Decisione di riferimento : Corte di cassazione • N° 10-26.726 • 2011-12-07 • Consulta la decisione →
Immaginate la scena: siete proprietari di un locale commerciale a Cagnes-sur-Mer, affittato a una piccola società che ha appena acquistato l'azienda commerciale. Le notificate disdetta per il 30 settembre 2022, rifiutando il rinnovo del contratto di locazione. Ma ecco che lei richiede un'indennità di esodo (somma dovuta al conduttore escluso per il pregiudizio subito) di 80.000 €, sostenendo che gestisce l'attività da anni. Problema: alla data in cui avete notificato la disdetta, la società non era ancora iscritta al registro delle imprese (RCS). Pensate quindi che questa disdetta sia valida e che l'indennità non sia dovuta? Non così in fretta. La Corte di cassazione, con una sentenza del 7 dicembre 2011, ha stabilito: se la società ha ripreso gli impegni assunti in suo nome prima dell'iscrizione, si considera che sia esistita sin dalla data di tali impegni. E quindi, la disdetta notificata tra la cessione dell'azienda e l'iscrizione può dare diritto all'indennità. Una decisione che ha fatto tremare molti locatori e che merita di essere approfondita.
I fatti: una storia come tante
La signora X, proprietaria di un locale commerciale a Bordeaux, aveva concesso in locazione il suo locale al signor Y per l'esercizio di un'attività commerciale. Nel 2006, il signor Y cede la sua azienda commerciale a una società in formazione (non ancora iscritta). Il 31 marzo 2007, la signora X notifica una disdetta (atto con cui il locatore comunica al conduttore che non rinnova il contratto) a questa società, rifiutando il rinnovo senza indennità. Per lei, niente indennità di esodo perché la società non era iscritta al momento della disdetta, quindi non aveva personalità giuridica (capacità di essere titolare di diritti e obblighi). La società, invece, sostiene che la disdetta è nulla e richiede l'indennità. La corte d'appello di Bordeaux, il 14 settembre 2010, dà ragione alla proprietaria: secondo lei, alla data della disdetta, la società non esisteva giuridicamente, quindi la disdetta è valida e nessuna indennità. Solo che la società, dopo la disdetta, era stata iscritta e aveva ripreso tutti gli impegni assunti in suo nome prima dell'iscrizione, in particolare il contratto di locazione e l'azienda. La Corte di cassazione cassa la sentenza: a causa di questa ripresa, la società si considera aver avuto personalità giuridica sin dalla data della cessione, quindi alla data della disdetta. Risultato: la disdetta è stata notificata a una società esistente e l'indennità di esodo può essere dovuta. Un caso che dimostra che il formalismo non deve prevalere sulla realtà economica.
Il ragionamento della giurisdizione — analizzato
La Corte di cassazione si basa sull'articolo L. 210-6 del codice del commercio. Questo testo dispone che le società commerciali godono della personalità giuridica a partire dalla loro iscrizione, ma se riprendono impegni sottoscritti per loro conto prima di tale iscrizione, si considerano titolari di tali diritti e obblighi sin dalla data di tali impegni. In parole povere: una società non ancora ufficialmente costituita può agire tramite i suoi fondatori, e se « ratifica » questi atti dopo l'iscrizione, è come se avesse agito fin dall'inizio. Qui, la società aveva ripreso il contratto di locazione e l'azienda commerciale prima di essere iscritta. Ora, la disdetta è stata notificata dopo questa ripresa ma prima dell'iscrizione. Per la Corte, la ripresa successiva degli impegni fa retroagire la personalità giuridica alla data della cessione. Quindi, la disdetta è stata notificata a una società giuridicamente esistente, e il locatore non può invocare l'assenza di iscrizione per rifiutare l'indennità. Attenzione: non si tratta di un revirement, ma di un'applicazione classica del testo. Tuttavia, essa ricorda che i giudici di merito devono verificare se la ripresa degli impegni sia effettivamente avvenuta. Se la società non avesse ripreso gli impegni, la disdetta sarebbe stata valida. In pratica, ciò obbliga i locatori a verificare non solo la data di iscrizione, ma anche la data di ripresa degli impegni.
Cosa cambia per voi — concretamente
Per il proprietario locatore: se notificate disdetta a una società in formazione, non potete trincerarvi dietro l'assenza di iscrizione se la società ha ripreso gli impegni. Rischiate di dover pagare un'indennità di esodo (spesso diversi anni di affitto, ad esempio da 50.000 a 100.000 € per un locale medio a Villefranche-sur-Mer). Prima di notificare disdetta, esigete un estratto Kbis (certificato di iscrizione) o, in mancanza, verificate se la società ha ripreso gli impegni. Per il conduttore: se siete in formazione e ricevete una disdetta, non preoccupatevi. Assicuratevi di riprendere espressamente gli impegni (mediante una clausola nello statuto o una decisione dei soci) dopo l'iscrizione. Potrete così richiedere l'indennità. Per l'acquirente di un'azienda: al momento della cessione, verificate che la società riprenda effettivamente gli impegni precedenti. Ciò vi proteggerà in caso di controversia. Esempio concreto: a Cagnes-sur-Mer, un acquirente ha acquistato un'azienda di panetteria il 1° marzo 2022, iscrizione il 15 aprile 2022, disdetta del locatore il 10 maggio 2022. Se lo statuto riprende gli impegni, la disdetta è stata notificata a una società esistente sin dal 1° marzo, quindi indennità dovuta. Altrimenti, nessuna indennità. Attenzione ai termini: la disdetta deve essere notificata almeno 6 mesi prima della scadenza del contratto (articolo L. 145-9 del codice del commercio).
Quattro consigli per evitare questo tipo di controversia
- Verificate l'estratto Kbis prima di qualsiasi disdetta: richiedete sempre un estratto Kbis di meno di 3 mesi. Se la

