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Locazione commerciale e salvaguardia: la clausola risolutiva bloccata dalla procedura concorsuale
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Locazione commerciale e salvaguardia: la clausola risolutiva bloccata dalla procedura concorsuale

📅 Décision du 13 aprile 2022⚖️ Cour de cassation👁️ 11 vues📖 5 min de lecture

La Corte di Cassazione precisa che, una volta che il conduttore è stato ammesso alla procedura di salvaguardia, il locatore non può più proseguire l'azione di accertamento della clausola risolutiva per canoni non pagati anteriori alla sentenza di apertura. Una decisione che sconvolge le strategie dei proprietari.

Decisione di riferimento : cc • N° 21-15.336 • 2022-04-13 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un locale commerciale a La Chapelle-Saint-Luc, affittato a un negozio di abbigliamento. Da sei mesi il canone non viene più pagato. Emettete un atto di intimazione di pagamento facendo riferimento alla clausola risolutiva (quella clausola che consente di risolvere il contratto di locazione automaticamente se il conduttore non paga entro un certo termine). Il conduttore non regolarizza, quindi adite il tribunale per far accertare l'acquisto della clausola. Ma nel frattempo, il conduttore viene ammesso alla salvaguardia giudiziaria (una procedura concorsuale che protegge l'impresa in difficoltà). Cosa succede? La vostra azione può avere successo? È esattamente la questione decisa dalla Corte di Cassazione il 13 aprile 2022. E la risposta rischia di sorprendervi.

Questa decisione, passata relativamente inosservata, cambia le carte in tavola per centinaia di locazioni commerciali ogni anno. Essa contrappone due logiche: quella del diritto dei contratti, che protegge il locatore, e quella del diritto delle imprese in difficoltà, che privilegia il risanamento dell'impresa. La Corte di Cassazione ha scelto: una volta aperta la procedura concorsuale, il locatore non può più proseguire l'azione volta a far accertare la risoluzione del contratto di locazione per canoni non pagati prima dell'apertura. Anche se aveva già emesso l'intimazione e adito il tribunale in precedenza.

Per capire cosa è in gioco, immergiamoci nei fatti di questa vicenda, poi nel ragionamento dei giudici. Successivamente, vi dirò concretamente cosa cambia per voi, proprietario o conduttore, e come evitare di trovarvi in questa impasse.

I fatti: una storia come tante

La vicenda inizia come molti contenziosi in materia di locazioni commerciali. Una società, la SCI du Parc, concede in locazione un locale commerciale alla società Le Mouton à Plumes, per esercitarvi un commercio di abbigliamento pronto a Troyes. I canoni vengono pagati irregolarmente, e il 2 ottobre 2015 la locatrice emette un atto di intimazione di pagamento (un atto dell'ufficiale giudiziario che intima al conduttore di pagare pena la risoluzione del contratto) facendo riferimento alla clausola risolutiva. L'importo richiesto: 8.432 euro di canoni e oneri non pagati.

Il conduttore non paga entro il termine di un mese previsto dalla clausola. Normalmente, la risoluzione è acquisita di diritto. Ma la società Le Mouton à Plumes contesta l'intimazione dinanzi al tribunale di grande istanza di Troyes. Mentre la causa segue il suo corso, si verifica un evento importante: il 1° luglio 2016, la società conduttrice viene ammessa alla salvaguardia giudiziaria dal tribunale di commercio di Troyes. Questa procedura concorsuale mira a consentire all'impresa di proseguire la propria attività mentre ripiana il proprio passivo (cioè rimborsa i propri debiti) sotto la protezione del tribunale.

La locatrice non si scoraggia. Chiede al tribunale di grande istanza di accertare la risoluzione del contratto di locazione alla data del 2 ottobre 2015, quindi prima dell'apertura della salvaguardia. Il tribunale le dà ragione. Ma il conduttore e il suo amministratore giudiziario (il professionista incaricato di assisterlo durante la salvaguardia) propongono appello. La corte d'appello di Reims, con sentenza del 2 marzo 2021, dichiara la domanda ricevibile: secondo essa, la risoluzione è effettivamente avvenuta prima della salvaguardia, quindi la procedura concorsuale non impedisce di accertarla. Il conduttore ricorre in cassazione. È questo ricorso che porta alla sentenza del 13 aprile 2022.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione cassa la sentenza della corte d'appello. Si basa su due testi del codice di commercio: l'articolo L. 145-41, che disciplina la clausola risolutiva nelle locazioni commerciali, e l'articolo L. 622-21, che fissa gli effetti della sentenza di apertura di una salvaguardia sulle azioni giudiziarie. L'articolo L. 622-21 dispone che la sentenza di apertura «interrompe o vieta qualsiasi azione giudiziaria da parte di tutti i creditori […] volta alla risoluzione di un contratto» per un credito anteriore alla sentenza. E l'articolo L. 145-41 precisa che, per le locazioni commerciali, la clausola risolutiva è acquisita se il conduttore non paga entro il mese successivo all'intimazione, salvo che il giudice dei procedimenti sommari conceda una dilazione.

La questione era quindi: un'azione di accertamento della clausola risolutiva, introdotta prima dell'ammissione alla salvaguardia, può essere proseguita dopo? La Corte risponde di no. Essa ritiene che, anche se l'azione è stata avviata prima, essa è «interrotta» dalla sentenza di apertura e non può essere ripresa. Perché? Perché lo scopo della salvaguardia è di congelare le azioni individuali dei creditori per consentire un piano di risanamento. Permettere al locatore di ottenere la risoluzione del contratto equivarrebbe a favorire un creditore a scapito degli altri e comprometterebbe la prosecuzione dell'attività.

La corte d'appello aveva commesso un errore ritenendo che la risoluzione si apprezzi al momento dell'intimazione. La Corte di Cassazione ricorda che l'azione non può essere proseguita dopo la sentenza di apertura, poco importa che la clausola sia già «scattata» in teoria. È una conferma della giurisprudenza precedente (Cass. com., 10 marzo 2015, n. 13-28.248), ma con una portata rafforzata: anche se il locatore ha già ottenuto una decisione in primo grado prima della salvaguardia, l'appello non può avere successo se la salvaguardia viene aperta nel frattempo.

Questa soluzione è logica con lo spirito del diritto delle imprese in difficoltà: preservare l'attività e l'occupazione. Ma può sembrare ingiusta per il locatore, che ha rispettato la procedura e si ritrova privato del suo diritto acquisito. La Corte ha deciso a favore

Questions fréquentes

Mon locataire est en sauvegarde, puis-je résilier le bail pour impayés antérieurs ?

Non, vous ne pouvez pas. Vous devez déclarer votre créance au passif et attendre le plan. La résiliation ne pourra être demandée que pour les loyers postérieurs au jugement d'ouverture.

J'ai délivré un commandement avant la sauvegarde, que faire ?

L'action est interrompue. Vous ne pouvez pas poursuivre. Vous devez déclarer votre créance. Le commandement reste valable pour les loyers postérieurs si vous en délivrez un nouveau après la sauvegarde.

Puis-je demander la résiliation pour un autre motif que le non-paiement ?

Oui, si le motif est postérieur au jugement d'ouverture ou s'il s'agit d'une obligation non liée à une créance antérieure. La sauvegarde n'interrompt que les actions fondées sur des créances antérieures.

Quel est le délai pour déclarer ma créance ?

Deux mois à compter de la publication du jugement d'ouverture au Bodacc. Passé ce délai, vous êtes forclos.

Que faire si le locataire ne paie pas après la sauvegarde ?

Vous pouvez délivrer un nouveau commandement de payer pour les loyers postérieurs. La clause résolutoire jouera normalement.

Informations juridiques

  • Numéro: 21-15.336
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 13 avril 2022

Mots-clés

bail commercialclause résolutoiresauvegarde de justiceprocédure collectiveimpayés de loyer

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire d'un local commercial à La Chapelle-Saint-Luc

Vous louez un local à un commerçant qui accumule 6 mois d'impayés. Vous délivrez un commandement le 1er mars. Le 15 mars, le locataire est placé en sauvegarde. Votre action est bloquée.

Application pratique:

Vous devez déclarer votre créance de loyers impayés auprès du mandataire judiciaire dans les deux mois. Vous ne pourrez pas obtenir la résiliation du bail pour ces impayés. Pour les loyers futurs, vous devrez délivrer un nouveau commandement si le locataire ne paie pas après la sauvegarde.

2

Locataire en difficulté à Troyes

Vous êtes locataire d'un bail commercial et vous avez des difficultés de trésorerie. Vous envisagez une sauvegarde pour protéger votre entreprise.

Application pratique:

La sauvegarde vous protège contre les actions en résiliation du bailleur pour les loyers impayés avant le jugement. Vous pouvez ainsi continuer à exploiter votre commerce pendant la période d'observation. Attention : vous devez payer les loyers courants après la sauvegarde, sinon le bailleur pourra résilier le bail.

3

Acquéreur d'un local commercial loué

Vous achetez un local commercial à Troyes, déjà loué à une société. Vous apprenez que le locataire est en sauvegarde.

Application pratique:

Vous récupérez le bail en l'état. Les impayés antérieurs à la sauvegarde ne pourront pas justifier une résiliation. Vous devrez vous inscrire au passif si vous voulez les récupérer. Assurez-vous que le vendeur a bien déclaré sa créance.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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