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Appello del procuratore generale in materia di polizia: cosa deve sapere ogni proprietario
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Appello del procuratore generale in materia di polizia: cosa deve sapere ogni proprietario

📅 Décision du 10 gennaio 1973⚖️ Cour de cassation👁️ 13 vues📖 5 min de lecture

Una sentenza della Corte di cassazione del 1973 precisa che il procuratore generale può appellare tutte le sentenze emesse in materia di polizia. Scoprite come questa regola può influire sulle vostre controversie immobiliari, in particolare ad Agde o Frontignan.

Decisione di riferimento : cc • N° 72-92.079 • 1973-01-10 • Consulta la decisione →

Immaginate la scena: siete proprietari di un immobile ad Agde. Un inquilino disturba la tranquillità del vicinato, la polizia interviene, il tribunale di polizia emette una sentenza che ritenete troppo clemente. Vi chiedete: chi può contestare questa decisione? Il procuratore generale può farlo? È esattamente la questione che la Corte di cassazione ha deciso nel 1973, con una sentenza che rimane un punto di riferimento per tutti i giustiziabili.

Ogni anno, migliaia di sentenze vengono emesse dai tribunali di polizia per infrazioni che vanno dai disturbi acustici alle contravvenzioni per sosta vietata. Ma cosa succede se il pubblico ministero non è soddisfatto della decisione? Può interporre appello (contestare la sentenza dinanzi a un giudice superiore)? La risposta è sì, senza restrizioni, da questa sentenza fondamentale. Ma attenzione: le regole non sono le stesse per il procuratore della Repubblica e il procuratore generale. Decifriamolo insieme.

In questa vicenda, il procuratore generale presso la corte d'appello di Colmar aveva proposto appello contro una sentenza del tribunale di polizia di Strasburgo. La questione era se tale appello fosse ricevibile (valido) ai sensi dell'articolo 546 del codice di procedura penale. La Corte di cassazione ha risposto affermativamente, precisando che il procuratore generale può appellare tutte le sentenze emesse in materia di polizia, senza eccezioni. Una sentenza breve ma essenziale per comprendere l'estensione dei poteri della procura generale.

I fatti: una storia come tante

La vicenda inizia a Strasburgo, città dove un imputato (persona perseguita per un'infrazione) viene giudicato dal tribunale di polizia per una contravvenzione (infrazione punita con un'ammenda, come un disturbo acustico o un rumore notturno). Il 21 settembre 1971, il tribunale emette la sua sentenza. Il procuratore generale presso la corte d'appello di Colmar, ritenendo che la decisione non sia conforme alla legge o all'opportunità (ciò che ritiene giusto per l'ordine pubblico), decide di appellare.

Ma come notificare (informare ufficialmente) questo appello all'imputato? Il procuratore generale sceglie la via della « notifica »: si avvale di un ufficiale giudiziario, in questo caso un certo Y..., ufficiale giudiziario a Strasburgo, per consegnare l'atto di appello in mano propria all'imputato. Questa procedura è prevista dall'articolo 548 del codice di procedura penale, che impone che l'appello sia notificato entro dieci giorni dalla sentenza. L'imputato riceve quindi l'atto e la causa risale alla corte d'appello.

Dinanzi alla corte d'appello di Colmar, viene sollevata la questione della ricevibilità dell'appello. L'imputato contesta l'appello? La sentenza non lo dettaglia, ma si può immaginare che invochi l'irregolarità della notifica o l'assenza del diritto del procuratore generale di appellare. La corte d'appello, dopo aver esaminato i testi, conferma che l'appello è valido. L'imputato, probabilmente insoddisfatto, ricorre quindi in cassazione (chiede alla Corte di cassazione di annullare la sentenza d'appello).

La Corte di cassazione, adita, deve decidere: il procuratore generale può appellare tutte le sentenze di polizia, o solo alcune? La posta in gioco è alta: se l'appello è irricevibile, la sentenza iniziale diventa definitiva e l'imputato viene assolto o condannato in via definitiva. Ma l'Alta Corte conferma la posizione della corte d'appello, basandosi sull'articolo 546 ultimo comma del codice di procedura penale, che dispone che « il procuratore generale può appellare tutte le sentenze emesse in materia di polizia ». Una sentenza che sembra ovvia, ma che merita di essere approfondita.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di cassazione, nella sua sentenza del 10 gennaio 1973, procede a un'interpretazione letterale dell'articolo 546 del codice di procedura penale. Questo testo, nel suo ultimo comma, indica che il procuratore generale può appellare tutte le sentenze emesse in materia di polizia. La parola « tutte » è essenziale: significa che non è posta alcuna restrizione, che la sentenza sia favorevole o sfavorevole al pubblico ministero, che l'infrazione sia minore o più grave. In materia di polizia, che riguarda le contravvenzioni (le infrazioni meno gravi, come le multe per eccesso di velocità o i disturbi), il procuratore generale ha un diritto di appello generale e assoluto.

Ma perché il legislatore ha concesso un tale potere al procuratore generale? Perché il procuratore generale è il capo della procura presso la corte d'appello. Vigila sull'applicazione uniforme della legge su tutto il suo circondario (la zona geografica della corte d'appello). Se un tribunale di polizia emette una decisione contraria alla legge o alla politica penale (le priorità di perseguimento), il procuratore generale può contestarla per ristabilire la corretta applicazione del diritto. È una garanzia per l'ordine pubblico.

In questa vicenda, la Corte di cassazione valida anche la procedura di notifica utilizzata. L'articolo 548 del codice di procedura penale richiede che l'appello sia notificato entro dieci giorni dalla sentenza. Qui, la notifica è stata effettuata da un ufficiale giudiziario all'imputato, il che è conforme. La Corte non rileva alcuna irregolarità e conferma la ricevibilità dell'appello. Così, il ragionamento dei giudici è semplice: il testo è chiaro, la procedura è stata rispettata, quindi l'appello è valido. Nessun revirement giurisprudenziale qui, ma una conferma di un principio già stabilito.

Cosa cambia per voi — concretamente

Questa decisione ha implicazioni pratiche per proprietari, inquilini, acquirenti e condomini. Prendiamo u

Questions fréquentes

Le procureur général peut-il faire appel d'un jugement de police qui m'a relaxé ?

Oui, l'article 546 du code de procédure pénale permet au procureur général de faire appel de tous les jugements rendus en matière de police, y compris les relaxes. Vous devrez alors vous défendre à nouveau devant la cour d'appel.

Quel est le délai pour que le procureur général fasse appel ?

L'appel doit être signifié (notifié par huissier) dans les dix jours suivant le jugement, conformément à l'article 548 du code de procédure pénale.

Puis-je contester l'appel du procureur général ?

Vous pouvez contester la régularité de la signification ou invoquer d'autres nullités de procédure, mais vous ne pouvez pas contester le droit du procureur général à faire appel lui-même.

Cette règle s'applique-t-elle aux infractions immobilières ?

Oui, elle s'applique à toutes les contraictions, y compris celles liées à l'immobilier : nuisances sonores, infractions au règlement de copropriété, construction sans permis, etc.

Que dois-je faire si le procureur général fait appel ?

Consultez immédiatement un avocat spécialisé pour préparer votre défense en appel. Rassemblez toutes les preuves et respectez les délais de procédure.

Informations juridiques

  • Numéro: 72-92.079
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 10 janvier 1973

Mots-clés

appel procureur généraltribunal de policecontraventionarticle 546 code procédure pénaledroit immobilier

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire à Agde : nuisances sonores du locataire

Un propriétaire d'un appartement à Agde subit des nuisances sonores répétées de son locataire. Le tribunal de police condamne le locataire à une amende de 150 €. Le propriétaire estime la sanction insuffisante.

Application pratique:

Le procureur général peut faire appel pour demander une peine plus sévère. Le propriétaire peut se constituer partie civile pour obtenir des dommages et intérêts et soutenir l'appel du parquet.

2

Locataire à Frontignan : relaxe pour tapage nocturne

Un locataire à Frontignan est poursuivi pour tapage nocturne mais le tribunal de police le relaxe. Le procureur général fait appel de cette relaxe.

Application pratique:

Le locataire doit préparer sa défense en appel avec un avocat. Il peut contester la recevabilité de l'appel si la signification a été irrégulière. Il doit rassembler des preuves de son innocence.

3

Copropriétaire : infraction au règlement de copropriété

Un copropriétaire est poursuivi pour non-respect des règles de sécurité dans une copropriété. Le tribunal de police le relaxe. Le procureur général fait appel.

Application pratique:

Le copropriétaire doit anticiper un éventuel appel et consulter un avocat dès la première instance. En appel, il risque une condamnation. Il peut négocier une transaction avec le parquet avant l'audience.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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