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<div>Divorzio e contratto di locazione abitativa: quando la contitolarità cessa senza disdetta</div>
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<div>Divorzio e contratto di locazione abitativa: quando la contitolarità cessa senza disdetta</div>

📅 Décision du 22 ottobre 2015⚖️ Cour de cassation👁️ 8 vues📖 4 min de lecture

In caso di divorzio, se la sentenza attribuisce il diritto al contratto di locazione a un solo coniuge, l’altro non è più obbligato al pagamento dei canoni, anche senza aver dato disdetta. Tale decisione della Corte di cassazione chiarisce una situazione frequente per proprietari e conduttori.

Decisione di riferimento: Cass. civ. • N. 14-23.726 • 22-10-2015 • Consulta la decisione →

Immagini di essere proprietario di un appartamento a Grasse, nel quartiere del Plan de Grasse. Da anni lo affitta a una coppia sposata, i coniugi Martin. Il loro canone di affitto di 850€ arriva ogni mese senza problemi. Poi arriva il divorzio. La sentenza attribuisce il diritto al contratto di locazione (la possibilità di rimanere inquilino) alla sola Sig.ra Martin. Il Sig. Martin lascia l'abitazione. Ma ecco il punto: non ha dato disdetta (non ha risolto il contratto di locazione) al proprietario. Chi deve pagare l'affitto ora? La sola Sig.ra Martin? Entrambi gli ex coniugi? E se la Sig.ra Martin non paga più, può agire contro il Sig. Martin?

Questa situazione la incontro regolarmente nel mio studio, sia a Grasse che a Mont-de-Marsan. I proprietari sono spesso smarriti: hanno un contratto firmato da due persone, ma una di queste ha lasciato l'immobile a seguito di un divorzio. Devono attendere una disdetta formale? Possono richiedere i canoni a entrambi? La risposta non era sempre chiara prima di questa decisione.

La sentenza della Corte di Cassazione del 22 ottobre 2015 fornisce una risposta netta che semplifica le cose. In sostanza, dal momento in cui la sentenza di divorzio attribuisce il diritto al contratto di locazione a un solo coniuge, l'altro non è più tenuto al pagamento dei canoni, anche senza aver dato disdetta. Ma cosa cambia esattamente per voi, proprietario, inquilino o professionista del settore immobiliare? È ciò che analizzeremo insieme.

I fatti: una storia che capita ogni giorno

Torniamo al nostro esempio concreto, ispirato al caso giudicato. Nel 1991, un proprietario, chiamiamolo Sig. Dubois, affitta un appartamento di 70 m² a Grasse, vicino al Palais des Congrès, a una coppia sposata, i coniugi Lambert. Il contratto di locazione è firmato da entrambi i coniugi. Per oltre vent'anni, tutto procede bene: il canone di 900€ viene pagato regolarmente.

Nel 2012, i coniugi Lambert divorziano. La sentenza di divorzio, emessa il 2 settembre 2012, attribuisce il diritto al contratto di locazione dell'abitazione familiare (l'appartamento affittato) alla sola Sig.ra Lambert. Il Sig. Lambert lascia l'abitazione. Tuttavia, non dà disdetta (non risolve formalmente il contratto di locazione) al proprietario, Sig. Dubois. La Sig.ra Lambert continua a occupare l'appartamento, ma inizia ad avere difficoltà finanziarie. I canoni non vengono più pagati integralmente.

Il Sig. Dubois, preoccupato, si rivolge a entrambi gli ex coniugi. Ritiene che, poiché il contratto è stato firmato da entrambi, essi rimangano entrambi responsabili del pagamento dei canoni fino a quando non venga data disdetta. Avvia una procedura per richiedere i canoni non pagati, quasi 6.000€ di arretrati, sia alla Sig.ra Lambert che al Sig. Lambert. Quest'ultimo contesta: sostiene che la sentenza di divorzio ha posto fine alla sua qualità di inquilino, quindi non deve più nulla.

La controversia si intensifica. I tribunali di primo grado e d'appello hanno dato ragione al Sig. Dubois, ritenendo che ogni co-inquilino (persona che condivide un contratto di locazione) rimanga debitore dei canoni fino a quando il contratto non sia risolto. Ma il Sig. Lambert propone ricorso per cassazione. Ed è qui che la Corte di Cassazione, la più alta giurisdizione giudiziaria, deciderà definitivamente nel 2015.

Il ragionamento della giurisdizione — analizzato

La Corte di Cassazione ha esaminato il fondamento giuridico. Normalmente, secondo l'articolo 1751 del Codice civile (che regola la contitolarità dei contratti di locazione abitativa), ogni co-inquilino è solidalmente responsabile del pagamento dei canoni. In altre parole, il proprietario può richiedere l'intero canone all'uno o all'altro. Ma in questo caso, i giudici hanno ritenuto che questa regola generale debba essere attenuata in caso di divorzio.

Il ragionamento è il seguente: la sentenza di divorzio che attribuisce il diritto al contratto di locazione a un solo coniuge pone fine alla contitolarità (l'essere titolari insieme) del contratto di locazione, sia essa legale (prevista dalla legge) o convenzionale (prevista dal contratto). Dal momento della trascrizione (la registrazione ufficiale) di tale sentenza, il coniuge a cui il diritto al contratto di locazione non è stato attribuito non è più titolare del contratto. Non ha quindi più l'obbligo di pagare i canoni, anche se non ha dato disdetta.

La Corte ha respinto l'argomento del proprietario secondo cui si doveva attendere una disdetta formale. Ha ritenuto che il divorzio, con l'attribuzione del contratto di locazione a uno solo, costituisca un evento sufficiente a rompere la contitolarità. Si tratta di una conferma e di un perfezionamento della giurisprudenza precedente. I magistrati hanno così protetto il coniuge che lascia l'abitazione, evitando che rimanga indefinitamente responsabile finanziariamente.

Attenzione, tuttavia: questa decisione si applica solo ai contratti di locazione ad uso abitativo e nel contesto specifico del divorzio con attribuzione giudiziale del contratto di locazione.

Questions fréquentes

Divorce et bail : l'ex-conjoint qui a quitté les lieux doit-il encore payer le loyer ?

Non, dès que le jugement de divorce attribue le droit au bail à un seul époux, l'autre n'est plus tenu au paiement des loyers, même sans avoir donné congé. Cette règle a été confirmée par la Cour de cassation le 22 octobre 2015. Toutefois, chaque situation étant unique, une consultation avec un avocat spécialisé reste indispensable pour vérifier votre cas personnel.

Puis-je réclamer les loyers impayés aux deux ex-époux si l'un a quitté le logement après le divorce ?

Non, si le jugement de divorce a attribué le droit au bail à un seul époux, vous ne pouvez réclamer les loyers qu'à celui-ci. L'autre époux n'est plus solidaire du paiement, même s'il n'a pas donné congé. Cette solution a été clarifiée par l'arrêt de la Cour de cassation du 22 octobre 2015. Pour des conseils adaptés à votre situation, il est préférable de consulter un avocat.

Quels sont les délais pour agir en recouvrement de loyers après un divorce ?

Le délai de prescription pour réclamer des loyers impayés est de 3 ans à compter de chaque échéance impayée (article 7-1 de la loi du 6 juillet 1989). Passé ce délai, vous ne pouvez plus agir en justice. En cas de divorce, il est recommandé d'agir rapidement et de consulter un avocat pour ne pas perdre vos droits.

Que faire si l'ex-époux attributaire du bail ne paie plus le loyer ?

Vous devez d'abord mettre en demeure le locataire attributaire de payer. S'il ne paie pas, vous pouvez engager une procédure de résiliation de bail pour impayés et demander son expulsion. L'autre ex-époux n'étant plus tenu, vous ne pouvez pas vous retourner contre lui. Une consultation avec un avocat vous aidera à choisir la meilleure stratégie.

Le jugement de divorce attribue le bail à mon ex, mais il ne paie pas : puis-je le faire expulser ?

Oui, vous pouvez demander la résiliation du bail pour impayés et l'expulsion du locataire attributaire. Cependant, vous devez respecter la procédure légale : mise en demeure, puis assignation devant le tribunal. L'ex-époux non attributaire ne peut être poursuivi. Il est vivement conseillé de consulter un avocat pour mener ces démarches.

Informations juridiques

  • Numéro: 14-23.726
  • Juridiction: Cour de cassation
  • Date de décision: 22 octobre 2015

Mots-clés

divorcebail d'habitationcotitularitédroit immobilierCour de cassation

Cas d'usage pratiques

1

Propriétaire face à un divorce de locataires

M. Durand loue un appartement à Lyon (69001) à un couple marié depuis 2015 avec un loyer de 950€. Le couple divorce en 2023 et le jugement attribue le droit au bail à Madame seule. Monsieur quitte le logement sans donner congé, et Madame commence à accumuler des impayés.

Application pratique:

Selon l'arrêt de la Cour de cassation du 22 octobre 2015, dès que le jugement de divorce attribue le droit au bail à un seul époux, l'autre n'est plus tenu au paiement des loyers. M. Durand doit donc poursuivre uniquement Madame pour les loyers impayés. Il doit conserver une copie du jugement de divorce et envoyer une mise en demeure à Madame. Il ne peut pas réclamer les loyers à Monsieur, même sans congé formel.

2

Locataire divorcé(e) avec un ex-époux parti

Madame Bernard, locataire à Bordeaux (33000) avec son ex-mari depuis 2018 (loyer 820€), obtient le droit au bail par jugement de divorce en 2024. Son ex-mari a quitté l'appartement mais le propriétaire continue de réclamer les loyers aux deux, menaçant de poursuites.

Application pratique:

Cette jurisprudence protège Madame Bernard : son ex-époux n'est plus responsable des loyers après le jugement de divorce attribuant le droit au bail. Elle doit fournir une copie du jugement au propriétaire et exiger que les réclamations soient adressées uniquement à elle. Si le propriétaire insiste, elle peut s'appuyer sur cette décision pour contester toute action en justice contre son ex-mari.

3

Agent immobilier gérant un dossier de divorce

Un agent immobilier à Marseille (13001) gère un appartement loué 1100€ à un couple marié. Le divorce est prononcé en 2023, attribuant le droit au bail à Monsieur seul. Madame quitte sans formalités, et le propriétaire demande à l'agent de poursuivre les deux pour un loyer impayé.

Application pratique:

L'agent doit appliquer cette jurisprudence : informer le propriétaire que seul le locataire désigné par le jugement (Monsieur) est désormais responsable des loyers. Il faut mettre à jour le dossier avec le jugement de divorce et cesser toute réclamation envers Madame. L'agent doit conseiller au propriétaire d'envoyer une mise en demeure uniquement à Monsieur pour éviter des poursuites infondées.

Maître Cécile Zakine

À propos de l'auteur

Maître Cécile Zakine — Avocate au Barreau des Alpes-Maritimes, Docteur en Droit. Chaque article de ce magazine est rédigé à partir de l'analyse d'une décision de jurisprudence réelle, commentée et mise en perspective par les équipes de Maître Zakine.

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