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Frazionamento delle ferie: giorni supplementari anche se il dipendente è all'origine del frazionamento (Cass. 1973)
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Frazionamento delle ferie: giorni supplementari anche se il dipendente è all'origine del frazionamento (Cass. 1973)

📅 Decisione del 19 luglio 2026🔄 Updated on 15 October 2026⚖️ Cour de cassation👁️ 38 visualizzazioni📖 5 min di lettura

La Corte di Cassazione ha stabilito nel 1973 che i due giorni di ferie supplementari per frazionamento sono dovuti anche quando è il dipendente a chiedere di frazionare le ferie, e non il datore di lavoro. Una decisione che tutela i diritti dei lavoratori e chiarisce la regola per i datori di lavoro.

Decisione di riferimento : cc • N° 72-90.942 • 1973-03-27 • Consulta la decisione →

Sei un ristoratore a Ouistreham, e il tuo cameriere preferito ti chiede se può prendere le ferie in due volte: una settimana a maggio, il resto a settembre. Accetti, pensando di fare una cosa giusta. Ma al suo ritorno, reclama due giorni di ferie supplementari a titolo di frazionamento. Ti chiedi: è davvero dovuto? La risposta è sì, e fin dal 1973, come ha stabilito la Corte di Cassazione in una decisione che fa ancora giurisprudenza.

Questa questione, apparentemente semplice, ha diviso i giudici di merito per anni. Bisogna premiare il dipendente che sceglie di frazionare le ferie? O al contrario, questi giorni supplementari sono solo un indennizzo per i disagi imposti dal datore di lavoro? La Corte di Cassazione ha posto fine al dibattito con una sentenza netta: la legge non fa alcuna distinzione sull'origine del frazionamento.

Immergiamoci in questa vicenda vecchia di oltre cinquant'anni, ma i cui principi influenzano ancora oggi il diritto delle ferie retribuite. Che tu sia datore di lavoro a Vire, dipendente a Caen o semplicemente curioso di conoscere i tuoi diritti, questo articolo ti illuminerà.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

Il Sig. X, proprietario di un albergo-ristorante a Vire, impiega diversi dipendenti. Nel 1970, uno di loro, il Sig. Y, chiede al suo datore di lavoro di frazionare le sue ferie principali: tre settimane prese a maggio-giugno, il resto a settembre. Il Sig. X accetta. Il dipendente prende così 18 giorni lavorativi nella prima frazione (dal 1° maggio al 31 ottobre) e 6 giorni lavorativi nella seconda frazione (fuori dal periodo legale).

Ora, l'articolo 54-1 del Libro II del Codice del lavoro (vecchio) prevede che quando le ferie sono frazionate, il dipendente ha diritto a due giorni lavorativi di ferie supplementari se la seconda frazione è di almeno sei giorni. Ma il testo è ambiguo: questi giorni sono dovuti anche se il frazionamento è richiesto dal dipendente? Il datore di lavoro ritiene di no: è il dipendente che ha scelto di frazionare, non può anche pretendere una ricompensa.

La controversia nasce quando il Sig. Y reclama i suoi due giorni supplementari. Il Sig. X rifiuta. Il dipendente adisce il consiglio di prud'hommes di Vire, che gli dà ragione. Il datore di lavoro fa appello. La corte d'appello di Caen conferma la sentenza. Il Sig. X ricorre in Cassazione.

Davanti alla Corte di Cassazione, il datore di lavoro sostiene che i giorni supplementari sono solo un indennizzo per i disagi subiti dal dipendente quando è il datore di lavoro a imporre il frazionamento. Il dipendente, invece, sostiene che la lettera della legge non distingue. La Corte deve decidere.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione esamina l'articolo 54-1, comma 4, del Libro II del Codice del lavoro, nella sua versione risultante dalla legge n°69-434 del 16 maggio 1969. Questo testo dispone: «Saranno attribuiti due giorni lavorativi di ferie supplementari quando il numero di giorni di ferie presi al di fuori del periodo dal 1° maggio al 31 ottobre sarà almeno pari a sei.»

I giudici constatano che il comma 4 non fa alcun riferimento all'origine del frazionamento. Non dice «quando il datore di lavoro fraziona» o «se il dipendente lo richiede». Pone una condizione unica: che la seconda frazione (quella fuori dal periodo estivo) sia di almeno sei giorni. Non importa chi ha proposto il frazionamento.

La Corte respinge quindi l'argomento del datore di lavoro. Ricorda che il diritto del lavoro è protettivo del dipendente e che le eccezioni ai diritti acquisiti devono essere espresse. Ora, il legislatore non ha previsto eccezioni. Di conseguenza, la corte d'appello di Caen ha fatto una corretta applicazione della legge. Il ricorso è respinto.

Questa decisione è una conferma della lettera del testo, ma pone fine a una controversia. Alcuni tribunali avevano ritenuto che i giorni supplementari fossero dovuti solo in caso di frazionamento imposto, perché compensavano un disagio. La Corte di Cassazione spazza via questa interpretazione: il diritto è legato al fatto oggettivo del frazionamento, non alla sua causa.

Inoltre, la Corte pronuncia un'ammenda di 50 franchi (una somma modica, simbolica) e condanna il datore di lavoro al risarcimento dei danni civili. Ciò dimostra che la violazione della regola non è irrilevante.

Cosa cambia per te — concretamente

Per i dipendenti: se chiedi di frazionare le tue ferie e la seconda frazione (presa fuori dal periodo 1° maggio-31 ottobre) è di almeno sei giorni lavorativi, hai diritto a due giorni di ferie supplementari. Questi giorni si aggiungono al tuo diritto alle ferie annuali. Ad esempio, un dipendente a Ouistreham che prende 18 giorni a maggio e 6 giorni a settembre: guadagna 2 giorni in più, per un totale di 26 giorni (24 + 2).

Per i datori di lavoro: devi concedere questi giorni supplementari, sia che il frazionamento sia una tua iniziativa o del dipendente. Rifiutare espone a condanne (risarcimento danni, ammende). Verifica i tuoi programmi: se un dipendente prende ferie a settembre, conta bene i giorni fuori dal periodo. Se la seconda frazione raggiunge 6 giorni, devi aggiungere 2 giorni.

Per i professionisti del settore immobiliare (amministratori di condominio, sindaci): potresti trovarti di fronte a richieste di custodi di edifici o portinai. Le stesse regole si applicano. Assicurati che i tuoi contratti e le tue pratiche rispettino questo obbligo.

Un esempio numerico: a Vire, un datore di lavoro che rifiuta questi 2 giorni a un dipendente pagato 12 € l'ora (base 35h) dovrà versargli, oltre al recupero della retribuzione (2 giorni × 7h × 12 € = 168 € lordi), un risarcimento danni che può raggiungere diverse centinaia di euro.

Informazioni legali

  • Numero: 72-90.942
  • Tribunale: Cour de cassation

Parole chiave

congés fractionnésjours supplémentairesCour de cassationdroit du travailfractionnement congés
Maître Cécile Zakine

Informazioni sull'autrice

Maître Cécile Zakine — Avvocata del Foro delle Alpi Marittime, Dottore in Giurisprudenza. Ogni articolo di questa rivista nasce dall'analisi di una decisione giurisprudenziale reale, commentata e contestualizzata dal team di Maître Zakine.

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