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Vendita per lotti di più di 10 alloggi: l'omissione delle formalità annulla i congedi (Cass. 3e civ., 24 giugno 2009)
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Vendita per lotti di più di 10 alloggi: l'omissione delle formalità annulla i congedi (Cass. 3e civ., 24 giugno 2009)

📅 Décision du 24 giugno 2009⚖️ Cour de cassation👁️ 18 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione ha stabilito che le formalità previste dall'accordo collettivo del 9 giugno 1998 (reso obbligatorio per decreto) si applicano alle operazioni di vendita per lotti di più di dieci alloggi in corso al momento della sua entrata in vigore. Il locatore che non rispetta tali formalità prima di notificare i congedi per vendere si espone alla nullità dei congedi, anche se la decisione di vendere è anteriore.

Decisione di riferimento : cc • N° 08-14.732 • 2009-06-24 • Consulta la decisione →

Siete proprietari di un immobile a Voiron o Saint-Martin-d'Hères e intendete vendere gli appartamenti uno per uno. Pensate di poter notificare i congedi ai vostri inquilini senza formalità particolari, poiché la decisione di vendere è stata presa prima dell'entrata in vigore di un nuovo accordo collettivo? Ricredetevi. La Corte di Cassazione, con una sentenza del 24 giugno 2009, ha ricordato che le formalità di ordine pubblico previste dall'accordo collettivo del 9 giugno 1998 (reso obbligatorio dal decreto del 22 luglio 1999) si impongono anche per le operazioni in corso. In parole povere, un proprietario che non rispetta tali formalità prima di notificare il congedo ai propri inquilini vede annullati i congedi, indipendentemente dal fatto che la sua decisione di vendere sia anteriore. Una lezione da meditare per ogni locatore.

I fatti: una storia come tante

La Città di Parigi, proprietaria di un appartamento situato in rue des Nonnains d'Hyères, concede in locazione un alloggio alla Sig.ra X. Nel 2005, decide di vendere per lotti l'intero immobile, che comprende più di dieci alloggi. Nell'ambito di tale operazione, notifica un congedo per vendere alla sua inquilina. Ma quest'ultima contesta la validità del congedo, ritenendo che la Città non abbia rispettato le formalità previste dall'accordo collettivo del 9 giugno 1998. Tale accordo, reso obbligatorio da un decreto del 22 luglio 1999, impone in particolare un'informazione preventiva degli inquilini e un termine di riflessione. L'inquilina adisce il tribunale d'istanza di Parigi, che le dà ragione. La Città propone appello. La corte d'appello di Parigi conferma la nullità del congedo, motivando che la locatrice non ha osservato le formalità previste dall'accordo collettivo, nonostante la decisione di vendere fosse anteriore all'entrata in vigore dell'accordo. La Città ricorre in cassazione. Sostiene che l'accordo collettivo non è applicabile alle operazioni in corso e che il decreto del 22 luglio 1999 non ha effetto retroattivo. Ma la Corte di Cassazione rigetta il ricorso: l'accordo collettivo è di ordine pubblico e le formalità devono essere compiute prima della notifica di ciascun congedo, a prescindere dalla data della decisione di vendere. Una sconfitta cocente per la Città di Parigi.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

Per comprendere questa decisione, occorre innanzitutto afferrare il meccanismo dell'accordo collettivo. L'accordo del 9 giugno 1998, esteso con decreto del 22 luglio 1999, è stato concluso tra organizzazioni di locatori e inquilini. Esso prevede, per le vendite per lotti di più di dieci alloggi in un medesimo immobile, formalità protettive per gli inquilini: informazione scritta, termine di preavviso prolungato, diritto di prelazione, ecc. Tali formalità sono dette di ordine pubblico, il che significa che si impongono a tutti, anche se il locatore non è firmatario dell'accordo. La questione era se queste formalità si applicassero alle operazioni di vendita già avviate al momento dell'entrata in vigore del decreto. La Corte di Cassazione risponde affermativamente. Il suo ragionamento è il seguente: il decreto che rende l'accordo obbligatorio non prevede disposizioni transitorie, ma le formalità sono legate alla notifica del congedo, non alla decisione di vendere. Ora, i congedi sono stati notificati dopo l'entrata in vigore del decreto. Di conseguenza, devono rispettare le formalità. Poco importa che la decisione di vendere sia anteriore: ciò che conta è la data del congedo. La Corte si basa sull'articolo 1 della legge del 6 luglio 1989 (che disciplina i rapporti locativi) e sul principio dell'applicazione immediata delle leggi di ordine pubblico. Respinge l'argomento della Città, che invocava l'assenza di retroattività: non si tratta di rendere retroattivo il decreto, ma di applicare la legge in vigore al momento del congedo. Un ragionamento ineccepibile.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete proprietari locatori di un immobile con più di dieci alloggi e intendete effettuare una vendita per lotti, questa decisione vi riguarda direttamente. Dovete rispettare scrupolosamente le formalità dell'accordo collettivo, anche se avete preso la decisione di vendere prima del 22 luglio 1999 (data del decreto). Concretamente, ciò significa: informare i vostri inquilini per iscritto della vostra intenzione di vendere (con indicazione del prezzo e delle condizioni), rispettare un termine di preavviso di almeno sei mesi per i congedi e offrire un diritto di prelazione. Se non lo fate, il congedo è nullo e l'inquilino può rimanere nell'alloggio. Immaginiamo un proprietario a Saint-Martin-d'Hères che possiede un immobile di 15 alloggi. Decide nel 1998 di vendere i lotti, ma notifica i congedi solo nel 2000. Se non ha rispettato le formalità, i suoi congedi sono colpiti da nullità. Dovrà ricominciare la procedura, perdendo tempo e denaro. Per gli inquilini, è una protezione supplementare: beneficiano di un termine per trovare alloggio e di una priorità di acquisto. Per gli acquirenti, è una garanzia che la vendita è regolare. In pratica, se vi trovate in questa situazione, verificate che i vostri congedi menzionino le formalità e rispettino i termini.

Quattro consigli per evitare questo tipo di contenzioso

  • Informatevi sull'accordo collettivo applicabile: Prima di qualsiasi vendita per lotti di più di dieci alloggi, consultate l'accordo collettivo del 9 giugno 1998 (o i suoi eventuali emendamenti). È disponibile sul sito del Ministero dell'Alloggio. Verificate se è reso obbligatorio per decreto nel vostro settore.
  • Rispettate un termine di sei mesi tra l'informazione e il congedo: L'accordo impone un preavviso di almeno sei mesi per i congedi per vendere. Non notificate il congedo prima di tale termine.

Questions fréquentes

Les formalités de l'accord collectif s'appliquent-elles si j'ai pris la décision de vendre avant 1999 ?

Oui, si vous délivrez des congés après le 22 juillet 1999. La date du congé est déterminante, pas celle de la décision.

Que risque-t-on si on ne respecte pas ces formalités ?

Le congé est nul. Le locataire peut rester dans les lieux et vous ne pouvez pas le forcer à partir. Vous devrez recommencer toute la procédure.

Quelles sont les formalités exactes ?

Information écrite du locataire (prix, conditions, droit de préemption), délai de préavis d'au moins six mois, et offre de vente prioritaire.

Puis-je vendre mon immeuble en un seul lot pour éviter ces formalités ?

Oui, si vous vendez l'immeuble entier (et non par lots), l'accord collectif ne s'applique pas. Mais vérifiez les règles de la copropriété si l'immeuble est déjà divisé.

Que faire si j'ai déjà délivré des congés sans respecter les formalités ?

Consultez un avocat immédiatement. Vous pourrez peut-être régulariser en délivrant de nouveaux congés conformes, mais le délai peut être perdu.

Informations juridiques

  • Numéro: 08-14.732
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 24 juin 2009

Mots-clés

vente par lotscongé pour vendreformalités d'ordre publicaccord collectif 1998nullité congé

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire bailleur à Voiron avec 12 logements

M. Dupont, propriétaire d'un immeuble de 12 logements à Voiron, décide en 1998 de vendre les lots. Il délivre des congés en 2000 sans information préalable. La locataire conteste.

Application pratique:

Les congés sont nuls. M. Dupont doit délivrer de nouveaux congés en respectant les formalités : information écrite avec prix et délai de six mois. Il peut aussi négocier une transaction avec la locataire.

2

Locataire à Saint-Martin-d'Hères recevant un congé pour vendre

Mme Martin, locataire à Saint-Martin-d'Hères, reçoit un congé pour vendre en 2001. Le propriétaire a pris la décision de vendre en 1998 mais n'a fourni aucune information préalable.

Application pratique:

Mme Martin peut contester la validité du congé devant le tribunal d'instance. Elle doit prouver l'absence d'information écrite. Si elle gagne, elle reste dans les lieux et peut même demander des dommages-intérêts.

3

Acquéreur intéressé par un lot dans une vente par lots

M. Leroy souhaite acheter un appartement dans un immeuble de 15 logements vendus par lots. Le vendeur a délivré des congés sans formalités.

Application pratique:

M. Leroy doit vérifier que les congés sont valides. Si un locataire conteste, la vente peut être retardée ou annulée. Il peut exiger du vendeur une garantie ou un délai supplémentaire.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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