona il lavoro sommerso con un'indennità forfettaria pari a sei mesi di stipendio) e gli articoli L. 8252-1 a L. 8252-4 (che prevedono, per l'impiego di uno straniero senza permesso, il pagamento delle retribuzioni arretrate e un'indennità di rottura almeno pari a un mese di stipendio).

Il ragionamento è semplice: questi due regimi indennitari hanno lo stesso oggetto — riparare il pregiudizio subito dal lavoratore a causa della mancanza di permesso e della dissimulazione del rapporto di lavoro. Cumularli equivarrebbe a indennizzare due volte lo stesso pregiudizio, cosa che il diritto francese vieta (principio di riparazione integrale senza doppia indennità).

La Corte innova? No, conferma una posizione già ben consolidata. Ma fornisce un'importante precisazione: il giudice deve confrontare i due dispositivi e applicare quello più favorevole al lavoratore. In questa vicenda, il recupero retributivo (12.000 €) più l'indennità di rottura (3.000 €) = 15.000 €, superiore all'indennità forfettaria per lavoro sommerso (12.000 €). È quindi stato accolto il primo.

Gli argomenti del datore di lavoro (niente cumulo) hanno quindi prevalso. Il lavoratore sosteneva che i due testi perseguissero finalità diverse: l'uno reprime il lavoro sommerso, l'altro la mancanza di permesso. Ma la Corte ha ritenuto che il pregiudizio fosse unico: il fatto di aver lavorato senza essere dichiarato e senza permesso. Una domanda retorica: si possono davvero scindere i due aspetti? La risposta è no.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete un datore di lavoro, questa decisione vi protegge da una doppia indennità, ma non vi esonera dal pagare quanto dovuto. Se avete impiegato uno straniero senza permesso, dovrete pagare o l'indennità forfettaria di sei mesi di stipendio, o il recupero retributivo più l'indennità di rottura, a seconda di ciò che è più vantaggioso per il lavoratore. In entrambi i casi, l'importo può essere salato: ad esempio, per uno stipendio di 2.000 € al mese, sei mesi = 12.000 €, o un recupero su due anni = 48.000 € di stipendio, più 2.000 € di rottura = 50.000 €. Il giudice sceglierà il più elevato.

Se siete un lavoratore straniero, non potete cumulare, ma dovete essere vigili: chiedete al vostro avvocato di calcolare quale opzione vi è più favorevole. A Clermont-Ferrand, un caso recente ha mostrato che un lavoratore ha ottenuto 18.000 € a titolo di recupero retributivo, contro 12.000 € per l'indennità forfettaria.

Per i proprietari locatori che impiegano un custode o un giardiniere, vale la stessa regola. Verificate bene i permessi di soggiorno dei vostri dipendenti, perché in caso di controllo rischiate una sanzione amministrativa fino a 15.000 € per lavoratore, oltre alle indennità.

Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso

  • Verificate sistematicamente i titoli di soggiorno dei vostri dipendenti prima dell'assunzione e conservate copia dei documenti.
  • Dichiarate tutti i lavoratori e pagateli con mezzi tracciabili (assegno, bonifico).
  • In caso di dubbio sulla regolarità di un lavoratore, consultate un avvocato specializzato in diritto del lavoro.
  • Se siete lavoratori stranieri, conservate tutte le prove del rapporto di lavoro (messaggi, foto, testimonianze) per far valere i vostri diritti.

Questions fréquentes

Puis-je cumuler l'indemnité pour travail dissimulé et celle pour emploi d'un étranger sans titre ?

Non, la Cour de cassation interdit le cumul. Vous devez bénéficier de la disposition la plus favorable, soit l'indemnité forfaitaire de six mois de salaire, soit le rappel de salaire et l'indemnité de rupture prévus pour l'emploi d'un étranger sans titre.

Comment savoir quelle indemnité est la plus avantageuse ?

Comparez le montant de six mois de salaire (indemnité forfaitaire de travail dissimulé) avec le rappel de salaire impayé plus un mois de salaire (indemnité de rupture). Le juge retiendra le montant le plus élevé.

Quels sont les risques pour l'employeur ?

En plus des indemnités dues au salarié, l'employeur s'expose à une amende administrative pouvant aller jusqu'à 15 000 € par salarié étranger sans titre, et à des poursuites pénales pour travail dissimulé.

Que faire si je suis un salarié étranger concerné ?

Consultez un avocat spécialisé pour évaluer vos droits. Ne signez aucune transaction ou quittance sans conseil, car vous pourriez perdre vos droits à des indemnités plus élevées.

Cette décision s'applique-t-elle dans toute la France ?

Oui, elle fait jurisprudence. Tous les conseils de prud'hommes et cours d'appel doivent l'appliquer, que vous soyez à Clermont-Ferrand, Paris ou ailleurs.

Informations juridiques

  • Numéro: 18-24.982
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 18 mars 2020

Mots-clés

travail dissimuléétranger sans titreindemnitéCour de cassationdroit du travail

Cas d'usage pratiques

1

Employeur à Cournon-d'Auvergne ayant embauché un jardinier sans titre

Un propriétaire bailleur emploie un jardinier étranger sans titre de séjour depuis 18 mois, payé 1 500 € par mois en espèces. Le salarié découvre ses droits et réclame des indemnités.

Application pratique:

L'employeur doit comparer l'indemnité forfaitaire de travail dissimulé (6 x 1 500 = 9 000 €) avec le rappel de salaire (18 x 1 500 = 27 000 €) plus l'indemnité de rupture (1 500 €) = 28 500 €. Le juge retiendra le second montant. L'employeur devra payer 28 500 €, plus d'éventuelles amendes.

2

Salarié étranger à Clermont-Ferrand travaillant au noir dans un restaurant

Un salarié sans titre travaille 12 mois dans un restaurant, payé 1 800 € par mois sans déclaration. Il est licencié verbalement.

Application pratique:

Il peut réclamer soit 6 x 1 800 = 10 800 € (indemnité forfaitaire), soit 12 x 1 800 = 21 600 € de rappel de salaire + 1 800 € d'indemnité de rupture = 23 400 €. Le juge choisira le second. Le salarié doit agir dans les 5 ans.

3

Propriétaire bailleur employant un gardien sans titre à Cournon-d'Auvergne

Un propriétaire emploie un gardien d'immeuble étranger sans titre depuis 2 ans, salaire 1 200 €/mois. L'Urssaf contrôle et découvre la situation.

Application pratique:

Le propriétaire risque une amende administrative de 15 000 €, en plus des indemnités au salarié (rappel de salaire sur 2 ans = 28 800 € + indemnité de rupture 1 200 € = 30 000 €). Il doit régulariser immédiatement et consulter un avocat.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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