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Azione in giudizio dell'amministratore: nuova regola sull'autorizzazione dal 2019
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Azione in giudizio dell'amministratore: nuova regola sull'autorizzazione dal 2019

📅 Décision du 25 marzo 2021⚖️ Cour de cassation👁️ 12 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione precisa che la regola che limita la nullità per difetto di autorizzazione dell'amministratore ai soli condòmini si applica solo alle eccezioni sollevate dopo il 29 giugno 2019. Una decisione che mette al sicuro le azioni intraprese prima di tale data.

Decisione di riferimento : cc • N° 20-15.307 • 2021-03-25 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un appartamento a Sète, in un condominio tranquillo. Un giorno, l'amministratore intraprende un'azione in giudizio contro un condomino recalcitrante senza aver ottenuto l'accordo dell'assemblea. La causa si trascina, e all'improvviso, la controparte solleva una nullità: l'amministratore non aveva il diritto di agire. Fino a che punto questa nullità può mettere in discussione la procedura? È esattamente la questione che ha deciso la Corte di Cassazione con una sentenza del 25 marzo 2021.

La domanda che ogni proprietario si pone: «Il difetto di autorizzazione dell'amministratore può far annullare tutta l'azione in giudizio?» La risposta dipende dalla data in cui l'eccezione di nullità è stata sollevata. Ed è qui che sta il problema: un decreto del 2019 ha modificato le regole, ma senza precisare la sua applicazione nel tempo.

Questa decisione chiarisce il diritto transitorio: solo i condòmini possono avvalersi dell'assenza di autorizzazione, e unicamente se l'eccezione è presentata dopo il 29 giugno 2019. Una vittoria per la certezza del diritto delle azioni già intraprese.

I fatti: una storia come tante

Il Sig. X, proprietario a Lodève, è in conflitto con il suo condominio. L'amministratore, senza attendere l'assemblea, cita in giudizio il Sig. X per il pagamento di spese condominiali insolute. La causa prosegue: il tribunale di grande istanza di Montpellier condanna il Sig. X, che propone appello. Davanti alla corte d'appello, il Sig. X solleva un'eccezione di nullità: l'amministratore non aveva l'autorizzazione dell'assemblea per agire, conformemente all'articolo 55 del decreto del 17 marzo 1967.

Lo scenario è chiaro: da un lato, il condominio, rappresentato dal suo amministratore, che ha intrapreso un'azione in giudizio senza autorizzazione preventiva. Dall'altro, il Sig. X, che invoca questa irregolarità per far annullare l'intera procedura. La corte d'appello gli dà ragione: annulla la citazione e la sentenza, ritenendo che il difetto di autorizzazione sia una nullità di ordine pubblico. Il condominio ricorre in cassazione.

Ma ecco: nel frattempo, un decreto del 27 giugno 2019 ha modificato l'articolo 55 del decreto del 1967, precisando che solo i condòmini possono avvalersi di questo difetto di autorizzazione. La questione è quindi: questa nuova regola si applica a un procedimento in corso, quando l'eccezione di nullità è stata sollevata prima o dopo il 29 giugno 2019?

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione, con la sua sentenza del 25 marzo 2021, cassa la sentenza della corte d'appello. Il suo ragionamento è semplice: il decreto del 27 giugno 2019 ha modificato l'articolo 55 del decreto del 17 marzo 1967, ma questa modifica si applica solo alle eccezioni di nullità presentate successivamente al 29 giugno 2019. Nel caso di specie, il Sig. X aveva sollevato l'eccezione prima di tale data, quindi si applicava la vecchia regola. Ma la corte d'appello aveva commesso un errore: aveva ritenuto che la nullità fosse di ordine pubblico, mentre la nuova regola limita la possibilità di invocarla ai soli condòmini. Ora, il Sig. X era certamente condomino, quindi poteva avvalersi dell'assenza di autorizzazione. Ma la Corte di Cassazione rimprovera alla corte d'appello di non aver verificato se l'eccezione fosse stata sollevata prima o dopo il 29 giugno 2019.

In chiaro, la Corte di Cassazione dice: la regola secondo cui «solo i condòmini possono avvalersi dell'assenza di autorizzazione» è una regola di procedura che si applica immediatamente alle eccezioni sollevate dopo la sua entrata in vigore. Per le eccezioni anteriori, la vecchia regola continua ad applicarsi, il che significa che chiunque (non solo il condomino) poteva invocare la nullità.

Il fondamento legale è l'articolo 55 del decreto n. 67-223 del 17 marzo 1967, nella sua versione modificata dal decreto n. 2019-650 del 27 giugno 2019. Questo testo impone all'amministratore di ottenere l'autorizzazione dell'assemblea per agire in giudizio a nome del condominio. In altre parole, l'amministratore non può decidere da solo di perseguire un condomino; è necessario un voto. La sanzione per questo difetto di autorizzazione è la nullità dell'azione. Ma la riforma del 2019 ha limitato questa sanzione: solo il condomino oggetto dell'azione può lamentarsene.

Quello che pochi sanno è che questa decisione è una conferma della giurisprudenza precedente sull'applicazione nel tempo delle regole di procedura. La Corte di Cassazione applica il principio dell'applicazione immediata della nuova legge ai procedimenti in corso, ma con un temperamento: gli atti già compiuti restano validi. Qui, l'eccezione di nullità è un atto processuale; se è sollevata dopo il 29 giugno 2019, è soggetta alla nuova regola.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per i proprietari locatori: se un amministratore intraprende un'azione contro di voi senza autorizzazione, potete invocare la nullità, ma solo se lo fate dopo il 29 giugno 2019. Se l'azione è stata intrapresa prima, e non avete sollevato l'eccezione prima di tale data, potrete ancora farlo dopo, ma alle nuove condizioni. Attenzione però: dovete essere condòmini per avvalervi di questo difetto di autorizzazione. Se siete inquilini, non potete lamentarvi.

Per gli amministratori: questa decisione mette al sicuro le azioni intraprese prima del 29 giugno 2019, almeno finché l'eccezione non viene sollevata dopo tale data. Ma è prudente ottenere sempre un'autorizzazione dell'assemblea prima di agire, per evitare qualsiasi rischio.

Per i condòmini a Lodève: se v

Questions fréquentes

Qu'est-ce que l'article 55 du décret de 1967 ?

Cet article impose au syndic d'obtenir l'autorisation de l'assemblée générale des copropriétaires avant d'engager une action en justice au nom du syndicat. Sans cette autorisation, l'action peut être annulée.

Puis-je contester une action du syndic si je suis locataire ?

Non, depuis la réforme de 2019, seul le copropriétaire concerné par l'action peut se prévaloir du défaut d'autorisation. Le locataire n'a pas cette possibilité.

Quels sont les délais pour soulever l'exception de nullité ?

L'exception doit être soulevée avant toute défense au fond, c'est-à-dire dans les premières conclusions en réponse à l'assignation. Passé ce stade, le droit de se plaindre est perdu.

Que faire si le syndic engage une action sans autorisation ?

Si vous êtes copropriétaire et que l'exception est soulevée après le 29 juin 2019, vous pouvez demander la nullité de l'action. Consultez un avocat rapidement pour vérifier les délais et les conditions.

Cette décision s'applique-t-elle aux procédures en cours ?

Oui, mais uniquement pour les exceptions de nullité soulevées après le 29 juin 2019. Pour les exceptions antérieures, l'ancienne règle continue de s'appliquer.

Informations juridiques

  • Numéro: 20-15.307
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 25 mars 2021

Mots-clés

action en justicesyndicautorisationcopropriéténullité

Cas d'usage pratiques

1

Copropriétaire poursuivi par le syndic à Sète

Un copropriétaire à Sète reçoit une assignation en paiement de charges pour 3 200 €. Le syndic n'a pas d'autorisation de l'assemblée générale. L'exception de nullité est soulevée en janvier 2020.

Application pratique:

L'exception étant postérieure au 29 juin 2019, le copropriétaire peut se prévaloir du défaut d'autorisation. Il doit immédiatement demander au syndic de justifier de l'autorisation et, à défaut, soulever la nullité dans ses premières conclusions. L'action sera probablement annulée.

2

Syndic engagé sans mandat à Lodève

Un syndic à Lodève assigne un copropriétaire en 2018 sans autorisation. Le copropriétaire soulève l'exception en 2022.

Application pratique:

Même si l'exception est tardive par rapport à l'action, la nouvelle règle s'applique car l'exception est postérieure au 29 juin 2019. Le copropriétaire peut soulever la nullité, car il est le seul habilité. Il doit agir avant toute défense au fond.

3

Locataire contestant une action du syndic

Un locataire à Montpellier est mis en cause dans une action du syndic contre son bailleur. Il veut invoquer le défaut d'autorisation du syndic.

Application pratique:

Depuis 2019, seul le copropriétaire peut se prévaloir de ce vice. Le locataire n'a pas qualité pour agir. Il doit se tourner vers son bailleur pour qu'il soulève l'exception lui-même.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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