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Bail d'habitation : il coniuge superstite può ereditare il contratto di locazione anche senza avervi abitato (Cass. 3e civ., 10 aprile 2013)
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Bail d'habitation : il coniuge superstite può ereditare il contratto di locazione anche senza avervi abitato (Cass. 3e civ., 10 aprile 2013)

📅 Décision du 10 aprile 2013⚖️ Cour de cassation👁️ 4 vues📖 4 min de lecture

La Corte di Cassazione ha stabilito che il coniuge superstite del conduttore può chiedere il trasferimento del contratto di locazione a proprio nome, anche se non abitava nell'alloggio al momento del decesso, a condizione che ne faccia richiesta entro un anno. Una decisione protettiva per le coppie che vivono separatamente per motivi professionali o familiari.

Decisione di riferimento : cc • N° 12-13.225 • 2013-04-10 • Consulta la decisione →

Immaginate: siete proprietari di un appartamento a Le Cannet, affittato a una coppia. Uno dei coniugi muore. L'altro, che viveva a Cannes per lavoro, non abitava nell'alloggio. Può rivendicare il contratto di locazione? Fino a questa decisione del 2013, la risposta era incerta. Molti proprietari pensavano di no e tentavano di recuperare l'alloggio. Ma la Corte di Cassazione ha stabilito: sì, il coniuge superstite può ereditare il contratto di locazione, anche se non abitava sul posto, a condizione che ne faccia richiesta entro l'anno successivo al decesso.

Questa decisione, emessa il 10 aprile 2013, ha un impatto diretto su migliaia di situazioni, in particolare nelle Alpi Marittime dove le coppie talvolta vivono separate per motivi professionali (lavoro a Cannes, residenza secondaria a Le Cannet).

Ma cosa cambia esattamente per voi, proprietario o conduttore? Ecco un'analisi completa, spiegata in modo semplice.

I fatti: una storia che capita ogni giorno

Un proprietario affitta un appartamento a un conduttore, il Sig. X. Quest'ultimo è sposato, ma sua moglie, la Sig.ra Y, non vive nell'alloggio: risiede altrove, forse per motivi professionali o personali. Il contratto di locazione è intestato solo al Sig. X. Quando il Sig. X muore, il proprietario ritiene che il contratto sia risolto automaticamente, poiché la moglie non abitava nei locali. Le chiede quindi di liberare l'appartamento. La Sig.ra Y, invece, intende conservare l'alloggio e adisce il tribunale.

La questione giuridica è semplice: il coniuge superstite che non abita nell'alloggio al momento del decesso può beneficiare del trasferimento del contratto di locazione? I testi (articolo 14 della legge del 6 luglio 1989) prevedono che alla morte del conduttore, il contratto sia trasferito al coniuge superstite, a condizione che l'alloggio serva effettivamente all'abitazione di entrambi i coniugi. Ma cosa significa «effettivamente all'abitazione»? Il proprietario sostiene che, poiché la moglie non vi abitava, l'alloggio non serviva all'abitazione di entrambi. La corte d'appello gli dà ragione: respinge la domanda della Sig.ra Y.

La Sig.ra Y ricorre in cassazione. La Corte di Cassazione cassa la sentenza d'appello. Ricorda che l'articolo 14, comma 2, della legge del 1989 distingue due situazioni: se l'alloggio serve effettivamente all'abitazione di entrambi i coniugi, il trasferimento è automatico. In caso contrario, il coniuge superstite può comunque chiedere il trasferimento, ma deve farne espressa richiesta entro l'anno dal decesso. In breve, la mancanza di coabitazione non è un ostacolo assoluto, a condizione che il coniuge manifesti la volontà di riprendere il contratto.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione si basa sull'articolo 14 della legge n. 89-462 del 6 luglio 1989, che regola i contratti di locazione ad uso abitativo. Tale articolo prevede che alla morte del conduttore, il contratto sia trasferito:
- al coniuge superstite, se l'alloggio serve effettivamente all'abitazione di entrambi i coniugi (trasferimento automatico);
- al coniuge superstite che non soddisfa questa condizione, a condizione che ne faccia richiesta entro l'anno successivo al decesso (trasferimento su richiesta).

La difficoltà deriva dall'interpretazione di «serve effettivamente all'abitazione di entrambi i coniugi». Il proprietario sosteneva che, poiché la Sig.ra Y non viveva nei locali, questa condizione non era soddisfatta, e quindi il contratto doveva estinguersi. La corte d'appello lo aveva seguito. Ma la Corte di Cassazione corregge: la condizione di abitazione effettiva non è richiesta quando il coniuge superstite chiede il trasferimento; lo è solo per il trasferimento automatico. In altre parole, anche se l'alloggio non serve all'abitazione di entrambi i coniugi, il coniuge superstite può sempre chiedere il trasferimento, entro un anno.

Quello che pochi sanno è che questa soluzione protegge le coppie che vivono separate per motivi professionali o di salute. Il legislatore ha voluto evitare che il coniuge superstite si ritrovi senza tetto dopo un decesso, anche se non abitava nell'alloggio al momento del decesso.

La Corte precisa inoltre che la richiesta deve essere fatta dal coniuge superstite stesso, e non da un terzo. E che deve essere indirizzata al proprietario, preferibilmente tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento, per provare la data.

Cosa cambia per voi — concretamente

Se siete proprietario locatore: Non potete più rifiutare il trasferimento del contratto di locazione per il solo motivo che il coniuge superstite non abitava nell'alloggio. Dovete attendere che questo coniuge faccia una richiesta espressa. Se non la fa entro un anno, potete recuperare l'alloggio. Esempio concreto: il vostro conduttore a Le Cannet muore, sua moglie vive a Nizza. Lei vi scrive entro 12 mesi per riprendere il contratto: dovete accettare. Se non lo fa, il contratto è risolto.

Se siete conduttore o coniuge superstite: Se il vostro coniuge muore e voi non abitavate nell'alloggio locato, avete un anno per chiedere il trasferimento del contratto a vostro nome. Non aspettate! Fate una richiesta scritta al proprietario, con avviso di ricevimento. Se il proprietario rifiuta, potete agire in giudizio.

Questions fréquentes

Le conjoint survivant doit-il habiter dans le logement pour hériter du bail ?

Non, s'il en fait la demande dans l'année du décès. Il peut demander le transfert même s'il n'habitait pas dans le logement. En revanche, pour un transfert automatique sans demande, il doit y habiter effectivement.

Quel est le délai pour demander le transfert du bail après le décès du locataire ?

Le conjoint survivant dispose d'un an à compter du décès pour faire sa demande par écrit au propriétaire. Passé ce délai, le bail est définitivement perdu.

Que faire si le propriétaire refuse le transfert du bail ?

Le conjoint survivant peut saisir le juge des contentieux de la protection (ancien tribunal d'instance) pour faire valoir ses droits. Le propriétaire risque d'être condamné à verser des dommages et intérêts.

Cette règle s'applique-t-elle aux concubins ou partenaires de Pacs ?

Non, elle ne concerne que le conjoint marié. Pour les concubins et partenaires de Pacs, le transfert n'est possible que s'ils vivaient effectivement dans le logement depuis au moins un an au moment du décès.

Puis-je demander le transfert si je suis séparé de corps de mon conjoint décédé ?

Oui, la séparation de corps ne met pas fin au mariage. Vous conservez la qualité de conjoint survivant et pouvez demander le transfert du bail dans l'année.

Informations juridiques

  • Numéro: 12-13.225
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 10 avril 2013

Mots-clés

bail d'habitationconjoint survivanttransfert de bailCour de cassationdroit immobilier

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire à Le Cannet : le conjoint survivant réclame le bail

Vous louez un appartement à Le Cannet à M. Dupont, marié à Mme Dupont qui vit à Cannes pour son travail. M. Dupont décède. Mme Dupont vous écrit 6 mois après pour reprendre le bail.

Application pratique:

Vous devez accepter le transfert du bail à son nom. Refusez-vous ? Elle peut vous assigner en justice et obtenir des dommages et intérêts. Si elle n'avait pas écrit dans l'année, vous auriez pu récupérer le logement.

2

Locataire à Cannes : votre conjoint décède sans que vous habitiez le logement

Vous êtes marié à M. Martin, locataire d'un studio à Cannes. Vous vivez à Nice pour raisons professionnelles. M. Martin décède. Vous voulez conserver le studio.

Application pratique:

Vous devez adresser une demande écrite au propriétaire dans les 12 mois suivant le décès, par lettre recommandée avec AR. Si le propriétaire refuse, vous pouvez saisir le juge pour faire reconnaître votre droit.

3

Agent immobilier : conseiller les héritiers après un décès

Un client, propriétaire d'un logement loué à un couple, vous demande si le conjoint survivant qui n'habitait pas dans les lieux peut hériter du bail.

Application pratique:

Répondez que oui, sous réserve d'une demande dans l'année. Conseillez au propriétaire de ne pas relouer avant l'expiration de ce délai. Pour le conjoint, recommandez une demande écrite rapide.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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