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Domanda tra codifensori: quando non è riconvenzionale (Cass. civ., 3 dic. 2008)
Droit-immobilier

Domanda tra codifensori: quando non è riconvenzionale (Cass. civ., 3 dic. 2008)

📅 Decisione del 03 dicembre 2008🔄 Updated on 15 October 2026⚖️ Cour de cassation👁️ 36 visualizzazioni📖 4 min di lettura

La Corte di Cassazione precisa che una domanda proposta da un codifensore contro un altro, che non ha avanzato alcuna pretesa nei suoi confronti, non è una domanda riconvenzionale. Tale decisione ha conseguenze importanti sulla procedura e sui termini in materia di compromesso di vendita.

Decisione di riferimento : cc • N° 07-16.748 • 2008-12-03 • Consulta la decisione →

Immaginate la scena: siete proprietari di un bene a Évron, nella Mayenne, e firmate un compromesso di vendita con un acquirente. Tutto sembra andare bene, ma la condizione sospensiva di ottenimento del mutuo non si realizza alla data prevista. Il venditore e l'acquirente si accusano reciprocamente di non aver fatto il necessario. Il notaio, preso tra due fuochi, si ritrova citato in giudizio. Ed ecco che uno dei codifensori (il notaio) chiede di essere garantito dall'altro (l'acquirente) senza che quest'ultimo abbia chiesto nulla contro di lui. È una domanda riconvenzionale? La risposta non è banale: determina i termini procedurali, le spese e, alla fine, chi pagherà cosa. In questa vicenda, la Corte di Cassazione ha stabilito: non è una domanda riconvenzionale. Una decisione che cambia le carte in tavola per tutti gli attori di una vendita immobiliare.

Allora, cos'è esattamente una domanda riconvenzionale? È una domanda che il convenuto (colui che è citato) propone contro l'attore (colui che ha citato). Ad esempio, se il vostro vicino vi fa causa per un muro in comunione, potete chiedergli dei danni per un pregiudizio subito: è riconvenzionale. Ma qui, il notaio (codifensore) ha attaccato l'acquirente (altro codifensore) senza che quest'ultimo abbia chiesto nulla a nessuno. Per la Corte, non è una domanda riconvenzionale, ma una domanda « incidentale » tra codifensori. E questo cambia tutto sul piano procedurale.

Ciò che questa decisione vi dice è che, se siete proprietari, acquirenti o professionisti dell'immobiliare, dovete essere attenti alla natura delle domande che proponete o che vi vengono opposte. Un errore di qualificazione può farvi perdere mesi di procedura o esporvi a spese impreviste. A Laval come altrove, la regola è chiara: non confondete domanda tra codifensori e domanda riconvenzionale. Spiegazioni.

I fatti: una storia come capita ogni giorno

Il Sig. Y., proprietario di un terreno a Évron, firma un compromesso di vendita con il Sig. Z. Il prezzo è fissato, una condizione sospensiva di ottenimento del mutuo è prevista al più tardi il 15 febbraio 2006, prorogata al 28 febbraio. Ma al 28 febbraio, il Sig. Z. non ha ottenuto il mutuo. Cosa succede? Il compromesso prevede che, se la condizione non si realizza, il venditore può trattenere un'indennità di immobilizzazione di 2.540 euro (somma già versata dall'acquirente). Ma il Sig. Z. ritiene che il notaio, Me A., non abbia fatto le necessarie pratiche per l'ottenimento del mutuo. Il venditore, invece, considera che sia colpa dell'acquirente.

Il Sig. Y. (venditore) cita quindi Me A. (notaio) e il Sig. Z. (acquirente) davanti al tribunale di grande istanza di Laval per far constatare la caducità del compromesso e ottenere l'indennità. In questo procedimento, Me A. (codifensore) propone una domanda contro il Sig. Z. (altro codifensore): gli chiede di garantirlo da ogni condanna. Problema: il Sig. Z. non ha proposto alcuna domanda contro Me A. Il tribunale deve quindi determinare se questa domanda di garanzia sia riconvenzionale o meno.

La corte d'appello di Rennes (che copre Laval) ha detto che sì, era una domanda riconvenzionale. Conseguenza: la procedura seguiva termini specifici (termine di decadenza per proporre una domanda riconvenzionale). Ma la Corte di Cassazione ha cassato questa sentenza il 3 dicembre 2008, ritenendo che la domanda di un codifensore contro un altro che non ha avanzato alcuna pretesa nei suoi confronti non è riconvenzionale. È una domanda incidentale, soggetta a regole diverse.

Il ragionamento della giurisdizione — decodificato

La Corte di Cassazione si basa sull'articolo 64 del Codice di procedura civile (che definisce la domanda riconvenzionale come quella con cui il convenuto propone una domanda contro l'attore). Ricorda che, per essere qualificata come riconvenzionale, la domanda deve essere proposta dal convenuto contro l'attore iniziale. Qui, Me A. e il Sig. Z. sono entrambi convenuti (citati dal Sig. Y.). Il Sig. Y. è l'attore. La domanda di Me A. contro il Sig. Z. non è diretta contro l'attore, ma contro un codifensore. Quindi non è una domanda riconvenzionale.

Questo ragionamento è logico: la qualificazione di « riconvenzionale » ha conseguenze procedurali importanti, in particolare in materia di termini (articolo 70 del Codice di procedura civile: la domanda riconvenzionale è ricevibile solo se si ricollega alle pretese originarie). Se la si qualifica erroneamente come riconvenzionale, la si può dichiarare irricevibile per superamento del termine. La Corte di Cassazione pone fine a questa confusione: una domanda tra codifensori è una domanda « incidentale », regolata dall'articolo 325 dello stesso codice (che permette a un terzo di intervenire, o a un codifensore di proporre una domanda contro un altro).

La decisione è una conferma della giurisprudenza anteriore (in particolare Civ. 2e, 18 marzo 2004, n° 02-13.302) ma apporta un utile chiarimento. I giudici di merito tendevano a qualificare troppo ampiamente le domande come riconvenzionali, creando insicurezza giuridica. D'ora in poi, la regola è semplice: se siete citati in giudizio insieme a un'altra persona, e volete chiedere qualcosa a quest'altra persona, non proponete una domanda riconvenzionale, ma una domanda incidentale. I termini sono quelli della procedura ordinaria, non quelli, più rigorosi, delle riconvenzionali.

Concretamente, nella nostra vicenda, ciò significa che la domanda di Me A. contro il Sig. Z. era ricevibile, anche se sarebbe potuta essere irricevibile se fosse stata qualificata come riconvenzionale (perché proposta dopo il termine).

Informazioni legali

  • Numero: 07-16.748
  • Tribunale: Cour de cassation
  • Decisione del: 03 dicembre 2008

Parole chiave

demande reconventionnellecodéfendeurcompromis de ventecondition suspensiveCour de cassation2008procédure civile
Maître Cécile Zakine

Informazioni sull'autrice

Maître Cécile Zakine — Avvocata del Foro delle Alpi Marittime, Dottore in Giurisprudenza. Ogni articolo di questa rivista nasce dall'analisi di una decisione giurisprudenziale reale, commentata e contestualizzata dal team di Maître Zakine.

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