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Bail commercial: solo il titolare del contratto può agire, anche in coppia
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Bail commercial: solo il titolare del contratto può agire, anche in coppia

📅 Décision du 17 settembre 2020⚖️ Cour de cassation👁️ 16 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione ricorda che solo il firmatario del contratto di locazione può chiedere la riqualificazione in bail commercial, anche se il coniuge è collaboratore o se il fondo è un bene comune. Una decisione che mette in difficoltà molte coppie di imprenditori.

Decisione di riferimento: cc • N° 19-18.435 • 2020-09-17 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete a Mimizan, sulla costa delle Landes. Affittate un locale commerciale per la vostra attività di ristorazione veloce. Il contratto è stagionale, ma lo utilizzate da cinque anni. Il vostro coniuge vi aiuta, è dichiarato coniuge collaboratore (status che consente al coniuge di un lavoratore non salariato di partecipare all'attività senza essere né salariato né socio). Il fondo di commercio è un bene comune della coppia. Ma il contratto di locazione è firmato solo da voi.

Un giorno, il proprietario rifiuta di rinnovare il contratto invocando la sua natura stagionale. Volete farlo riqualificare in bail commercial (contratto soggetto allo statuto dei baux commerciaux, che offre una protezione rafforzata al locatario, in particolare un diritto al rinnovo). Voi e il vostro coniuge avviate un'azione legale. Ma la Corte di Cassazione vi dice: no, il vostro coniuge non ha legittimazione ad agire, anche se è collaboratore e anche se il fondo è comune.

È esattamente ciò che decide la sentenza del 17 settembre 2020 (n° 19-18.435). Una decisione che sembra tecnica, ma che ha conseguenze molto concrete per centinaia di coppie di imprenditori nelle Landes e altrove. Allora, cosa bisogna ricordare? Come evitare questa trappola? Vi spiego tutto, in linguaggio chiaro, con esempi di Saint-Paul-lès-Dax e Mimizan.

I fatti: una storia come tante

Il signor e la signora A. gestiscono un fondo di commercio di vendita di piatti da asporto a Saint-Paul-lès-Dax, nelle Landes. Il locale è affittato con un contratto stagionale (contratto di breve durata, spesso 3-6 mesi, che sfugge allo statuto protettivo dei baux commerciaux). Ma dal 2011 lo occupano in modo continuativo. Nel 2015, il proprietario dà disdetta (atto con cui il locatore pone fine al contratto) per riprendere il locale. I coniugi A. citano in giudizio il proprietario per far riqualificare il contratto stagionale in bail commercial e ottenere un'indennità di sfratto (indennità dovuta dal locatore al conduttore sfrattato per il pregiudizio subito).

Problema: il contratto è stato firmato solo dal signor A., da solo. La signora A. è intervenuta volontariamente nel procedimento (si è unita all'azione del marito), in qualità di coniuge collaboratore e perché il fondo è un bene comune. Il proprietario ha contestato la sua ricevibilità. La corte d'appello di Pau (nei Pirenei Atlantici, ma competente per le Landes) ha dato ragione ai coniugi, ritenendo che la signora A. avesse un interesse legittimo ad agire. Il proprietario ha proposto ricorso in Cassazione.

Colpo di scena: la Corte di Cassazione cassa la sentenza. Ricorda che solo la persona titolare del contratto ha legittimazione a rivendicare l'applicazione dello statuto dei baux commerciaux. Poco importa che il coniuge sia collaboratore o che il fondo sia comune. In altre parole, la signora A. non aveva diritto di agire. Conseguenza: l'azione di riqualificazione potrebbe essere irricevibile per quanto la riguarda, e persino l'azione del signor A. potrebbe essere compromessa se il proprietario eccepisce l'irricevibilità della citazione (atto introduttivo del giudizio).

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione si basa sugli articoli L. 145-1 e seguenti del Codice di commercio (che definiscono lo statuto dei baux commerciaux) e sull'articolo 32 del Codice di procedura civile (che richiede un interesse e una legittimazione ad agire). Il ragionamento è semplice: lo statuto dei baux commerciaux è un diritto personale (legato alla persona del conduttore, non al fondo di commercio). Solo il titolare del contratto, cioè la persona che ha firmato il contratto di locazione, può avvalersi di questo statuto.

Anche se il coniuge è collaboratore, questo status non gli conferisce la qualità di conduttore. Anche se il fondo è un bene comune (cioè appartiene a entrambi i coniugi), il diritto al contratto (il diritto di occupare i locali) rimane personale. La Corte precisa: l'intervento del coniuge, anche in qualità di coniuge collaboratore, è irricevibile.

Questa decisione non è un revirement. Conferma una giurisprudenza costante (ad esempio, Cass. 3e civ., 20 marzo 2013, n° 12-14.391). Ma è particolarmente severa per le coppie che gestiscono insieme un'attività senza che entrambi siano titolari del contratto. Ciò che pochi sanno è che lo status di coniuge collaboratore non conferisce alcun diritto sul contratto stesso. È una semplice qualificazione fiscale e sociale che consente al coniuge di partecipare all'attività, ma non gli dà la qualità di conduttore.

Attenzione però: questa decisione non mette in discussione il diritto del coniuge di agire per la difesa del fondo di commercio in quanto bene comune. Ma per un'azione di riqualificazione del contratto, è il titolare del contratto che deve agire da solo. In parole povere, se entrambi i coniugi vogliono essere protetti, devono firmare entrambi il contratto.

Cosa cambia per voi — concretamente

Per il proprietario locatore: questa decisione è un'arma. Se affittate un locale a una sola persona e il suo coniuge interviene nella controversia, potete contestare la sua ricevibilità. Esempio: a Saint-Paul-lès-Dax, se date

Questions fréquentes

Puis-je, en tant que conjoint collaborateur, demander la requalification d'un bail saisonnier en bail commercial ?

Non, selon la Cour de cassation, seul le titulaire du bail (la personne qui a signé le contrat) a qualité pour agir. Même si vous êtes conjoint collaborateur et que le fonds est un bien commun, vous ne pouvez pas intenter cette action.

Que faire si mon conjoint, seul titulaire du bail, décède ?

Vous devez demander au bailleur le transfert du bail à votre nom. Si le bail contient une clause de continuation au profit du conjoint survivant, vous pouvez l'invoquer. Sinon, le bailleur peut refuser, et vous devrez négocier un nouveau bail.

Le fonds de commerce est un bien commun : cela ne me donne-t-il pas un droit sur le bail ?

Non. Le droit au bail est un droit personnel, distinct de la propriété du fonds. La communauté porte sur le fonds (clientèle, matériel, etc.), mais le bail reste attaché à la personne qui l'a signé.

Puis-je être cosignataire du bail si je suis conjoint collaborateur ?

Oui, rien n'empêche le propriétaire d'accepter que les deux époux signent le bail. C'est même fortement recommandé pour éviter les problèmes de qualité pour agir. Vous devez en faire la demande lors de la signature ou de la révision du bail.

Quels sont les risques si je ne suis pas cosignataire du bail ?

Vous ne pourrez pas agir en justice pour défendre le bail (demander le renouvellement, contester un congé, réclamer des réparations, etc.). Vous dépendez entièrement de votre conjoint. En cas de séparation ou de décès, vous risquez de perdre le local.

Informations juridiques

  • Numéro: 19-18.435
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 17 septembre 2020

Mots-clés

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Cas d'usage pratiques

1

Couple exploitant un food-truck à Mimizan

M. et Mme Dupont exploitent un food-truck sur la place de Mimizan depuis 3 ans. Le bail du local de stockage est au seul nom de M. Dupont. Mme Dupont est conjoint collaborateur. Le propriétaire donne congé pour vendre le local.

Application pratique:

M. Dupont seul peut demander la requalification du bail saisonnier en bail commercial. Mme Dupont ne peut pas agir. Si M. Dupont est en déplacement, l'action risque d'être tardive. Solution : faire signer le bail aux deux dès la signature, ou demander une modification du bail pour ajouter Mme Dupont comme cosignataire.

2

Propriétaire d'un local commercial à Saint-Paul-lès-Dax

M. Martin loue un local à Saint-Paul-lès-Dax à M. Leroy seul, pour une activité de coiffure. Mme Leroy, conjoint collaborateur, participe à l'exploitation. M. Martin veut récupérer le local pour y installer son fils.

Application pratique:

M. Martin peut donner congé à M. Leroy seul. Si Mme Leroy tente d'intervenir dans la procédure pour contester le congé, M. Martin peut soulever l'irrecevabilité de son action. Cela simplifie la procédure et évite une indemnité d'éviction. Toutefois, il faut vérifier que le bail est bien au seul nom de M. Leroy.

3

Acquéreur d'un fonds de commerce à Mont-de-Marsan

Mme Petit achète un fonds de commerce de boulangerie à Mont-de-Marsan. Le bail est au nom du vendeur et de son épouse. Mme Petit veut que le bail soit transféré à son nom seul.

Application pratique:

L'acquéreur doit obtenir l'accord du bailleur pour la cession du bail. Si le bail est au nom des deux époux vendeurs, il faut que les deux cèdent leurs droits. Pour éviter tout problème, l'acquéreur doit exiger que le bail soit régularisé avant la vente. Une clause dans l'acte de cession peut prévoir que le vendeur s'engage à obtenir la signature du bailleur.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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